Reggio Calabria. 'Ndrangheta, i voti del clan Araniti alle elezioni: 11 arresti

Reggio Calabria. ‘Ndrangheta, i voti del clan Araniti alle elezioni: 11 arresti

Redazione

Reggio Calabria. ‘Ndrangheta, i voti del clan Araniti alle elezioni: 11 arresti

martedì 11 Giugno 2024 - 11:54

Indagato anche il sindaco Falcomatà, ma per lui nessuna richiesta cautelare

Il Ros e i carabinieri di Reggio Calabria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Reggio Calabria emessa su richiesta della locale Procura, nei confronti di 14 persone (di cui 7 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 3 con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) indiziati, a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, reati elettorali, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

Le indagini, condotte dal Ros sotto la direzione della Procura di Reggio Calabria, si sono concentrate sulla cosca “Araniti”, egemone nel territorio di Sambatello (RC), ed avrebbero consentito di delinearne gli assetti, le attività estorsive in danno di appalti pubblici, l’ingerenza nella conduzione della discarica di “Sambatello” attraverso l’imposizione, alle ditte di volta in volta impegnate nella gestione dell’impianto, del personale da assumere e le relazioni con le omologhe consorterie criminali attive nei territori confinanti di Diminniti e Calanna. È stato inoltre documentato lo stringente controllo esercitato sul territorio che ha portato anche alla limitazione dell’attività venatoria nell’area agreste della frazione.

Le investigazioni, avviate nel 2019, avrebbero inoltre permesso di acquisire elementi sintomatici del condizionamento delle elezioni – in alcuni seggi elettorali – per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria (nel 2020 e nel 2021) e del Consiglio Comunale di Reggio Calabria (nel 2020).

In particolare, uno degli indagati raggiunto da provvedimento restrittivo (per i reati di falsità elettorale e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio non aggravati dal metodo mafioso), legato da vincoli di parentela ad esponente apicale della cosca Araniti, con il fine di sostenere i candidati di interesse avrebbe alterato – con la complicità di scrutatori compiacenti – le operazioni di voto, procurandosi le schede elettorali di cittadini impossibilitati a votare ed esprimendo, in luogo di questi ultimi, la preferenza in favore dei candidati sostenuti. L’indagato, dopo i positivi esiti elettorali, avrebbe ottenuto dai politici eletti nomine nell’ambito di enti pubblici o come professionista esterno.

La Procura, con riferimento agli episodi di ipotizzato condizionamento delle competizioni elettorali, ha avanzato richiesta di applicazione di misura cautelare per scambio elettorale politico – mafioso, oltre che su persone legate alle articolazioni mafiose operanti nell’ambito cittadino, anche a carico di un consigliere della Regione Calabria e di un consigliere del Comune di Reggio Calabria. Il giudice del Tribunale di Reggio Calabria ha rigettato la richiesta cautelare, la Procura proporrà appello.

Nel procedimento penale risulta indagato, sempre per scambio elettorale politico mafioso, anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, nei confronti del quale, tuttavia, non era stata avanzata richiesta cautelare non avendo ritenuto compiutamente integrati per lo stesso tutti i presupposti legittimanti.

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