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Reggio. Confesercenti è polemica contro Sogert

Dario Rondinella

Reggio. Confesercenti è polemica contro Sogert

martedì 14 Settembre 2021 - 17:53

La società affidataria del servizio, invece di inviare una prima comunicazione, manda direttamente, via pec, un’intimazione di pagamento entro 5 giorni dal ricevimento

Sogert, chi era costui?” Inizia così la nota polemica, parafrasando i Pomessi Sposi , del presidente di Confesercenti Reggio Calabria, Claudio Aloisio contro la Sogert, società campana specializzata nel recupero crediti per gli Enti, a cui la Polizia Municipale di Reggio Calabria ha affidato tutti gli atti, emessi e non incassati, delle multe effettuate in città. “Un’operazione che gli ha permesso di “svuotare il proprio magazzino” di vecchi crediti non riscossi. Fin qui tutto bene.

Uno dei problemi degli Enti Locali è sempre stato la difficoltà di riscuotere i tributi dovuti il che, porta grave nocumento alle comunità e soprattutto a coloro che pagano regolarmente spesso caricandosi anche parte delle quote di chi non lo fa. Il problema però si pone nelle modalità utilizzate dalla Sogert per incassare i crediti affidatigli oltre che quelle della Polizia Municipale che le ha trasferite. Infatti, la società affidataria del servizio, invece di inviare una prima comunicazione che darebbe il tempo al contribuente di controllare la giustezza della richiesta, manda direttamente, via pec, un’intimazione di pagamento entro 5 giorni dal ricevimento. Se non si ottempera scattano i pignoramenti verso terzi. È successo alla mia e a tante altre imprese che ce l’hanno prontamente comunicato.

Nel mio specifico caso, a fronte di una richiesta di pagamento arrivata verso giugno di poco più di 300 euro per multe del 2004, di 17 anni fa quindi, abbiamo fatto passare poco meno di un mese in cui inizialmente si è cercato di capire chi fosse la Sogert e se la comunicazione fosse reale o una possibile truffa. Una volta accertata la veridicità della pec ci siamo premurati di andare al comando della Polizia Municipale per richiedere la documentazione attestante la correttezza delle notifiche riportate e abbiamo atteso l’invio (dietro pagamento del servizio) di copia della documentazione.

Nel frattempo però la società di riscossione ha agito inviando un pignoramento verso terzi (per 300€) alla sede centrale di tutte le banche italiane! Chi ha un’attività può capire il danno alla reputazione aziendale creato da una tale azione. Abbiamo comunque provveduto al pagamento avendo anche accertato la correttezza della richiesta. Ad agosto, il 5 per l’esattezza, arriva un’altra ingiunzione di pagamento di oltre 500 euro che raggruppa una serie di multe del 2005. Per non incorrere nello stesso problema chiamiamo la Sogert e rateizziamo il debito in tre rate pagando immediatamente la prima per scongiurare la scadenza dei 5 giorni.

Contestualmente andiamo alla Polizia Municipale per richiedere copia delle notifiche e avviamo una ricerca interna per verificare la documentazione in nostro possesso e… sorpresa! I vigili non trovano gran parte delle notifiche riguardanti le multe in oggetto e in compenso noi troviamo la ricevuta di pagamento di tre. Mi chiedo quindi: quante aziende e cittadini, trattandosi di sanzioni di quasi vent’anni fa e di importi relativamente piccoli, hanno pagato anche se non avrebbero dovuto farlo? Perché tanta efficienza solo quando si tratta di riscuotere e sanzionare? Con quale criterio la Polizia Municipale ha trasferito alla società affidataria la documentazione attestante i crediti dato che alcuni non sono corredati di notifiche e altri sono stati addirittura pagati?

Per quale motivo non si segue la prassi di inviare 30 giorni prima un avviso di pagamento seguito, ove non si ottemperasse, dall’ingiunzione? E perché le richieste della Sogert non sono già corredate dalla documentazione attestante l’esattezza dell’ingiunzione costringendo il contribuente a richiederla (a pagamento) agli uffici della Polizia Municipale sobbarcandosi file interminabili con la conseguente perdita di tempo oltreché di danaro? Per tale motivo, a tutela dei cittadini e delle imprese reggine, come Confesercenti Reggio Calabria, chiederemo un incontro urgente con l’assessore competente e il comandante della Polizia Municipale in cui solleciteremo l’adozione di alcuni correttivi e specificatamente: controllare approfonditamente i crediti trasferiti per verificarne la correttezza documentale, mandare un avviso di pagamento 30 giorni prima dell’invio dell’ingiunzione, allegare all’avviso la documentazione (notifiche firmate e altro) senza costringere il contribuente a sobbarcarsi spese economiche e di tempo per ottenere ciò che è un suo diritto. Comunichiamo inoltre che il nostro ufficio legale fornirà consulenza gratuita alle imprese associate che hanno ricevuto e riceveranno ulteriori ingiunzioni di pagamento che ritengono non dovute”.

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