A breve i nuovi voli diretti per Londra, Francoforte, Venezia e altre localtà Italiane. Ma la Metromare non funziona e l'Ue apre una procedura di infrazione per gli aiuti pubblici alla So.Gas.
L’Aeroporto dello Stretto tra luci e ombre: lo scalo reggino vive i soliti -sogni- di salto di qualità e, contemporaneamente, -incubi- di battute d’arresto.
Oggi il governatore della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, annuncerà a Catanzaro i nuovi voli di -Eagles Airlines- che collegheranno i tre aeroporti calabresi (Reggio, Crotone e Lamezia Terme) con nuove destinazioni. Secondo alcune indiscrezioni precedenti alla conferenza stampa, fissata per le ore 12:00, l’Aeroporto dello Stretto dovrebbe aggiungere al suo ventaglio di voli anche il collegamento con Venezia.
Un’ottima notizia, anche in vista dei nuovi voli per Torino, Milano, Bologna e Pisa che entreranno in vigore dall’autunno e, soprattutto, data l’imminenza dei voli diretti con Francoforte e l’aeroporto di -London City- che, sempre con -Eagles Airlines-, partiranno a brevissimo, il 26 agosto.
Il Presidente del Cda della So.Gas., Pasquale Bova, è felice però si dice anche attento alle problematiche dello scalo e, soprattutto, alle difficoltà di recepire l’utenza Messinese rendendo il -Tito Minniti- anche di fatto -Aeroporto dello Stretto-: «Rifarei la Metromare, perché così com’è non funziona proprio. È stato allestito un servizio insufficiente con cinque corse al giorno e il presidente della Provincia di Messina Nanni Ricevuto si sta attivando per mettere in mare almeno altri cinque collegamenti per arrivare subito a 10. Poi, per quanto è a mia conoscenza, credo che le due Regioni, le province di Regio e Messina e anche i Comuni stiano allestendo un nuova gara per garantire definitivamente i cinque collegamenti in più che sono indispensabili per fornire un buon servizio alla sponda messinese. Non appena questo servizio sarà a punto, la Provincia messinese è anche pronta a investire in una massiccia campagna pubblicitaria per promuovere l’Aeroporto dello Stretto».
Altri problemi, forse ancor più seri, si materializzano all’orizzonte a causa di una procedura di infrazione aperta nei giorni scorsi dalla Commissione Europea per i finanziamenti pubblici conferiti da vari enti alla Sogas dal 2004 in poi.
La decisione è stata assunta perchè, ad avviso dell’UE, i contributi versati dalla Regione Calabria, dal Comune e dalla provincia di Reggio, sarebbero potenzialmente in grado di drogare il mercato del trasporto aereo. Sotto le lenti di Bruxelles è finito anche un contributo regionale pari a 1.824.000 euro a copertura delle perdite subite da Sogas nel 2004 e nel 2005.
Ciò vale anche con riferimento alle camere di Commercio di Reggio e Messina dal momento che in Italia le Camere di commercio sono considerate enti locali autonomi di diritto pubblico.
Si tratta, in altri trmini, di soldi pubblici stanziati solo per coprire un buco e senza una reale prospettiva di sviluppo futuro. Rileva ancora la Commissione: «Le autorità italiane hanno sostenuto che Sogas sarebbe un’impresa in difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle aziende. L’Italia, tuttavia, ha specificato anche che la misura in questione non faceva parte di un piano di ristrutturazione e che non esisteva in effetti alcuno piano di questo tipo relativamente a Sogas».
La Commissione Europea ritiene che gli aiuti alla Sogas possono falsare la concorrenza sotto due profili. In primo luogo nel contesto del sistema territoriale calabro-siculo. «I passeggeri che utilizzano l’aeroporto dello Stretto – si legge nella nota del segretariato generale della Commissione UE – possono, in funzione del loro luogo di residenza, utilizzare alternativamente gli aeroporti di Catania, Lamezia Terme e Crotone. Se, come nel caso di specie, uno di questi aeroporti riceve un contributo finanziario, questo può permettergli, in primo luogo, di restare sul mercato o di applicare tasse aeroportuali inferiori ai suoi costi e dunque al di sotto del presso di mercato». Inoltre «il contributo finanziario per un aeroporto, come nel caso in esame, può essere trasferito alle linee aeree sottoforma di tasse di atterraggio piu’ basse. Questo può, a sua volta, falsare la concorrenza tra linee aeree che operano su aeroporti situati nella stesso bacino d’utenza».
Nelle undici pagine che contengono la decisione dell’UE, viene anche descritto un quadro estremamente negativo dell’aeroporto di Reggio Calabria. In questo scalo «il traffico è stato inferiore a 600 mila passeggeri e a 350 tonnellate di merci nel 2007 e nel 2008. Esso rientra pertanto tra i piccoli aeroporti regionali ( categoria D)». L’ennesimo segnale di quale sia l’ottica, nazionale e internazionale, sul traffico aereo e sugli scali aeroportuali.
La decisione, comunicata all’Italia con nota dello scorso 22 luglio, giunge proprio quanto gli enti locali (come il Comune di Reggio Calabria e adesso anche la Provincia di Messina), soci della Sogas, stanno per conferire altri danari pubblici a questa società, periodicamente chiamata a coprire le pesanti perdite di esercizio.
Bova, però, non è per nulla preoccupato di questa situazione: «E’ una questione che riguarda l’Unione europea e la Regione Calabria».
