Applausi al boss, nuovo caso stavolta a Porto Empedocle

Applausi al boss, nuovo caso stavolta a Porto Empedocle

Applausi al boss, nuovo caso stavolta a Porto Empedocle

giovedì 29 Aprile 2010 - 10:47

Salvatore Messina, fratello del superlatitante Gerlandino, accolto come un eroe nel quartiere popolare di Ciuccafa

Il vergognoso episodio degli applausi al boss della ‘ndrangheta Giovanni Tegano, a Reggio martedì mattina, non è un’inedito esclusivo nè per la Città Calabrese dello Stretto, nè per altre realtà Calabresi e Siciliane in cui gli amici, i parenti e gli affiliati ai mafiosi arrestati molto spesso si sentono in dovere di esprimere la loro vicinanza in modo pubblico e ‘mediatico’.

Le organizzazioni criminali vivono di simboli e, anche così, trasmettono messaggi.

Stamattina a Porto Empedocle Salvatore Messina, fratello del superlatitante Gerlandino, è tornato a casa grazie ad un permesso straordinario di tre ore per incontrare la moglie e il figlio. Ad accoglierlo, sotto casa, nel quartiere popolare di Ciuccafa, una trentina di amici e parenti che l’hanno accolto come un eroe.

Salvatore Messina sta scontando il carcere a vita dopo la condanna definitiva per un omicidio e un tentato omicidio commessi nell’ambito della sanguinosa guerra di mafia che si è combattutta in provincia di Agrigento negli anni ’80. E’ in carcere dal lontano 1998 a Prato, in Toscana e nelle scorse settimane è riuscito a avere un permesso straordinario per gravi motivi familiari ed ha ottenuto di poter stare con la moglie e con il figlio per tre ore.

Al suo arrivo a bordo di una volante della polizia penitenziaria e con la scorta armata di polizia e carabinieri, è stato accolto con un rumoso applauso. Scena che si è ripetuta tre ore dopo, quando è sceso per rientrare in carcere. Giusto il tempo di fare un cenno agli amici e ai conoscenti e ad altri parenti e poi Salvatore Messina è tornato a Prato dove trascorrerà il resto dei propri giorni.

Questo nuovo episodio, simile a quello reggino anche se differente nel contesto perchè un conto è far la voce grossa a casa propria, nel quartiere di Ciuccafa a Porto Empedocle, altra cosa è farlo di fronte la Questura di Reggio Calabria, sul Corso Garibaldi in pieno centro storico, dimostra comunque una realtà anche un pò scontata e banale, e che cioè gli amici e i parenti dei boss della criminalità organizzata, com’è normale che sia, stanno dalla loro parte e li osannano a dispetto di uno Stato che considerano nemico.

Ben differente la realtà del sentimento della stragrande maggioranza dei cittadini di Porto Empedocle così come di Reggio Calabria, di Palermo, Catania e Messina dove più volte si sono verificati episodi simili: è gente per bene che sta dalla parte delle Istituzioni come ha più volte avuto modo di testimoniare.

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