Bronzi: prosegue a Reggio il restauro aperto al pubblico. Tanti turisti verso Palazzo Campanella, superata la soglia degli 80mila visitatori

Bronzi: prosegue a Reggio il restauro aperto al pubblico. Tanti turisti verso Palazzo Campanella, superata la soglia degli 80mila visitatori

Bronzi: prosegue a Reggio il restauro aperto al pubblico. Tanti turisti verso Palazzo Campanella, superata la soglia degli 80mila visitatori

mercoledì 04 Agosto 2010 - 20:59

Le operazioni di restauro entrano nel vivo. A settembre sarà pubblicata tutta la loro vera storia, scoperta durante questi mesi di studio e osservazione. A marzo 2011 il ritorno nel Museo nuovo di zecca per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia

I Bronzi di Riace non vanno in vacanza. Sono infatti entrate nel vivo in questi giorni le importanti operazioni di diagnosi delle due statue simbolo della Magna Grecia, temporaneamente collocate all’interno del laboratorio di restauro allestito presso il Salone Monteleone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, a Reggio. Resta attivo anche nel mese di agosto, dunque, il laboratorio diretto da Pasquale Dapoto, Archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria e affidato alla responsabilità di Roberto Ciabattoni e Paola Donati dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, rispettando così il calendario dei lavori stabilito per riportare entro marzo 2011 le due statue all’interno del restaurato Museo Nazionale della Magna Grecia, dove sono in corso imponenti lavori per l’ammodernamento in vista delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Proprio in queste ore a Palazzo Campanella è in corso un nuovo importante sopralluogo per la mappatura di definizione delle zone dei Bronzi che saranno interessate dall’integrazione dell’indagine gammagrafica prevista per il prossimo settembre, ad opera dell’ing. Maurizio Salustri della Metalcontrol di Palermo. Domani, invece, verrà posizionata la strumentazione elettronica per il monitoraggio a distanza del microclima interno ed esterno sulla superficie delle due statue: con un collegamento in remoto, tale strumentazione, collocata in maniera definitiva, consentirà a tecnici e restauratori dell’ISCR un costante controllo a distanza in tempo reale dei parametri interessati. Gli strumenti saranno connessi a un sistema di allarme: qualora dei valori legati a temperatura, umidita’ o luce superassero le soglie di sicurezza, gli addetti ai lavori saranno avvisati tempestivamente tramite comunicazione elettronica automatica (sms, e-mail, telefonata registrata).

Intanto emergono le prime indiscrezioni sulle analisi chimiche, le indagini gammagrafiche e gli studi colorimetrici effettuate nei mesi scorsi dall’Iscr. Le principali novità provengono dalle patine. L’osservazione delle superfici esterne ed interne, mediante microtelecamera, ha rilevato infatti la presenza di numerosi punti di corrosione attiva in cui abbondano i cloruri, che si sono sviluppati malgrado il costante controllo dei restauratori. Circostanza che probabilmente richiederà un nuovo intervento conservativo localizzato, che sarà messo in atto subito dopo il completamento della campagna analitica attualmente in corso. Nuove indagini chimiche sulle terre di fusione effettuate a Glasgow (Inghilterra) stanno cercando di individuare con ulteriore precisione la località della fusione, attualmente identificata in Grecia tra l’Attica, l’Argolide e la regione di Corinto. A breve saranno inoltre pubblicate nuove ipotesi di datazione delle due opere, sulla base delle indagini svolte con il metodo del radiocarbonio dai tecnici del Cedad dell’Università di Lecce, compiute mediante un acceleratore di particelle per datare i più piccoli residui organici contenuti nelle terre di fusione come peli animali, semi o frammenti lignei.

Inoltre, da settembre i dati di questo monitoraggio, opportunamente trattati, saranno resi disponibili sul sito internet www.bronzidiriace.org. Sempre in questi giorni sono in fase di realizzazione le controforme in materiale composito (carbonio e kevlar) che verranno utilizzate per l’appoggio dei Bronzi nelle prossime fasi di restauro e per garantire la sicurezza nelle piccole operazioni di movimentazione che dovessero rendersi necessarie durante la lavorazione. Le controforme verranno eseguite a calco su due prototipi in resina delle statue, in scala 1:1, creati a loro volta con i dati ottenuti da una scansione laser tridimensionale. L’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma ha inoltre reso noti i primissimi esiti delle analisi chimiche, delle indagini gammagrafiche e degli studi colorimetrici effettuati nei mesi scorsi nell’ambito delle operazioni di manutenzione programmata preliminare al restauro conservativo vero e proprio. La relazione completa verrà presentata al pubblico a settembre: sarà un rapporto che dovrebbe finalmente porre termine ai quesiti sui quali da quasi 40 anni dibattono esperti di archeologia e arte antica.

Questi interventi, nati da esigenze di natura conservativa, rappresentano una straordinaria occasione per conoscere più da vicino la storia dei due capolavori, nel tentativo di sciogliere alcuni nodi sui quali esperti di archeologia e arte antica dibattono ormai da tempo: da dove provengono queste due statue? Qual è la loro origine? Quale destino le ha unite nella stiva della nave con la quale salparono prima di essere travolte da un naufragio? Per vivere da vicino queste suggestioni, durante tutta l’estate, dunque, e fino a marzo 2011, i visitatori continueranno ad avere la straordinaria possibilità di seguire dal vivo le fasi di questo eccezionale restauro. L’iniziativa di lasciare il laboratorio di Palazzo Campanella aperto al pubblico, che può quindi vedere i restauratori all’opera attraverso una vetrata, ha già riscosso un grande successo: dal primo gennaio al 31 luglio, infatti, sono state quasi 80.000 le persone che hanno visitato il laboratorio, di cui circa l’80% adulti e il 20% ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori. In questo modo il restauro dei Bronzi, un valore per la Calabria, rimane aperto a tutta la comunità, rendendo partecipi turisti e soprattutto abitanti della regione, da sempre profondamente legati alle due statue da un sentimento di appartenenza collettiva. Grande successo anche per il sito web www.bronzidiriace.org, in continuo aggiornamento, che permette di seguire passo passo, da ogni parte del mondo, le fasi di questa operazione e di conoscere le scoperte che le indagini di restauro portano alla luce. L’operazione di restauro -aperto- dei Bronzi di Riace è dunque un segnale forte, per la Calabria e per il Paese, non solo di investimento nella cultura da parte della Pubblica Amministrazione, ma anche soprattutto di valorizzazione di un patrimonio che parla delle nostre radici più profonde e che puo’ aiutarci a comprendere meglio la nostra contemporaneità.

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