La 'Metromare' non piace a nessuno. Pendolari sul piede di guerra. Enti locali insoddisfatti, il servizio per l'Aeroporto è ancora fermo perchè non si trova un accordo sugli orari
Alla luce del disastro provocato dalla partenza della ‘Metromare’ nel sistema di mobilità dello Stretto, le reazioni giungono da più parti ma hanno un determinatore comune: rabbia, delusione e amarezza.
La delusione è quella di chi si era illuso che questo nuovo sistema potesse migliorare la situazione, la rabbia è quella di chi si sente offeso in quanto cittadino Italiano e adesso minaccia di boicottare gli aliscafi e bloccare le corse.
Stamattina il Comitato dei Pendolari dello Stretto guidato da Pietro Interdonato, ha incontrato il dott. Gullotta, Capo di Gabinetto del Prefetto di Reggio Calabria, insieme a Mimmo Caia di ‘Dimensione Trasporti’, il dott. Benedetto del Siulp e altri rappresentanti sindacali che viaggiano nello Stretto.
In prefettura, a Reggio, il Comitato dei Pendolari ha riscontrato l’interesse istituzionale e ha ottenuto una garanzia: l’impegno della prefettura a confrontarsi al più presto con il consorzio ‘Metromare’ per provare a risolvere il problema con una mediazione istituzionale.
Intanto Amedeo Canale, Assessore ai Trasporti del Comune di Reggio Calabria, è infuriato proprio per quest’incresciosa situazione e proprio ieri ha incontrato il Direttore Generale del Ministero dei Trasporti, Enrico Maria Pujia, con il quale ha discusso delle problematiche nello Stretto, chiedendo al Ministero di farsi tramite rispetto alla compagnia delle esigenze del territorio. -Metromare deve rigorosamente rispettare gli impegni presi – ha confidato Canale a TempoStretto.it – e soprattutto per quanto riguarda i collegamenti con l’Aeroporto, è inammissibile che il servizio non sia ancora partito nonostante il 28 la ‘Metromare’ abbia avuto il via. E’ chiaro che bisogna partire con gli orari giusti, e cioè in concomitanza con i principali voli dell’Aeroporto, altrimenti che senso ha?-.
Il Presidente della Provincia di Messina, Nanni Ricevuto, ci ha detto che -i pendolari hanno ragione a protestare. Questa ‘Metromare’ è partita col piede sbagliato, va rivisto un pò tutto. Dobbiamo risolvere molti problemi, a Messina ad esempio bisogna creare una struttura al coperto come la stazione marittima di Reggio che è accanto l’attracco, invece nel porto peloritano urge al più presto una struttura al coperto che possa ospitare sala d’attesa e biglietteria con tutti i confort basilari per i nostri tempi. Non è ammissibile che per vidimare il biglietto bisogna per forza andare a oltre 400 metri di distanza dal punto in cui attracca l’aliscafo-.
C’è, insomma, ancora molto da fare …
Peppe Caridi
