Lotta alla 'Ndrangheta: a Reggio i frutti del Consiglio dei Ministri straordinario del 28 gennaio. Lo Stato bracca le cosche, la gente non ha più alibi e i giovani scendono in piazza

Lotta alla ‘Ndrangheta: a Reggio i frutti del Consiglio dei Ministri straordinario del 28 gennaio. Lo Stato bracca le cosche, la gente non ha più alibi e i giovani scendono in piazza

Lotta alla ‘Ndrangheta: a Reggio i frutti del Consiglio dei Ministri straordinario del 28 gennaio. Lo Stato bracca le cosche, la gente non ha più alibi e i giovani scendono in piazza

mercoledì 28 Aprile 2010 - 17:49

Centinaia di ragazzi giovanissimi sono tornati stamattina di fronte la Questura, dopo la manifestazione ieri sera, per manifestare tutta la loro vicinanza alle forze sane dello Stato

Non è più tempo di alibi: adesso che sulla ‘ndrangheta si sta stringendo la morsa delle forze dello Stato, anche la Città deve fare la propria parte.

L’offensiva nei confronti della criminaltà organizzata calabrese degli ultimi tempi non ha precedenti nella storia d’Italia e nella storia della ‘ndrangheta, mai così duramente colpita da arresti, sequestri e confische da record.

I cittadini, la stragrande maggioranza dei Calabresi che sono gente per bene, non hanno più alibi. Non possono più trincerarsi dietro la scusa di uno -Stato che non combatte la mafia, quindi perchè dovremmo farlo noi?-. Un alibi, per l’amor di Dio forse anche valido (?), che però per troppo tempo ha fatto solo e soltanto il comodo della ‘ndrangheta. Una scusa che adesso non c’è più.

Chi può dire, oggi, che lo Stato non combatte la ‘ndrangheta e che ha abbandonato la Calabria? Forse era un alibi valido, dicevamo: ma in altri tempi. Oggi non più. Basti pensare al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, o a quello della Giustizia, Angelino Alfano. Sono in carica da meno di due anni, eppure nei confronti della ‘ndrangheta hanno portato avanti una battaglia nuova, con un approccio rivoluzionario. Inserire il termine -‘ndrangheta- nella legislazione è stato uno dei più significativi messaggi culturali contro la criminaltà, e i frutti del Consiglio dei Ministri che il 28 gennaio s’è riunito a Reggio e ha varato il Piano straordinario contro le mafie sono percepibili giorno dopo giorno. Lo Stato lavora in sinergia con tutte le proprie forze e i propri elementi, a partire dall’esecutivo nazionale fino agli inquirenti: i giudici, i magistrati, questori, prefetti, poliziotti. Da Pignatone a Casabona, da Cortese a Musolino (e oggi Varatta), a Reggio oggi opera una vera e propria squadra che rappresenta lo Stato, le Istituzioni e tutta quella gente per bene che in esse si riconosce.

L’hanno capito i giovani di Reggio Calabria che, trasversalmente all’interno del mondo politico, hanno deciso di scendere in piazza e di tornare di fronte la Questura, sullo stesso marciapiede dove 24 ore prima gli ‘ndranghetisti affiliati a Tegano erano andati a salutarlo per l’ultima volta, osannandolo come -uomo di pace-, applaudendolo ma anche piangendo, disperati, il suo arresto.

Stamattina alle 12:00 un centinaio di giovani si sono raccolti lì, di fronte la Questura. C’erano i ragazzi del movimento antimafia ‘Ammazzateci Tutti’ che hanno esposto uno striscione in cui c’era scritto -E adesso arrestiamoli tutti-. C’erano i ragazzi di Fiamma Tricolore, gli unici che hanno scelto di portare le loro bandiere di partito anche nello striscione in cui hanno scritto -La Fiamma è con voi-. C’erano tanti ragazzi di Azione Giovani-Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl, ma senza bandiere di partito così come Giovanna D’Agostino dell’Italia dei Valori: per una volta hanno messo da parte appartenenze partitiche e hanno tenuto insieme, fianco a fianco, uno striscione con scritto: -I veri uomoni di pace siete voi-. Oltre a loro, una cinquantina di studenti che appena usciti da scuola hanno scelto di radunarsi lì per esprimere il loro sostegno alle forze dell’ordine. I giovani hanno intonato cori di incoraggiamento verso tutti coloro che sono impegnati nella lotta alla ‘ndrangheta, intonando anche i versi dell’Inno di Mameli.

E così, su quel marciapiede ieri calpestato dall’Anti-Stato, oggi è andata in piazza quella parte sana della Città in rappresentanza della stragrande maggioranza dei cittadini che in quel momento stavano lavorando ma con il cuore e con la testa erano lì con loro.

Da segnalare la presenza di Demi Arena, Amministratore Unico dell’Atam, che ha scelto di esporre di fronte la questura l’autobus anti-‘ndrangheta -Vedo-Sento-Parlo- presentato pochi mesi fa insieme all’Amministrazione Comunale di Palazzo San Giorgio. Era presente anche il Vice-Sindaco Giuseppe Raffa accompagnato da alcuni Assessori. Dei consiglieri comunali erano presenti Beniamino Scarfone e Peppe Agliano.

Il Vice Questore Vicario, Salvatore La Porta, ha ringraziato i manifestanti sottolineando l’importanza della loro presenza che testimonia la sensibilità di tutta la parte civile della popolazione di Reggio Calabria.

Numerose manifestazioni di apprezzamento al lavoro della Polizia di Stato sono giunte in Questura, da cittadini di tutta l’Italia, anche tramite l’email istituzionale.

I ragazzi dei vari movimenti, gli studenti e anche chi ha deciso di trincerarsi dietro gli -striscioni della legaltà- in modo spontaneo e anonimo hanno espresso un pensiero abbastanza univoco e incisivo: la vicinanza e il sostegno a quelle forze sane del Paese che rappresentano lo Stato e contrastano la criminalità. Qualcuno chiosa amareggiato sul modo in cui i mass-media hanno trattato l’episodio di ieri: -hanno fatto passare Reggio per una città mafiosa, in realtà quelli che battevano le mani erano solo gli amici e i parenti del boss. Reggio non è Scampia. Ieri sera qui c’è stata un’altra splendida manifestazione, e oggi ci siamo noi: vedremo se qualcuno ci concederà gli spazi, le copertine e le prime pagine dei media nazionali che ieri sono state occupate da quella minuscola parte di Reggio in cui non ci riconosciamo e che non è per nulla rappresentativa della nostra splendida, sana e onesta Città-.

Ultimo elemento da sottolineare, il fattore generazionale. La quasi totalità dei ragazzi che stamattina sono scesi in piazza a tutela della legalità rappresenta il mondo giovanile. Tutti under 30, moltissimi under 20 tra di loro.

E’ il più bel segnale per avere speranza nel futuro.

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