A Villa San Giovanni non aveva mai governato il centrodestra. Il Ponte è considerato strategico anche dalla nuova Amministrazione Regionale
La carta del Ponte sullo Stretto è stato uno degli assi nella manica di Scopelliti durante la campagna elettorale. Il neo-governatore ha esaltato il progetto del Ponte in tutti i comizi mentre Loiero ribadiva la contrarietà alla realizzazione del manufatto.
Il responso delle urne non può che avere dei risvolti anche sul dibattito legato alla grande opera dello Stretto, come emerge già dalle prime dichiarazioni di Scopelliti che vuole legare proprio alle infrastrutture il futuro sviluppo della Regione: -La Calabria dev’essere appetibile e attraente, solo così potrà valorizzare la sua centralità nel Mediterraneo. Ho già parlato con il Ministro Matteoli e anche in questo settore vogliamo il pieno sostegno del governo. La Regione tornerà subito dentro la ‘Società Stretto di Messina’, e pensiamo che il Ponte sia l’opera strategica che rivoluzionerà l’economia del Mezzogiorno. Il Ponte produce occupazione, costituisce un laboratorio scientifico per i nostri laureati, è un grande attrattore turistico ma, soprattutto, è l’opera che completa il progetto di ammodernamento dell’A3 Salerno-Reggio Calabria e della SS106 Reggio-Taranto e dell’alta velocità ferroviaria. Con la sistemazione dei porti e degli aeroporti della Calabria, si potrà così avere a disposizione un tessuto di infrastrutture d’altissimo livello per avvicinare la Calabria al resto del Paese e dell’Europa in modo tale da valorizzare al meglio la nostra centralità Mediterranea. Loiero fino a qualche anno fa era favorevole al Ponte, poi ha dovuto cambiare idea perchè ostaggio della sinistra radicale. Purtroppo per la realizzazione del progetto si sono persi più di due anni a causa del brusco stop imposto dal governo Prodi nel 2006, ma il presidente Berlusconi, con l’impegno del ministro Matteoli, ha rimesso in moto la macchina operativa-.
Domenica e lunedì si votava anche a Villa San Giovanni per eleggere il nuovo Sindaco e il nuovo consiglio comunale. Un voto importante non solo per il ruolo strategico del porto di Villa San Giovanni ma, in prospettiva, anche e soprattutto per il Ponte sullo Stretto. A Villa la campagna elettorale s’è svolta quasi esclusivamente su temi legati i trasporti, la viabilità e il Ponte. E ha vinto il centrodestra, per la prima volta nella storia. Infatti, dopo una lunga tradizione di Amministrazioni democristiane, con la seconda repubblica il Comune di Villa San Giovanni era sempre stato amministrato, negli ultimi 17 anni, dal centrosinistra.
Il nuovo Sindaco di Villa San Giovanni è Rocco La Valle, che con il 46,6% delle preferenze ha battuto il candidato del Pd, Cosimo Calabrò, fermo al 34,7%. A dimostrazione dell’importanza di Villa San Giovanni, va sottolineata la presenza di tre neo-consiglieri Regionali alla festa del neo-Sindaco La Valle, che ha stappato lo spumante insieme a Santi Zappalà, Sindaco di Bagnara Calabra e secondo eletto nelle liste del Pdl della provincia Reggina con 11.078 voti, Luigi Fedele e Alessandro Nicolò tutti del Pdl.
Proprio il Pdl aveva puntato moltissimo sulla storica conquista del comune di Villa, e il nuovo Sindaco dalle primissime dichiarazioni ha fatto riferimento proprio alla viabilità, uno dei problemi più seri di Villa legato ai disagi dovuti al traghettamento: -Il nostro primo obiettivo è quello di migliorare la viabilità – ha detto Rocco La Valle – e per questo motivo sogno di realizzare gli approdi a sud- di cui si parla da molti anni.
Intanto, oggi, tutti i Comuni che si affacciano sullo Stretto sono amministrati dal centrodestra. Così come le due Regioni e una delle due province (quella di Messina). L’ultimo fortino della sinistra rimane la Provincia di Reggio Calabria, dove comunque si voterà l’anno prossimo. Dopo le politiche del 2008, trionfali per Berlusconi e il centrodestra dopo una campagna elettorale in cui il Ponte era stato il principale cavallo di battaglia in tutto il Mezzogiorno, i risultati di Villa San Giovanni e della Calabria proiettano la realizzazione della grande opera al centro degli impegni politico-amministrativi della coalizione di centrodestra.
Gli elettori, con il loro responso, hanno dimostrato che il Ponte lo vogliono ma sono stanchi di esser presi in giro dopo decenni di promesse, convegni, libri, sogni e parole su un collegamento stabile che ancora non c’è.
E se non intervengono segnali chiari, tra qualche anno questi stessi cittadini oggi ancora speranzosi e fiduciosi non potranno che chiedere il conto.
