Per gli amaranto prosegue la maledizione del primo maggio: nella storia della Reggina è la nona partita disputata nel giorno della festa dei lavoratori, ed è anche la nona amarezza! Intanto l'altra Calabrese di serie B, il Crotone, continua a vincere e sogna la serie A
C’è chi dice che Reggio Calabria sia una -Città di destra-: e in quanto tale, anche la sua squadra di calcio dovrebbe essere espressione politica dell’ideologia di riferimento cittadina. Leggende metropolitane, certo. Ma sarà un caso se la Reggina continua a vivere, nelle partite disputate il 1° maggio (la festa comunista per eccellenza) vere e proprie batoste?
La sconfitta di oggi, 1-2 al Granillo con l’Ascoli dell’ex mister Pillon, è la nona amarezza che la Reggina raccoglie su nove gare disputate il 1° maggio nei 96 anni di storia della Società. Dall’1-1 di Molfetta nel 1932 al 3-0 subito dal Chievo nel 1999, le partite giocate in questa giornata calcisticamente -maledetta- per i colori amaranto coincidono con pessimi risultati, basti pensare al 3-0 del Benevento (1949), il 6-1 del Trapani (1955), il 3-0 del Foggia a Reggio (1960), il 2-2 col Trani ultimo in classifica nel 1966, lo 0-0 nel derby casalingo col Cosenza nel 1983 e ancora lo 0-0 col Casarano nel 1994.
E la -Legge del primo maggio- si ribadisce ancora valida più che mai in questo 2010, anche per com’è maturata la sconfitta subita in modo assolutamente immeritato.
La Reggina nel primo tempo gioca in modo spigliato e vivace, sfiorando più volte il vantaggio: su un Brienza in grande spolvero deve superarsi ben due volte il portiere ascolano Guarna (un Calabrese doc, di Catanzaro). L’Ascoli si rannicchia in difesa anche se dimostra che in attacco può far male, in quelle poche occasioni in cui si avvicina minaccioso all’area di rigore amaranto. Giorgi, Amoroso, Antenucci, Lupoli e Di Donato riescono a saltare l’uomo con facilità e anche Marino deve impegnarsi in un paio di occasioni.
Il secondo tempo si apre con l’ennesima prodezza di Franco Brienza che riesce a portare in vantaggio la Reggina concludendo in rete una meravigliosa azione personale. Per Brienza, valore aggiunto di questa squadra, è l’11° goal in questo campionato nonostane le poche presenze dovute al lungo infortunio che ne ha compromesso la costanza e il rendimento.
A quel punto la Reggina continua ad attaccare, provando a chiudere la gara mettendo i tre punti in cassaforte. Ma non ci riesce, e al 21° Antenucci si rende protagonista di un’altra splendida azione personale, salta Lanzaro e Valdez che lo stende da ultimo uomo, in area di rigore, mentre è lanciatissimo da solo verso la porta. L’arbitro decreta un sacrosanto rigore con il rosso diretto per Valdez. Lo stesso Antenucci trasforma e riporta la gara in parità, ma con l’uomo in meno per la Reggina potrebbe iniziare tutta un’altra partita. Già all’andata la Reggina aveva giocato in 10 per l’espulsione di Costa a inizio partita, ma riuscì a vincere 1-3. Non era 1° maggio!
Anche dopo l’espulsione, comunque, la squadra di casa insiste alla ricerca del vantaggio. Seppur a sprazzi, con folate dei singoli (soprattutto Brienza e Missiroli), la Reggina va vicina al nuovo vantaggio addirittura in modo clamoroso quando Brienza, dopo tre dribbling in area di rigore, tira a colpo sicuro e deve strozzare in gola l’urlo del goal perchè un difensore ascolano ci mette una pezza in scivolata quando il pallone, a portiere battuto, è già sulla linea di porta.
La beffa arriva al 48°, in contropiede, ancora con Antenucci che di goal ne ha fatti 24 ed è adesso capocannoniere assoluto della serie B.
Manca solo un minuto alla fine della gara, eppure la Reggina reagisce ancora. Rizzato colpisce in clamoroso incrocio dei pali allo scadere, poi anche il portiere Marino si butta nella mischia per provare il pari ma l’ultima occasione, una punizione battuta da Tedesco, è preda della retroguardia avversaria.
Per la Reggina non è certo una stagione fortunata. Anche la sconfitta odierna è assolutamente immeritata: nonostante un arbitraggio a senso unico (nulla da dire sull’episodio del rigore, ma il sig. Nasca di Bari ha più volte graziato gli ascolani che avrebbero meritato almeno 4-5 cartellini gialli in più rispetto ai 6 che gli ha riservato: hanno disputato infatti una gara estremamente maschia e fallosa soprattutto nella zona nevralgica del campo) e il cinismo Ascolano (davvero ottimo il potenziale offensivo della squadra guidata da Pillon, adesso a soli 4 punti dai play-off, dopo che era stata nei bassifondi della classifica per tutto il girone d’andata), la Reggina ha dimostrato più solidità e compattezza che però non sono bastate per centrare un risultato che avrebbe potuto mettere al sicuro la salvezza.
La classifica, adesso, pur non essendo drammatica, torna a destare qualche preoccupazione: dopotutto con +5 dalla zona retrocessione e +4 da quella play-off, l’appuntamento con la salvezza dovrebbe essere solo rinviato di qualche settimana.
Già venerdì si giocherà a Trieste una gara fondamentale, uno scontro diretto importantissimo con la Triestina che occupa proprio il quartultimo posto in classifica, a parimerito col Frosinone.
Ne è convinto mister Breda: -quella di Trieste sarà una partita davvero importante- ha detto nel dopo gara. A fargli eco, Luca Vigiani: -Anche oggi viviamo una situazione che sa di beffa, come spesso accaduto in questa stagione. Dobbiamo pensare da subito alla gara di Trieste che sarà importantissima.-.
Certo che vedere giocatori di un altro pianeta come Giacomo Tedesco, Franco Brienza ma anche lo stesso Luca Vigiani combattere con così tanta grinta e con così tanto cuore per ottenere una salvezza in serie B, è davvero commovente e testimonia quanto può essere grande l’attaccamento alla maglia amaranto. Vincere a Trieste significa ipotecare la salvezza. Ma perdere, significherebbe invece trovarsi nuovamente con l’acqua alla gola.
IL PUNTO SULLA SERIE B – Mancano solo 4 partite alla fine della stagione, e la lotta per promozione in A e retrocessione in C è sempre più agguerrita. Incredibilmente, sempre più squadre si avvicinano alle rispettive zone calde (forse solo in tre, Ancona (51), Modena (50) e Albinoleffe (49) possono dirsi oggi serenamente a metà classifica, spensierate sia da sogni play-off che da incubi play-out!) in un periodo della stagione in cui dovrebbe avvenire l’esatto contrario. Per la serie A, il Lecce è ormai lanciatissimo verso la promozione diretta, con 70 punti in classifica e ben 8 sulle seconde, che sono Cesena e Sassuolo. Un’altra squadra salirà direttamente, e sarà proprio una tra Cesena e Sassuolo (62), Cittadella (60), Brescia (60 ma con una gara in meno) e forse potrebbe pensarci anche il Torino che è salito a 58. A 58 c’è anche il Grosseto che però sembra in caduta libera, poi a -2 dai play-off troviamo un sorprendentissimo Crotone (che ha anche 2 punti di penalizzazione!), a -3 c’è l’Empoli che ha una partita in meno (quella col Brescia, si giocherà lunedì sera) e adesso anche l’Ascoli, a 54 (-4 dai play-off) ci crede. Il Crotone ha il calendario più facile e potrebbe riuscire a recuperare i punti che lo separano dai play-off: la squadra di Lerda gioca il calcio migliore della serie B e ha un’ottima squadra, oltre all’entusiasmo della neopromossa. Un doppio salto dalla C alla A in due anni farebbe entusiasmare un’intera Regione, anche perchè per i rossoblù Crotonesi sarebbe la prima volta nella storia. Il discorso per la salvezza è ancor più complicato. Oltre alla Salernitana, anche il Gallipoli (vista la situazione societaria e il difficile calendario) sembra spacciato. Poi abbiamo Padova (42), Frosinone e Triestina (43), Mantova (44): una di queste retrocederà in modo diretto, e altre due disputeranno lo spareggio play-out. Un pò più sopra Vicenza (46), Reggina (47) e Piacenza (48): per la salvezza mancano pochi punti, non riuscire a farli sarebbe clamoroso.
