Reggio, crisi a palazzo San Giorgio: nuova lettera aperta del dimissionario sindaco f.f. Giuseppe Raffa: -Sono pronto a ritirare le dimissioni e fare un passo indietro, ma ...-

Reggio, crisi a palazzo San Giorgio: nuova lettera aperta del dimissionario sindaco f.f. Giuseppe Raffa: -Sono pronto a ritirare le dimissioni e fare un passo indietro, ma …-

Reggio, crisi a palazzo San Giorgio: nuova lettera aperta del dimissionario sindaco f.f. Giuseppe Raffa: -Sono pronto a ritirare le dimissioni e fare un passo indietro, ma …-

venerdì 06 Agosto 2010 - 17:03

Nel documento, si parla anche dell'incontro con Denis Verdini e delle richieste per ritirare le dimissioni. Il 17 agosto scadono i termini: sarà il giorno della verità

Il dimissionario sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa torna a comunicare dopo lo scoppio della “bomba politica” a palazzo San Giorgio, attraverso una nuova lettera aperta ai reggini.

Raffa racconta dell’incontro romano avuto con il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini avuto in seguito alla crisi nel centrodestra comunale: «Ho inteso interrompere il silenzio che mi ero imposto a seguito dell’incontro avuto con il Coordinatore nazionale del Pdl, on. Denis Verdini. Lo faccio poiché, da più parti, sugli organi di informazione, si offre una versione difforme della realtà. Non si dice tutta la verità. O meglio, viene stravolta e raccontata a proprio uso e consumo. Peraltro non lesinandomi “altisonanti” offese personali che mi hanno profondamente ferito. Prima di tutto, sento il dovere di ringraziare l’on. Denis Verdini per l’equilibrio e la disponibilità dimostrata e, soprattutto, per l’attenzione riservata alla nostra Città. Quanto all’esito dell’incontro capitolino con il Coordinatore nazionale del mio partito, la verità è che ho avuto modo di illustrare la mia versione dei fatti, ancorché sulla vicenda lo stesso Verdini era stato già “bene informato” dal coordinamento regionale. Ascoltando anche me, ha così avuto modo di farsi una sua personale opinione. Opinione che, in mia presenza, l’ha sintetizzata in un metodo in grado di risolvere l’attuale crisi politica in atto».

Raffa, nella lettera, è entrato nel dettaglio della soluzione suggerita da Verdini: «Consiste nella sottoscrizione da parte di almeno ventuno consiglieri comunali di un documento ufficiale, a me indirizzato, da depositare presso la Segreteria generale, dal quale si evinca, in modo chiaro ed inequivocabile, piena fiducia e assoluto riconoscimento al sottoscritto dei pieni poteri e dell’autonomia che la legge conferisce al ruolo di sindaco, sia pur facente funzioni e sia pur nel solco della continuità. E, prima del ritiro delle mie dimissioni, si dovrà procedere all’immediato azzeramento della giunta municipale attualmente in carica, cui dovrà seguire la contestuale ricomposizione della stessa. Il criterio proposto dall’on. Verdini è quello di una mediazione condivisa tra il sottoscritto e il coordinamento regionale del partito al fine di individuare dei nuovi assessori di cui possa fidarmi senza alcun indugio e che sposino davvero il percorso politico a me affidato per traghettare il centrodestra che oggi guida la città fino a nuove elezioni».

Il dimissionario primo cittadino facente funzioni, poi, ringrazia «migliaia di semplici cittadini, associazioni ed istituzioni che continuano ad esprimermi solidarietà e condivisione» e spiega che «prima di un eventuale ritiro delle mie dimissioni aspetto che, davvero, prevalga il buon senso anche negli altri e che si ponga la parola fine alle prepotenze ed alle prevaricazioni». Ma non solo. «Sin dal primo giorno mi sono ritrovato spesso da solo ad affrontare quotidianamente mille problemi che purtroppo attanagliano la città ed i reggini più bisognosi – afferma Raffa, riferendosi a problematiche come la vertenza degli operai impegnati nella costruzione del palazzo di giustizia o la perdita di occupazione degli operatori della cooperativa Rom 1995 – in questo mio impegno ho scoperto un atteggiamento scarsamente collaborativo e, in alcuni casi, addirittura inspiegabilmente inoperoso da parte di alcuni assessori e di qualche dirigente. Ad un certo punto, “misteriosamente” (il virgolettato è d’obbligo, non me ne vorrete…) hanno volontariamente fatto andare deserta la seduta di Giunta per ben tre volte e, quindi, il documento recante in calce trenta nomi tra assessori e consiglieri di maggioranza un documento fatto in un bar e dato direttamente alla stampa: mai depositato presso la Segreteria generale o presso i miei uffici con delle vere firme da parte dei sottoscrittori, né tantomeno notificato ufficialmente al partito: Cos’altro potevo fare se non dimettermi? In democrazia governa la maggioranza, sono stato sostanzialmente sfiduciato: le dimissioni, seppur sofferte, erano ormai una scelta obbligata. È giusto, infatti, che sappiate che tutti gli assessori presenti in occasione dell’ultima giunta hanno avuto modo di esprimere le loro “perplessità” e di confrontarsi senza filtri con il diretto interessato, non mi sono sottratto all’incontro ed al relativo confronto – va avanti – dunque che motivo c’era di sottoscrivere un ulteriore documento? si è trattato di una scelta che gli assessori hanno fatto con scienza e coscienza e sapevano le gravi conseguenze per la città, oppure no? – conclude Raffase è così, allora in quel caso hanno appalesato nei fatti un “preoccupante” appiattimento assoluto verso il volere di altri soggetti politici che continuano a tirare le fila al di fuori di palazzo San Giorgio. Questo è il mio convincimento, che non posso e non voglio dimenticare. Nei loro confronti è venuta meno in me ogni fiducia. Fermo restando l’impegno da me profuso in questo periodo, avverto come unico fine il supremo interesse di una città che guarda alla politica sempre più disincantata».

Luca Assumma e Peppe Caridi

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