Si tratta di un quadro di programmazione del territorio: la Città ragiona sul proprio futuro
E’ stato presentato oggi a Reggio Calabria il documento preliminare del Piano strutturale comunale. A sottoporre l’elaborato alla stampa sono stati il sindaco della città Giuseppe Scopelliti e l’assessore all’Urbanistica Demetrio Porcino alla presenza dei professori Francesco Karrer e Francesca Moraci, i quali, assieme al professore Loreto Colombo hanno redatto la riqualificazione e la programmazione del territorio.
Cinquant’anni dopo il Prg dell’architetto Ludovico Quaroni, la città della sponda orientale dello Stretto si dota di un nuovo strumento urbanistico. Lo studio progettuale è durato quasi tre anni e oggi la giunta comunale ha approvato il lavoro dei tre docenti universitari.
Il progetto adesso dovrà passare all’esame del Consiglio comunale, quindi della Conferenza sulla pianificazione per poi approdare in Commissione assetto del territorio prima di ritornare, per l’approvazione definitiva, in Consiglio. L’iter amministrativo, secondo fonti di palazzo San Giorgio, dovrebbe concludersi entro sei-sette mesi.
Quello di Reggio è il primo comune della Calabria che si dota di uno strumento di risanamento, programmazione e sviluppo del territorio.
Il documento preliminare presentato ieri rappresenta, secondo l’architetto Francesca Moraci la -particolarità del momento rispetto alle trasformazioni del territorio giunte dopo il Piano Quaroni e gli interventi recenti nell’ambito del Decreto Reggio-.
Per il professor Francesco Karrer -la città di Reggio Calabria, finalmente, ragiona sul proprio futuro ed oggi siamo di fronte ad un quadro di programmazione del territorio-.
Il documento preliminare del Piano Strutturale Comunale serve per definire la macrozonizzazione della Città Metropolitana in sintonia con le sue potenzialità fisiche e le caratteristiche specifiche con la classificazione del territorio in -urbanizzato, urbanizzabile ed agro-alimentare-.
In questo contesto è prevista anche la costituzione di siti industriali e tecnologici dotati di nodi infrastrutturali localizzati nella fascia pedemontana: Bocale, Calopinace, Valanidi, Arghillà – Catona.
La filosofia del progetto tiene conto della vocazione turistica della città di quella culturale delle periferie da riqualificare, dell’ambiente (recupero con progettualità sostenibile), della policentricità, della città residenziale con la riqualificazione dei centri storici-rionali al fine di favorirne la residenzialità.
