Tante inaugurazioni, nei giorni scorsi, a Reggio: Palazzo Campanella è sempre più ospitale, così come l'area antistante l'Aeroporto dello Stretto. Nuova illuminazione nell'area industriale di San Gregorio
E’ stato un Natale di inaugurazioni quello di Reggio Calabria, dove i Bronzi di Riace si sono trasferiti nella nuova sede di Palazzo Campanella in via Cardinale Portanova. Le due preziose statue bronzee sono state trasferite nella nuova sede dove è stato aperto al pubblico il laboratorio di restauro proprio nella sede della Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria dove sono state inaugurate due importanti opere: una gran parte del ‘Giardino del Mediterraneo’ all’esterno del Palazzo, con un’ampia area verde, un gazebo e una fontana monumentale (si tratta del palmarium) e la scultura “La Calabria e il mare” di Michele Di Raco, alta oltre 6 metri, che simboleggia, attraverso l’immagine della pesca del pescespada, il rapporto tra i calabresi e il mare.
Palazzo Campanella è sempre più un accogliente e piacevole polmone verde cittadino, grazie alla sinergia tra il presidente del consiglio regionale Giuseppe Bova e il sindaco Giuseppe Scopelliti che hanno tagliato insieme il nastro delle nuove opere consegnate alla città.
Proprio Bova ha preso la parola dichiarando che «portiamo a compimento un progetto e, sotto alcuni aspetti, avveriamo un sogno. È la dimostrazione che la Calabria, lavorando con impegno e testardaggine, ha in sé la forza e le risorse necessarie per farcela. Questo palazzo, che all’inizio era definito “l’Astronave”, oggi è un punto di riferimento per l’intera comunità calabrese ed è sede di un Consiglio regionale che continua a contraddistinguersi per rigore, decoro istituzionale e affidabilità».
E in merito alla scultura di Michele Di Raco, il presidente Bova ha spiegato che «quest’opera esprime e interpreta la nostra realtà in uno dei passaggi epocali della storia dell’umanità nei territori dello Stretto: dal mito delle sirene, dalle paure ancestrali di eventi terribili e magici alla scintilla ulteriore di intelligenza che consentì agli uomini di uscire dalla loro precedente condizione di brutalità, assumendo maggiore senso di sé e diventando in grado di provvedere da soli, nel difficile mestiere di vivere, al proprio sostentamento grazie alla caccia e alla pesca».
Il palmarium, infine, è un autentico gioiello, l’ultimo nato all’interno del già prestigioso parco di Palazzo Campanella. Si chiama ufficialmente “Giardino mediterraneo dell’accoglienza delle cinque province”. Perchè, ha spiegato Bova che gli ha dato questo nome, «vuol essere il simbolo dell’unità della regione».
Bova ha sottolineato che «per la seconda volta, in occasione del problema dei Bronzi di Riace, la politica Reggina ha collaborato a prescindere da colori e schieramenti per il bene della città, come era già accaduto in occasione del riconoscimento dello status di ‘Città Metropolitana’. Adesso la sfida consiste nella capacità di valorizzare queste straordinarie opere d’arte che sono uno dei simboli della Calabria e dell’Italia nel mondo».
I Bronzi, appunto: sono sdraiati in barella all’interno della Sala Monteleone per il laboratorio di restauro pubblico. Fragili e bisognosi di cure, ma forti e imponenti come sempre.
Un’altra scultura di Michele Di Raco è stata inaugurata all’ingresso dell’Aeroporto dello Stretto, in tutt’altra zona della città. Si tratta della Fontana Artistica ‘Fata Morgana’, la più grande di Reggio e anche pregiata se si considera il prestigio artistico dei materiali e dell’ingegno utilizzati per realizzarla.
La fontana è situata in situata in via Ravagnese Inferiore, all’ingresso nord dell’aeroporto “Tito Minniti”.
Si tratta da una vasca ellittica ( ml 15,00 x 6,00, rivestita all’interno da mosaico) al centro della quale è presente la statua bronzea eseguita mediante la tecnica della cosiddetta “cera persa”. L’ideazione artistica è quella di rappresentare la Fata Morgana che appare nel mare simboleggiato sia dall’acqua presente nella vasca sia dalla presenza di getti nebulizzati dai quali spunta la mitica figura. I lavori, eseguiti dalle imprese Leonardo Foti di Saline Ioniche (per le opere edili e gli impianti) e dal gruppo “Mosaicisti” di Ravenna ( per il mosaico), hanno riguardato anche la sistemazione dell’anello perimetrale esterno con pavimentazione in materiale vulcanico (scuro) e cordonali in pietra locale (chiari). Il manufatto è dotato di impianto idraulico di ricircolo e filtraggio delle acque, al fine di ridurre al minimo il consumo della stessa. Tra le altre caratteristiche tecniche anche un sistema di illuminazione notturna a “led” d’effetto coreografico sia della vasca d’acqua che del monumento bronzeo.
All’inaugurazione dell’opera, che rende molto più gradevole l’ingresso all’Aeroporto dello Stretto, il Sindaco Scopelliti ha detto che «si tratta di un altro gesto di attenzione concreta che quest’Amministrazione ha per le periferie» facendo riferimento anche al nuovissimo impianto di illuminazione inaugurato pochi minuti dopo nella zona industriale di San Gregorio: una rete composta da 84 corpi illuminanti con lampade da 250 watt al sodio, su pali laminati conici da 9 metri d’altezza.
Reggio s’è risvegliata, il giorno di Natale, e sotto l’albero ha trovato tanti bei regali: evidentemente il 2009 è stato un altro anno positivo in cui la città ha saputo meritarsi un’immagine migliore, un sentimento di appartenenza e identità sempre più forte e un’attenzione alla pulizia, al decoro e all’ambiente in continua crescita.
Dopotutto, è anche l’anno del Tapis Roulant, opera fondamentale che è destinata a lasciare il segno nella storia di Reggio e che oggi, dopo quasi 7 mesi dall’inaugurazione, è sempre più amata e fruita dai cittadini, anche da quelli che prima del completamento dimostravano un certo scetticismo.
Smentito dai fatti di un altro, l’ennesimo, anno di crescita e sviluppo.
