Durissime parole del Governatore: «il problema non è solo la 'ndrangheta vera e propria, ma anche la borghesia mafiosa»
«Vogliono colpire la nuova Calabria, ma non mi fermeranno». Lo dice in un’intervista a ‘Libero’ il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, dopo le quattro lettere minatorie, di cui una contenente due proiettili, ricevute a palazzo Alemanni, a Catanzaro, sede della Giunta regionale. «Da sindaco di Reggio Calabria ho ricevuto decine di lettere minatorie. In una terra come la Calabria è normale diventare dei bersagli. Oltre a me, sono arrivati proiettili al presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, alla mia vice, Antonella Stasi, e al marito. E’ un’azione per destabilizzare».
Secondo Scopelliti, questa azione proviene «da chi non vuole la nostra azione di riforme, di innovazione, in questa benedetta terra. In Calabria non c’è solo la criminalità organizzata. Tutti si nascondono dietro la ‘ndrangheta, ma il vero problema non e’ questo. Della ‘ndrangheta sappiamo quasi tutto. La combattiamo. La vera piaga sono gli affarismi, la famosa borghesia mafiosa. Che e’ trasversale».
Scopelliti precisa di riferirsi «al comparto della sanità, ad esempio, dove mi appresto a compiere scelte di rottura. Abbiamo cominciato ad aggredire un sistema che ha eroso risorse ingenti e continueremo. Gli italiani devono sapere che la Calabria ha una perdita di 400 milioni di euro l’anno a fronte di un finanziamento di tre miliardi. La prossima settimana presenterò un piano di intervento con il quale chiuderò circa 18 ospedali, di cui una parte sarà riconvertita. Inizieremo da ottobre. Sono ospedali inefficienti: non producono attivo, costituiscono un rischio per la sicurezza e non hanno sale operatorie adeguate. Ci sono posti dove spendiamo 140mila euro a parto. Per non parlare delle strutture che sono costate 500mila euro per interventi di ristrutturazione o 623 euro al giorno a posto letto».
Un’ultima risposta Scopelliti la dà in ordine alla situazione politica nazionale, in particolare, sull’imminente intervento di Gianfranco Fini alla festa tricolore di Mirabello: «mi auguro che Fini non faccia il partito, sarebbe un gravissimo errore. Spero ancora nella ricomposizione, anche se non è pensabile che un governo sia logorato dalla sua stessa maggioranza. Chi non condivide il programma deve fare altre scelte. Io l’ho fatta: non mi limito a ‘restare’ nel Pdl come qualcuno ha scritto, ma io sono del Pdl: è diverso».
Peppe Caridi
