Altra bella prestazione della Reggina che sfiora il vantaggio più volte, è costretta a giocare con l'uomo in meno per l'espulsione di Adejo, subisce clamorosi torti arbitrali, va sotto a inizio ripresa con il gol di Ebagua ma ha la forza di recuperare e all'84° trova il pareggio con Zizzari, al suo primo gol in campionato
Il volto della Reggina di oggi è quello di Francesco Zizzari, 29enne foggiano che fino ad oggi aveva giocato poco (e male) in questa stagione. Al 77° minuto di una partita importante e delicata entra in campo al posto di un ottimo Campagnacci e dopo appena 7 minuti trova il pareggio che rilancia nuovamente la Reggina nella corsa play-off, sempre più agguerrita per la 5^ e la 6^ piazza, le ultime due disponibili dopo che Novara e Varese hanno ormai blindato 3° e 4° posto in classifica.
Zizzari, una carriera da goleador in serie C1 e in serie C2, in B aveva segnato solo 2 volte con la maglia dello Spezia. Oggi ha trovato il suo 1° gol con la Reggina nella serie cadetta, che è pesantissimo e vale molto. Forse, una stagione intera. -Chiunque entra, gioca bene. La nostra vera forza è il gruppo- aveva detto Alessio Viola, autore del gol-vittoria contro il Novara 14 giorni fa, sempre al Granillo. E la marcatura di Zizzari lo conferma ancora una volta, con la Reggina che è al 5° posto della classifica, a parimerito con il Torino 6° ma con una partita da recuperare. E, contro il Torino, la Reggina è in vantaggio anche negli scontri diretti, perchè il doppio 1-1 del Granillo e del Comunale costringe a guardare alla differenza reti, che per gli amaranto è di +4, per i granata di +1.
Ma torniamo a quanto accaduto in Reggina-Varese: una partita di vertice, con gli amaranto impegnati nella rincorsa play-off, vogliosi dei tre punti dopo i risultati – non certo favorevoli – del giorno precedente (preoccupa la rincorsa del Padova, ma anche Livorno ed Empoli si sono rifatte sotto pericolosamente), e il Varese altrettanto assetato di punti per rincorrere la 3^ piazza che fino ad oggi, da quando esistono i play-off, ha sempre garantito la promozione in serie A a chi la conquistasse, per i grandi vantaggi dovuti a un regolamento che concede a chi si posiziona meglio in classifica, di avere la meglio sugli avversari anche pareggiando sempre, senza vincere mai, negli spareggi. La vittoria del Novara sul campo del Crotone (clamoroso 0-3), costringeva i lombardi a vincere a Reggio Calabria, tanto che mister Sannino schierava addirittura tre punte modificando, per la prima volta da inizio stagione, il 4-4-2 che è il marchio di fabbrica di questa squadra così sorprendente.
Il primo tempo è molto divertente: le due squadre giocano a viso aperto, la Reggina fa la partita e sfiora il vantaggio più volte. L’occasione più clamorosa è quella di Campagnacci che al 32° minuto sfiora il vantaggio con un bel colpo di testa, ma Zappino salva tutto. Il Varese prova a colpire in contropiede, ma non riesce mai a sfruttare le occasioni che ha a disposizione soprattutto per merito di Adejo e Acerbi, due giganti nella difesa amaranto.
La gara è vera, intensa e nervosa. In pochi minuti vengono ammoniti prima Adejo della Reggina, fino a quel momento il migliore in campo, e poi Ebagua del Varese.
Al 37° del primo tempo, la svolta della gara: su un contropiede, Adejo viene espulso per una presunta gomitata su Neto Pereira. Solo le immagini televisive potranno chiarire l’effettiva gomitata, anche se il difensore nigeriano protesta focosamente per diversi minuti giurando di non aver colpito l’avversario. La partita si infiamma, anche perchè un minuto dopo l’espulsione è Ebagua del Varese, già ammonito, a commettere un fallo vistosissimo su Acerbi, trattenuto e strattonato per oltre 15 metri con tanto di maglietta sfilata via. L’arbitro Baracani fischia il fallo ma non estrae il 2° cartellino giallo, e sul campo si scatena una rissa.
Il Granillo esplode, i seimila tifosi presenti se la prendono con l’arbitro che però resta impassibile nella sua decisione, nonostante le pressanti richieste dei giocatori amaranto, infuriati sul campo. Ma la reazione della Reggina è rabbiosa, nonostante l’uomo in meno il Varese sembra sparire dal campo e c’è solo l’agonismo amaranto. Al 41° minuto, Campagnacci viene clamorosamente travolto in area di rigore, dopo una splendida azione palla al piede per 30 metri. Ma l’arbitro lascia correre, e allora il Granillo si trasforma in un finimondo, sia sul campo che sugli spalti. I giocatori vanno tutti intorno all’arbitro, qualcuno dal guardalinee, mentre sulle gradinate anche la tribuna stampa e la tribuna vip sembrano trasformarsi in curve da ultras.
Al fischio di fine primo tempo, dopo 4 lunghissimi minuti di recupero, scendono in campo a protestare con l’arbitro addirittura il Presidente Foti e il Direttore Sportivo Giacchetta, nuovamente al Granillo dopo una lunga malattia.
Dopo l’intervallo, nella ripresa, sembra di vedere una partita completamente diversa. Il clima è più disteso, e la Reggina sin dall’inizio si dimostra disattenta soprattutto in fase difensiva. Al 2° minuto, Cosenza si fa incredibilmente sfuggire Neto Pereira sulla linea di fondo ma Puggioni salva il risultato. Al 4° la Reggina ha una vampata con Rizzo, il giovanissimo messinese che sfrutta un errore di disimpegno della difesa avversaria e si lancia da solo verso l’area di rigore, trova il tiro ma viene deviato in calcio d’angolo da una scivolata di Pesoli. Ma il Varese, adesso, è padrone del campo. Il vantaggio ospite è nell’aria, e arriva al 9° minuto con Ebagua che si libera facilmente, ancora una volta, di Cosenza e si ritrova solo davanti a Puggioni, riuscendo così a trafiggerlo con facilità.
La Reggina non accusa il colpo e prova subito a reagire, anche se sul Granillo cala il gelo per la paura di perdere una partita decisiva nella rincorsa play-off. Sotto di un gol e con l’uomo in meno, recuperare il risultato sembra davvero un’impresa ma non per questa Reggina che il 10 contro 11 ha già battuto il Frosinone circa due mesi fa.
La gara cambia subito, il Varese è costretto a bloccare gli amaranto con duri tackle che costringono l’arbitro a estrarre due cartellini gialli nel giro di un minuto, tra l’11° e il 12° ai danni di De Luca e Pugliese.
La Reggina sfiora il pari al 14° con Acerbi, al 24° con Bonazzoli, ancora con il bomber al 30° minuto e al 31° con Campagnacci che accarezza il palo con un bel tiro da fuori.
Il gol arriva al 39° con Zizzari, entrato da 7 mnuti e servito da Bonazzoli in area di rigore. Nei minuti di recupero un solo sussulto, su un tiro-cross di Laverone che per poco non beffa Zappino e regala agli amaranto 3 punti che avrebbero consentito di mettere in cassaforte l’accesso ai play-off. Quei tre punti che, prima della gara, in molti pretendevano ma che, dopo l’espulsione di Adejo e il vantaggio avversario, profumano d’oro.
Per i play-off bisogna faticare ancora, ma nonostante manchino solo 3 gare alla fine della serie B, la Reggina dovrà disputarne 4 visto il match da recuperare contro l’Albinoleffe mercoledì a Bergamo. Occasione per mettere al sicuro un 5° posto che in pochi sognavano a inizio stagione, con una squadra di giovanissimi quasi tutti alla prima esperienza in B, provenienti dalla Lega Pro o dallo stesso settore giovanile amaranto.
Ragazzi che meriterebbero senza ombra di dubbio uno stadio molto più caloroso e una città molto più partecipativa; troppo pochi i seimila spettatori presenti sugli spalti in un Granillo che non riesce più ad essere il 12° uomo in campo della Reggina.
