Il Ministro dell'Economia è stato a Reggio Calabria per la campagna elettorale e ha parlato di trasporti, infrastrutture e fiscalità di vantaggio. Presentati investimenti per centinaia di milioni di € sulle linee ferroviarie da riammodernare per velocizzare i trasporti
Dopo Gasparri, Fitto, Brunetta, Matteoli, Giorgia Meloni, Nitto Palma e lo stesso Silvio Berlusconi a Crotone, ieri in Calabria è arrivato il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti che, a Reggio, ha incontrato i giornalisti insieme al Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti.
La presenza di così tanti esponenti di spicco della maggioranza sottolinea quanto il centro/destra tiene a queste elezioni amministrative, ma a prescindere dalla tornata elettorale la visita del Ministro lascia dei contenuti e delle dichiarazioni importanti che vanno lette e interpretate.
Le ferrovie nel Sud sono -più o meno- rimaste come 150 anni fa. Non molto e’ stato fatto dopo, molto deve essere fatto adesso-. Lo ha detto proprio Tremonti che, a Reggio, ha voluto presentare i progetti per il rilancio delle infrastrutture nel Mezzogiorno. Sono 3 gli interventi concertati con Rfi sulla rete ferroviaria del Sud. Il primo riguarda l’adeguamento infrastrutturale e tecnologico della linea ferroviaria Battipaglia-Reggio Calabria, che prevede un costo di 230 milioni di euro interamente finanziati. Ci sarà poi il potenziamento della linea jonica Gioia Tauro-Sibari-Metaponto-Taranto-Bari con un costo di 450 milioni di euro (al momento è stata sviluppata la progettazione preliminare). Infine sarà realizzata la variante Ogliastro-Sapri della quale è stato ultimato lo studio di fattibilità.
L’obiettivo è portare il tempo di percorrenza Roma-Reggio Calabria dalle attuali 5h e 10 ‘ a 4 ore, che coinciderebbero con la tratta Roma-Milano. -Se riusciremo a fare questo – ha commentato Tremonti – avremo fatto un lavoro di unificazione reale di questo Paese-.
Ma Tremonti ha anche affrontato il tema dell’economia a due velocità, che in Italia esiste ancora tra nord e sud: -L’Italia in Europa è l’unico Paese uguale con due economie diverse. E siccome non vogliamo che sia un Paese diviso, dobbiamo lavorare perche’ questo dualismo si riduca. Il nord e il centro vanno bene, quello che deve essere al centro della nostra azione è il meridione d’Italia. Nel mondo i Paesi che stanno indietro si muovono più velocemente, in Europa e in Italia la regione che sta più indietro si muove meno velocemente-. Tremonti si è poi soffermato sul paradosso che ci sono i soldi e non si spendono. -I fondi europei – ha osservato – sono soldi italiani, Bruxelles ne preleva una quota e li manda nelle regioni del Mezzogiorno ma le capacità di spesa è tra le più basse d’Europa. Sono soldi italiani che vengono parcheggiati e quando non sono spesi vanno in un altro Paese d’Europa. Noi abbiamo finanziato lo sviluppo di altri avendo rinunciato al nostro sviluppo. La grande questione non è la capacità finanziaria ma le capacità amministrative e di spesa-.
Il ministro ha poi ha definito -eclatanti- le norme contenute nel provvedimento, tra cui il credito d’imposta per le imprese che assumono nel Mezzogiorno, che va nella direzione della fiscalità di vantaggio, già -consentita dall’Europa-.
Seguiranno, ha promesso, altre richieste all’Europa sulle agevolazioni alle imprese del Mezzogiorno. -Tenete conto – ha detto Tremonti – che il diritto del Mezzogiorno di chiedere un trattamento particolare è nel Trattato di Roma degli anni ’50-.
Il secondo punto contenuto nel decreto sullo sviluppo riguarda le coste, con la possibilità di far nascere i distretti turistico-alberghieri. -Significa che in continuità territoriale – ha spiegato Tremonti – si potrà stringere un libero contratto tra imprenditori, commercianti e operatori che potranno unirsi per andare insieme nelle attività-. Saranno zone a burocrazia zero, dove l’unica autorità amministrativa competente sarà il prefetto.
Nel corso della giornata, poi, il Ministro s’è trasferito in Campania dove ha ulteriormente ribadito gli stessi concetti a Napoli e Caserta, per un rilancio del Mezzogiorno sull’asse infrastrutture-fiscalità-turismo.
