Reggio / Fiamma e Ancora Italia, esposto in Procura per le assunzioni al Comune - Tempostretto

Reggio / Fiamma e Ancora Italia, esposto in Procura per le assunzioni al Comune

mario meliado

Reggio / Fiamma e Ancora Italia, esposto in Procura per le assunzioni al Comune

venerdì 07 Gennaio 2022 - 15:32

"Nel mirino" lo scorrimento di graduatorie con l'assessore Calabrò, il vicesindaco di Palmi Pellegrino e l'ex sindaco di Staiti Principato tra gli idonei

REGGIO CALABRIA – Lo dicono “a una voce sola”, in conferenza stampa in un noto locale di Reggio Calabria: secondo Fiamma tricolore e Ancora Italia, Palazzo San Giorgio ha proceduto a decine d’assunzioni molto discutibili.
E per questo motivo i due partiti hanno presentato un esposto, come illustrato questa mattina alla stampa – dopo la breve introduzione del segretario provinciale della Fiamma, Peppe Gioffrè – dal portavoce dei due partiti, Peppe Minnella per Movimento sociale-Fiamma tricolore-Movimento sociale e Peppe Modafferi per Ancora Italia per la Sovranità democratica.

Ad assistere, presenze “civiche di area” che già hanno avuto modo in queste settimane di lanciare strali contro il Comune quanto al post-sentenza “Miramare”, da Rosy Canale (Adesso parlo io) a Finella La Piana (Reggio c’è).

Peppe Modafferi, portavoce reggino di Ancora Italia Calabria
Peppe Modafferi, portavoce reggino
di Ancora Italia Calabria

«Leggi strumentalizzate»

«Ci sono state nuove assunzioni al Comune: e questa di per sé è una buona notizia. Di norma, bisognerebbe attivare procedure selettive in modo da poter scegliere le migliori intelligenze disponibili e metterle così al servizio dell’Ente e dunque della collettività – ha esordito Modafferi –. E questo, specialmente a Reggio Calabria, con la sede micidiale di lavoro che ha questa città».

Invece, ad avviso di Ancora Italia Calabria sarebbero state “strumentalizzate” a fini politici leggi che «avevano piuttosto quale obiettivo la razionalizzazione delle risorse. Ma questo doveva avvenire in chiave residuale: se a Catanzaro c’è stato un concorso per giardinieri e al Comune di Reggio serve un giardiniere, invece che bandire un altro concorso nuovo di zecca prendo il giardiniere da quella graduatoria. A Reggio Calabria, è andata in modo completamente diverso».

Creati criteri selettivi “sospetti”

Quando non c’è semplicemente da evitare lo spreco di fondi pubblici per effettuare prove selettive per individuare uno-due elementi, ma servono parecchi nuovi addetti, «è ovvio che possa sorgere un legittimo sospetto, già solo per le svariate interpretazioni diverse che possono essere attribuite all’applicazione di una o dell’altra norma – è il ragionamento di Modafferi –. I concorsi si sono svolti a Catanzaro, Palmi, Bova e al Grande ospedale metropolitano: il Comune ha inteso “pescare” dalle graduatorie degli idonei. Però non le ha prese “in blocco”, no: s’è addirittura “inventato” dei criteri selettivi alquanto sospetti».

Nell’analisi di Modafferi, la cosa non è accettabile perché «lede il principio del merito e della trasparenza» ricorrere per numerose assunzioni a graduatorie relative a concorsi d’altri Enti.

Cosa stigmatizzata in modo veemente – pur dovendosi ribadire a chiare lettere che, salva prova contraria, le procedure adottate sono perfettamente legittime –, tra gli idonei delle graduatorie all’interno delle quali Palazzo San Giorgio ha deciso d’attingere «figurano esponenti politici di peso e parenti d’altre figure politiche: sindaci, vicesindaci, ma anche assessori al Comune di Reggio Calabria. E il sospetto s’ingigantisce – evidenzia Modafferi – quando, andando a guardare i nomi, si nota una ricorrente coloritura politica di centrosinistra».

C’è l’assessore Irene Calabrò tra gli idonei nelle graduatorie

I nomi?
In tutta la conferenza stampa ne è venuto fuori uno solo: quello di Irene Calabrò che in pratica, da assessore comunale in carica, avrebbe votato a favore – lamentano Fiamma e Ancora Italia – per effettuare assunzioni al Comune da un elenco d’idonei al cui interno figura lei stessa.

Ma ce ne sono altri, non esplicitati in corso di conferenza stampa ma solo indicati da boatos.
Per esempio, uno dei due soli idonei nel concorso per istruttore direttivo tecnico – categoria D bandito dal Comune di Bova Marina è Antonio Domenico Principato, ex sindaco di Staiti. Invece Salvatore Pellegrino, a sua volta assunto al Comune di Reggio Calabria in quanto idoneo al concorso effettuato dal Comune di Palmi per assistente sociale-istruttore direttivo socioeducativo, è vicesindaco in carica a Siderno, dove prima cittadina è la dèm Mariateresa Fragomeni.

E ancora: tra gli idonei al concorso per 8 assistenti amministrativi categoria C effettuato dal Gom, come da verbale numero 12 del 22 novembre scorso – i primi sette sono già stati assunti al Grande ospedale metropolitano l’8 dicembre scorso – la quattordicesima, Italia Vegliante, sarebbe invece cugina del capogruppo a Palazzo Campanella del Pd Nicola Irto. La quindicesima, poi, è appunto Irene Calabrò.
«In ragione della copertura di solo n. 1 posti dei complessivi n. 10 posti previsti nella programmazione del fabbisogno» (unico idoneo per la specifica posizione d’istruttore amministrativo categoria C in concorsi svolti da altri Enti locali), come richiamato in determina 4791 del 20 dicembre scorso del settore Risorse umane, alla graduatoria del concorso del Gom s’andrebbe ad attingere per 9 unità (dalla posizione 8 alla posizione 17 quindi, in teoria almeno, includendovi la Calabrò).

Varrà la pena ripeterlo, persone che in atto hanno tutti i diritti riconducibili alle graduatorie in questione, anche perché essere esponenti politici o loro parenti non comporta – fortunatamente – alcuna limitazione nei propri diritti, inclusa la partecipazione a pubblici concorsi.
Il punto sollevato in conferenza stampa, in termini assai più generali, riguarda appunto la “ricorrente” riconducibilità di molti di questi soggetti assumibili a una medesima area politica.

Le “vere” contestazioni

Ma non è questa la dorsale della conferenza stampa promossa da Fiamma tricolore e Ancora Italia, che peraltro lamentano anche «il silenzio di realtà associative come la stessa Reggionontace che non sappiamo se dipendano da ignoranza, nel senso di conoscere i fatti, connivenza o collusione».
Il fatto è che «non siamo soggetti titolari di poteri d’indagine: ecco perché, raccolta parte della documentazione, abbiamo inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e, per la parte amministrativa, abbiamo anche informato il Prefetto, così come abbiamo informato l’Anac, l’Agenzia nazionale Anticorruzione e la Regione, visto che uno dei concorsi è stato espletato al Gom. Quanto alla Calabrò, che scenario si può prospettare? Che in ragione dell’accordo intervenuto tra Comune e Gom, lo stesso assessore possa diventare dipendente dell’Ente di cui è assessore comunale»: così, nuovamente, Modafferi.
Peraltro, prosegue il portavoce di Ancora Italia Calabria, «sull’Albo pretorio vengono pubblicati i documenti dell’Ente per 15 giorni, periodo trascorso il quale dovrebbero passare alla sezione Trasparenza: ma se andate a guardare la sezione Trasparenza, troverete “il nulla”. Perché Palazzo San Giorgio, anche su questo punto, non rispetta la legge e si pone come Palazzo del malaffare? Non vorremmo che anche sui concorsi pubblici si piegassero le norme a finalità non istituzionali, ma magari personali».

Minnella ricorda come l’articolo 9 della legge 3 del 2003 abbia disciplinato il possibile ricorso d’Amministrazioni pubbliche agli elenchi d’idonei di altri Enti, anziché procedere allo svolgimento di concorsi autonomi: «ma la pratica, pur consentita, è da anni contoversa e comunque deve riguardare lo stesso comparto di contrattazione». Successivamente, peraltro, l’articolo 3 comma 61 della legge 350 del 24 dicembre del 2003 chiarisce che serve il previo accordo delle Amministrazioni interessate. Nel corso degli anni, però, «si sono avute le interpretazioni più disparate; la legge si configura però uno strumento utilizzabile più che altro da parte dei piccoli Comuni e, appunto, per risorse residuali».

Far luce sulle coincidenze

Un momento della conferenza stampa odierna

In questo caso, tuttavia, il Gom «ha fornito l’assenso all’utilizzo della propria graduatoria» il 20 dicembre dello scorso anno; la già citata determina dirigenziale del Comune porta la stessa data.
In termini generali, tuttavia, «c’è pur sempre l’obbligo di legge di previo utilizzo della mobilità volontaria. Ma la legge 56 del 2019, il cosiddetto “decreto Concretezza”, stabilisce una possibile deroga a quest’obbligo dall’inizio del 2019 alla fine del 2021.  

Ecco perché questa ridda d’assuzioni concentrate negli ultimi 10 giorni dell’anno da parte del Comune di Reggio: dopo, non le avrebbe comunque potute fare». E l’alta concentrazione di uomini politici o di soggetti variamente “graditi” alla politica? «Vogliamo ricondurla al Fato o alle coincidenze…», “si blinda” il portavoce della Fiamma tricolore, con un sorrisone.

Il colloquio da “motivazionale” a “selettivo”

Tuttavia, se ne deduce che «il Gom e i Comuni di Bova, Catanzaro e Palmi possono svolgere regolari concorsi; il Comune di Reggio Calabria, no, perché “i concorsi costano solo al Comune di Reggio”- ironizza Minnella –. Peraltro la Corte dei conti ha sancito che il già citato previo accordo deve necessariamente inserirsi in un chiaro e trasparente procedimento, di corretto esercizio del potere» di utilizzare le graduatorie concorsuali d’altre Amministrazioni, allo scopo d’«evitare ogni arbitrio o irragionevolezza o violazioni delle regole sulla concorsualità e sull’imparzialità dell’azione amministrativa». Ma la circostanza che giusto il 20 dicembre da un lato il Gom autorizzi a utilizzare gli idonei della propria graduatoria concorsuale e dall’altra il Comune emani determina giusto in quella chiave «dà adito a una sincronia istituzionale commovente», rilevano a una voce i portavoce dei due partiti.

Di certo nessuno contesta che ci siano parenti di politici importanti tra gli idonei, su 1.400 partecipanti a un concorso. Ma vedendo alla posizione numero 15 Irene Vittoria Calabrò, chiedo alla Procura: com’è possibile rispettare le regole sull’ “imparzialità dell’azione amministrativa” se tra gli idonei in via d’assunzione c’è un assessore in carica?

Ma c’è di più, secondo Minnella. Con delibera numero 305, nel 2019 il Comune di Reggio ha infatti emanato il Regolamento per l’utilizzo delle graduatorie di concorsi pubblici approvati da altri Enti. All’articolo 5 comma 3 prevede che col primo soggetto che abbia fornito disponibilità si svolgerà un “colloquio motivazionale” alla presenza del direttore generale dell’Ente. Ma il 24 maggio del 2021 viene modificato con delibera numero 111. Viene così approvato un nuovo Regolamento: sparisce il colloquio motivazionale, il Comune emanerà un avviso destinato alla pubblicazione sul sito Internet ufficiale dell’Ente al quale i candidati potranno presentare istanza di partecipazione», quando anche nella domanda di partecipazione il riferimento è al «primo tra gli idonei non assunti» nel concorso bandito da altro Ente.

Il concorso nel concorso

Peppe Minnella, portavoce reggino
della Fiamma tricolore

Nei fatti, il Comune di Reggio Calabria «non attinge “direttamente” alla graduatoria; e il nostro sospetto è – ribadiscono nuovamente Peppe Minnella e Peppe Modafferi – che lo faccia per favorire amici e parenti. Addirittura, in un passaggio del nuovo Regolamento si prevede che il Comune invii la Pec agli idonei: ma se tu idoneo non la ricevi, decadi dal tuo diritto. In realtà, se c’è un diritto in capo a un idoneo, l’idoneo è direttamente assumibile… Invece, all’articolo 10 del “nuovo” Regolamento si prevede addirittura non più il colloquio “motivazionale”, ma un colloquio “selettivo” nel corso del quale saranno accettate le competenze professionali richieste in relazione al profilo ricercato».

Quello che Fiamma tricolore e Ancora Italia definiscono, criticamente, il «concorso nel concorso»; al punto che l’esistenza delle competenze in questione sarà accertata da una Commissione vera e propria, con tanto di graduatoria di merito finale. Come se il concorso alla cui graduatoria s’attinge, in realtà, non esistesse. «Con l’esito paradossale – aggiungono – che avremmo un dirigente comunale incaricato di valutare un assessore comunale in carica».

Diffida politica

Per questo e altri motivi, in parallelo all’esposto, i due partiti di Destra «diffidano» il Comune dal dar corso alle assunzioni così incardinate, in relazione al concorso del Gom perché non sussistono le condizioni per la trasparenza e l’imparzialità dell’azione amministrativa previste già in Costituzione. Mentre per le posizioni non coperte fin qui, visto che il termine ultimo previsto dal “decreto Concretezza” (31 dicembre 2021), «l’Ente dovrà fare ricorso alla mobilità volontaria».

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