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Reggio. Via libera in Commissione alla mozione per il sostegno all’occupazione femminile

Elisabetta Marcianò

Reggio. Via libera in Commissione alla mozione per il sostegno all’occupazione femminile

giovedì 29 Luglio 2021 - 07:30

Il documento approvato dalla Commissione presieduta da Lucia Nucera, punta alla costituzione di un tavolo permanente per le Politiche di genere

La consigliera comunale del Partito Democratico, Angela Martino, è la prima firmataria di una mozione «tesa ad affermare l’equità delle misure a sostegno del lavoro nelle priorità del Recovery fund. E, quindi, il
miglioramento dell’indice di occupazione femminile nel Comune di Reggio Calabria».
Il documento, approvato dalla Commissione comunale per i Diritti umani, le Relazioni internazionali e l’immigrazione, presieduta da Lucia Nucera, punta alla costituzione di un tavolo permanente per le Politiche di genere che «svolga attività di condivisione, riflessione e confronto sulle azioni positive territoriali e sulle tematiche che impattano sulla dimensione di genere a livello comunale».

Tutti i protagonisti

«Un tavolo – ha spiegato Martino – composto da rappresentanti dell’associazionismo, delle imprese e delle professioni, dei sindacati, delle Università e dei Garanti. Il fine è di investire sulla presenza femminile nel
mondo del lavoro. E portare avanti una battaglia di civiltà che dia la misura dell’emancipazione sociale e culturale di una comunità capace di valorizzare qualità individuali e differenze di genere».

Aumento delle disparità

Il testo, infatti, nasce dagli sviluppi della crisi economica innescata dal Covid «in cui, ad un restringimento del mercato, corrisponde un aumento del divario di genere». Per questo motivo, la consigliera comunale
Democrat prende spunto anche dal rapporto del segretario generale dell’Onu, dedicato proprio all’impatto del Coronavirus sulle donne, che «individua cinque ambiti in cui la pandemia avrà ricadute specifiche sulle
donne “per il semplice fatto di essere donne”. L’ambito economico e occupazionale, la salute, il lavoro di cura non retribuito, la violenza di genere e i contesti di fragilità, conflitto o altre emergenze».

Dati acclarati da recenti studi dell’Istat che sottolineano «il prezzo altissimo pagato dalle donne nella crisi pandemica con l’acuirsi dello “storico” deficit in termini di disoccupazione, precarietà, bassa remunerazione, mancanza di sicurezze e sostegni. Il rischio, quindi, correlato di irreversibilità e dunque di uno strutturale arretramento femminile».

Alcuni dati

«L’ultima rilevazione di gennaio scorso – ha aggiunto – evidenzia che i lavoratori scendono di 101 mila unità. E, di questi, 99.000 sono donne e 2.000 uomini, facendo emergere un crollo occupazionale quasi solo femminile». In questo contesto, purtroppo, non si distingue Reggio Calabria «con un tasso di occupazione femminile del 30%. Circa 35 punti percentuale inferiore alla media europea e di 20 punti percentuale inferiore alla media italiana. Un già basso livello, quindi, di donne in autonomia occupazionale ed economica.
Qui, del totale dei posti di lavoro persi nella crisi, il 60% era occupato da donne»

«Istat – ha continuato la consigliera comunale – comunica, inoltre, che a livello nazionale poco meno del 50% delle madri ha una occupazione e che poco più dell’80% dei padri è nella stessa condizione, registrando una differenza di 30 punti percentuali. L’Italia è, comunque, il Paese con la più alta
disoccupazione femminile giovanile d’Europa».

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