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Regionali, dai vertici nazionali del Pcl invito all’astensione

Redazione

Regionali, dai vertici nazionali del Pcl invito all’astensione

mercoledì 15 Settembre 2021 - 08:59

Ferrando, Siclari & C.: prima delle elezioni per noi conta la lotta di classe, nessuna forza politica ha le carte in regola per rappresentare i lavoratori

«Il 3 e 4 ottobre 2021 sul palcoscenico della Calabria sarà l’ora di uno squallore profondo sullo sfondo di una tragica pandemia». Così i vertici del Partito comunista dei lavoratori, il cui portavoce nazionale Marco Ferrando ha tenuto una conferenza stampa a Lamezia Terme insieme al coordinatore della Commissione meridionale Pino Siclari.

Imbarbarimento politico

Fa presente il Pcl che le Regionali «avverranno in un contesto oggettivo di profondissima crisi materiale cui corrisponde un altrettanto pesante degrado politico, culturale, un imbarbarimento che fa scomparire la categoria della società civile.

Anni di grave crisi economica con tutti gli indicatori in profondo rosso, la mannaia della pandemia resa ancora più grave dal collasso di un sistema sanitario pubblico devastato da tagli alla spesa, spoliazioni e affarismi di ogni genere, la voragine aperta dal federalismo, e poi ancora il collasso dei servizi pubblici a partire dalla scuola, servizi incapaci di dare risposte alla collettività sulla quale si rovesciano, invece, tariffe, tributi e accise sempre crescenti, una profonda devastazione delle aree urbane, di quelle interne, un degrado ambientale e territoriale che (mentre provocatoriamente si riesuma la chimera del ponte) snocciola i grani di un tragico rosario fatto di incendi, frane, inquinamento, montagne di rifiuti e spazzatura alte quanto l’Everest. Una mafia sempre più potente.

Il quadro materiale della crisi rivela una difficoltà profonda del movimento dei lavoratori in Calabria; la sua incapacità a mobilitarsi e a mettere assieme una risposta concreta».

Lavoratori a rischio-ghetto

Dalla cappa mafiosa alla xenofobia all’oppressione di genere sono tante le “offensive” in corso: ciononostante l’incapacità del movimento dei lavoratori a incidere politicamente «li consegna, purtroppo, alla ghettizzazione o, peggio ancora, li fa diventare preda di un’antipolitica demagogica e reazionaria».

Ma se è per questo l’ala conservatrice è attanagliata da una serie di scandali, anche giudiziari; «si dimostra così – argomentano dalla Commissione calabrese del partito – come tutta la casta politica della regione produca un personale politico molto al di sotto della mediocrità. Tutto ciò, però, non legittima in ogni caso lo sbocco giallo o arancione nel qualunquismo reazionario dell’antipolitica».

Il tutto, ferma restando la forte contestazione a una controversa legge elettorale, specie per quanto riguarda le mille difficoltà nella prevista raccolta delle firme per poter schierare le liste in vista delle urne.

L’invito al non-voto

Ma in fin dei conti, il Pcl invita i suoi elettori e simpatizzanti all’astensione, il 3 e 4 ottobre. Questo perché non convince nessuna delle tre frange variamente riconducibili all’arcipelago della Sinistra.

Il Pd viene visto dai ferrandiani quale «aggregato di notabilati». La coalizione che ripropone Mario Oliverio sarebbe un blocco d’amministratori specializzati nella «gestione della cosa pubblica finalizzata a interessi particolaristici». La terza area, lo schieramento che supporta Luigi de Magistris, sarebbe «espressione di una confusione generalizzata» epperò «sorprendente solo per gli sprovveduti».

Ma per il Partito comunista dei lavoratori, del resto, prim’ancora delle elezioni «conta la lotta di classe; per questo motivo anche sul terreno elettorale la condizione essenziale è la presenza di una realtà che esprima gli interessi del mondo del lavoro e degli oppressi. Il 3 e il 4 ottobre nessuna forza presente sullo scenario elettorale è in possesso di questo requisito imprescindibile».

Ecco perché il Pcl «si pronuncia dunque per l’astensione del voto o, in subordine, per l’annullamento delle schede».

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