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Suolo pubblico e impianti pubblicitari, per il Comune forse è la volta buona per tornare a incassare

Francesca Stornante

Suolo pubblico e impianti pubblicitari, per il Comune forse è la volta buona per tornare a incassare

venerdì 05 Febbraio 2016 - 00:22
Suolo pubblico e impianti pubblicitari, per il Comune forse è la volta buona per tornare a incassare

La giunta Accorinti ha finalmente messo nero su bianco le modifiche che serviranno a colmare il vuoto amministrativo sull'occupazione del suolo pubblico per l'impiantistica pubblicitaria. Dopo anni di stallo il provvedimento adesso andrà in Consiglio. E' praticamente uguale a quello che aveva proposto la Barrile, quindi di certo poteva essere risolto tutto molto prima.

Impianti pubblicitari, occupazione suolo pubblico, Cosap e totale deregulation del settore. Un vero far west senza nessuna regola che negli ultimi tre anni ha lasciato nell’assoluta anarchia la gestione dell’impiantistica pubblicitaria e dei canoni che le agenzie pubblicitarie devono, anzi dovrebbero, pagare al Comune per gli impianti che si trovano sul suolo pubblico. Ora forse è arrivato il momento di rimettere tutto sulla giusta carreggiata e l’amministrazione Accorinti ha finalmente compiuto quel passo che serviva per dare soluzione ad un problema che nel tempo ha fatto perdere fior di entrate alle casse di Palazzo Zanca. La giunta comunale ha infatti approvato la delibera che modificherà il regolamento sull’occupazione suolo pubblico attualmente in vigore. Si tratta del contestatissimo regolamento del 2011, lo stesso che ha fatto impazzire commercianti ed esercenti per le tariffe stellari che chiede Palazzo Zanca. Sul fronte degli impianti pubblicitari il problema è stato ancora peggiore.

Prima il Tar di Catania e poi il Cga hanno dichiarato illegittima la parte di regolamento Cosap che definisce criteri e tariffe per la concessione di suolo pubblico destinato all’impiantistica pubblicitaria. Il risultato è stato che da oltre tre anni, nel settore degli impianti, nessuno paga più la concessione perché il Comune non può richiedere alcun canone.

Fin dall’inizio di questa consiliatura la questione è stata al centro dell’attenzione di consiglieri, dirigenti e assessori, ma fino ad oggi non si era riuscito a sbloccare nulla. Tra pareri discordanti dei dirigenti, delibere sepolte in aula per mesi, rimpalli vari e proposte sempre nuove, l’ultima apparizione in Consiglio di un provvedimento che riguardava questo tema risale allo scorso mese di novembre. La presidente Emilia Barrile aveva deciso di ritirare la delibera presentata dalla presidenza del consiglio dietro l’impegno dell’amministrazione di portare in aula una revisione totale dell’intero regolamento Cosap, tra l’altro chiesto a gran voce da molti consiglieri. Adesso la giunta ha esitato una delibera che però in realtà punta solo alla parte che riguarda gli impianti pubblicitari. Una scelta precisa fatta dall’assessore Sebastiano Pino: “Abbiamo deciso di procedere intanto su questa parte per eliminare questo vuoto normativo che tra l’altro non consente al Comune di incassare. Lavorare sull’intero regolamento presuppone più tempo e una lunga serie di passaggi, dunque abbiamo deciso intanto di intervenire su questo aspetto”.

Nel provvedimento la giunta segue esattamente la linea dettata dalla sentenza del Cga dello scorso 9 luglio che cassava totalmente la parte del regolamento Cosap del 2011, all’articolo 4 comma 4, che stabiliva che per calcolare il canone di occupazione suolo per gli impianti si debbano tenere in considerazione i metri lineari della proiezione a terra piuttosto che i metri quadrati che effettivamente quantificano l’area occupata. Con questa modifica si torna ai metri quadrati e si fissa a 1,4 il coefficiente previsto per calcolare le tariffe dell’impiantistica pubblicitaria. In pratica quasi le stesse cose che la presidente Barrile aveva inserito nel suo provvedimento, tra l’altro all’epoca condiviso dall’amministrazione.

Lecito chiedersi perché si sia perso tutto questo tempo se la soluzione era a portata di mano ormai da parecchi mesi. Lecito anche domandarsi perché adesso i criteri adottati dalla giunta per modificare il regolamento vadano bene, mentre inseriti nella delibera della Barrile avevano trovato lo stop del Ragioniere generale Cama perché questa revisione dei criteri avrebbe abbassato gli introiti rispetto a quanto previsto nel Piano di riequilibrio. Adesso invece il problema sembra essere stato superato. L’assessore Pino spiega che si è giunti a questo risultato finale dopo diversi confronti e si è scelto di seguire le indicazioni date dal Cga, nella convinzione che pur abbassando le tariffe non necessariamente si ridurranno gli incassi. Esattamente così com’è accaduto con gli oneri concessori. E a dire il vero non sarà difficile aumentare gli introiti dalla Cosap sugli impianti pubblicitari, considerato che da tre anni non entra un soldo, tanto che più volte il dirigente del Dipartimento Natale Castronovo non ha esitato a parlare di un rischio di danno erariale.
Adesso la palla torna nelle mani del Consiglio. L’impegno che l’amministrazione aveva preso era di portare in aula una revisione totale del regolamento sull’occupazione suolo pubblico, invece arriverà solo la parte sugli impianti. Potrà comunque essere quel passo necessario che serve per chiudere una questione che in questi ultimi tempi ha fatto mancare circa 1 milione di euro annui alle casse di Palazzo Zanca.

Francesca Stornante

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6 commenti

  1. Cioè il comune di Messina è senza un euro
    La ditta che pubblicizza paga la società che affige utilizzando il suolo pubblico E NULLA ENTRA NELLE ASFITTICCHE CASSE COMUNALI?
    ASSURDO!!

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  2. Cioè il comune di Messina è senza un euro
    La ditta che pubblicizza paga la società che affige utilizzando il suolo pubblico E NULLA ENTRA NELLE ASFITTICCHE CASSE COMUNALI?
    ASSURDO!!

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  3. il consiglio comunale piu scarso d’italia!

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  4. il consiglio comunale piu scarso d’italia!

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  5. Solo per chiarire che il cga ha definito illegittimi i parametri non il coefficiente metro lineare . La differenza non è di poco conto in quanto applicando il metro quadrato con qualunque parametro il canone sarà basso

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  6. Solo per chiarire che il cga ha definito illegittimi i parametri non il coefficiente metro lineare . La differenza non è di poco conto in quanto applicando il metro quadrato con qualunque parametro il canone sarà basso

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