"La città pigra in cui si pensa che i problemi debbano risolverli gli altri" - Tempo Stretto

“La città pigra in cui si pensa che i problemi debbano risolverli gli altri”

“La città pigra in cui si pensa che i problemi debbano risolverli gli altri”

domenica 26 Novembre 2017 - 07:25
“La città pigra in cui si pensa che i problemi debbano risolverli gli altri”

La riflessione è del coordinatore di CittadinanzAttiva Pippo Pracanica che parla del ruolo dell'associazione in un territorio spesso troppo sonnolente e distratto e in cui i cittadini pensano di demandare sempre a qualcun altro la risoluzione dei problemi della collettività

«Come agire, in questa nostra città, per rafforzare sempre più il sentimento di partecipazione che dovrebbe essere alla base di qualunque società civile degna di questo nome?» Se lo chiede Pippo Pracanica, coordinatore di CittadinanzAttiva che dedica una riflessione alla sonnolenza perenne di Messina.

«Il termine cittadinanza esprime al contempo un vincolo e anche un diritto di appartenenza. La cittadinanza attiva è la capacità dei cittadini di organizzarsi in modo coerente, di mobilitare risorse umane, tecniche e finanziarie, e di agire con modalità e strategie differenziate per tutelare i propri diritti esercitando poteri volti alla cura e allo sviluppo del bene comune. In tale prospettiva la condivisione non si limita alla sfera degli interessi, ma si amplia fino ad abbracciare un insieme complesso di valori. Favorire la consapevolezza di valori condivisi, lavorare perché l’azione comune non prescinda da essi, prima ancora di essere un esercizio politico, si configura come un fatto eminentemente educativo, di crescita civile e di educazione permanente. Il significato di cittadinanza acquista, pertanto, un valore aggiunto che consiste nella capacità per il cittadino di costituirsi in cittadinanza attiva e solidale, intendendo per attiva un voler prendere parte concretamente all’azione civica nelle sue molteplici forme, per solidale invece avere un occhio attento e pronto verso chi, per vari motivi si trovi al di fuori dalla vita pubblica, ad essa non integrato e di fatto da essa emarginato. Attraverso la prospettiva della cittadinanza attiva, si lavora a promuovere processi di cambiamento nella società, riflettendo criticamente su tematiche quali la qualità complessiva della vita in un contesto territoriale determinato, i servizi sociali, i servizi in genere erogati da strutture ed Enti pubblici, le questioni ambientali, igienico-sanitarie, la burocrazia, in breve tutte le fattispecie il cui malfunzionamento sottrae il godimento, il controllo, e quindi, sostanzialmente, il pieno esercizio della democrazia. E’ necessario, pertanto, avere cittadini capaci di stabilire virtuosi rapporti e attivare dinamiche sinergiche con il territorio, con la città e i suoi abitanti, con i problemi che attraversano la vita della comunità.

'Fare i cittadini è il miglior modo di esserlo' dice il motto di CittadinanzAttiva. Dire che a Messina, che per sentenza del Tribunale è città “sonnolenta e pigra”, siamo riusciti a trovare tanti cittadini che volevano esercitare i loro diritti sarebbe una grande bugia, per cui molto spesso siamo stati lasciati soli nelle nostre battaglie per i diritti negati. I messinesi che pretendono che siano sempre gli altri a risolvere i problemi della collettività, su due problemi particolari hanno invece offerto il più largo consenso. Mi riferisco a quando abbiamo deciso di batterci per liberare la zona sud della città dalla cortina di ferro che impedisce l’affaccio a mare e per il risanamento di Maregrosso. Tutte le comunità parrocchiali della zona ci hanno accolto, abbiamo affisso in chiesa le gigantografie che dimostravano il degrado della zona ed i sacerdoti ci hanno fatto parlare durante la messa. Ci eravamo fermati di fronte all’impegno di Pippo Isgrò. Ora che questa amministrazione non sta facendo assolutamente nulla, abbiamo deciso che la prossima mostra delle gigantografie del degrado, assieme alle bellezze dello Stretto che ci ha fornito Pippo Lombardo, la terremo presso una sala del Palazzo Reale di Milano, che quella amministrazione ci ha già messo a disposizione. Sempre con la fattiva collaborazione delle collettività parrocchiali la nostra richiesta di sostegno per denunziare alla Corte dei Conti i prefetti dell’Isola perché pretendevano di gestire il settore dell’invalidità civile, pur non avendone competenza, ha avuto una risposta concreta. Migliaia di cittadini hanno condiviso il nostro impegno ed i prefetti hanno immediatamente mollato la presa. Ma non siamo riusciti ad ottenere sufficiente consenso quando l’amministrazione attiva e i consiglieri ci hanno servito il cosiddetto piano di riequilibrio, strumento attraverso il quale i cittadini messinesi sono costretti a pagare le tasse più alte d'Italia ottenendo i servizi peggiori del mondo, basti pensare alla gestione dei rifiuti».

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2 commenti

  1. MessineseAttento 26 Novembre 2017 10:28

    Quanto inutile bla bla bla, inconcludente a tal punto da fare tenerezza. Andate a servire alla mensa di Sant’Antonio, invece di mostrare al mondo la vostra patetica inutilità politicizzata, che raggiunge il tragicomico con la “mostra” a Milano. Questo è l’associazionismo messinese: fiumi di parole con un occhio alla campagna elettorale ed alle poltrone che questa può offrire.

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  2. HO LETTO IL TESTO. MESSINA SE E’ COME IL TESTO E’ DOVUTO ALLA RESPONSABILITA’ DI INCOSCIENTI POLITICI E DI TUTTI COLORO CHE NON HANNO SAPUTO VALORIZZARE LE QUALITA’ DELLA CITTA’ E DEI SINGOLI. MOLTI DIRANNO CHE HO TORTO, RISPONDO SONO CORRESPONSABILI GENITORI E POLITICI. NON AVER SAPUTO RENDERE QUESTA CITTA’ FORTE. INVECE CHE VEDERE OGNI ANNO REGREDIRE DI FRONTE A CITTA’ SIA SICILIANE CHE REGGIO CALABRIA (ES. IL REGISTRO NAVALE DOVE LE NAVI TRAGHETTO AVEVANO PRIMA MESSINA E ORA REGGIO), IERI PARLAVO CON UN RAGAZZO QUI A MILANO, HA CAPITO CHE HO ACCENTO DI MESSINA E HA DETTO CITTA’ BUDDACE? HO RISPOSTO FORSE GLI ALTRI IO NO. QUESTO E’ FIGLIO DI UN MESSINESE CHE VIVE A MILANO ORIGINE VIALE EUROPA. ANCHE FIGLI DI MESSINESI CHE DENIGRANO

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