I presidenti delle Camere penali messinesi all'inaugurazione dell'anno giudiziario
Messina – La polarizzazione del dibattito sul referendum confermativo della riforma Nordio non piace ai penalisti messinesi, che negli interventi in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario lanciano un appello ad abbassare i toni.
Scontro poco edificante
La modifica in Costituzione sulla carriera dei pubblici ministeri e il nuovo Csm sta sempre di più infiammando il dibattito ma la Camera Penale Pisani Amendolia afferma di non voler trasformare il palazzo di giustizia “in un terreno di scontro con i sostenitori del no, né di trasferivi un dibattito che all’esterno, ha assunto toni cosi poco edificanti”. Così, il presidente Alberto Gullino definisce “poco consoni alla solennità di un palazzo che ritiene “il luogo atto a rappresentare la sacralità della giustizia”. Per Gullino “una concezione “militante” delle rispettive funzioni” è incompatibile con la veste di magistrato come di avvocato. L’appello del presidente della Camera è quindi che nei due mesi da qui alla data del voto “possa recuperarsi quell’approccio tecnico che si addice al giurista”.
Le difficoltà economiche dei legali
Confidano “Nel maggiore spirito di collaborazione e rispetto reciproco tra magistrato e avvocato” anche i penalisti della Camera Erasmo da Rotterdam, presieduta dall’avvocato Filippo Mangiapane. In questo caso i penalisti, rappresentanti alla cerimonia dall’intervento del vice presidente Giuseppe Romeo, hanno sottolineato i problemi concreti ed attuali dei legali, in particolare le difficoltà economiche: “L’avvocato deve aspettare per essere pagato, passa troppo tempo per le liquidazioni che alcuni giudici per le istanze fuori udienza impiegano anche anni prima di fare i decreti di liquidazione”-
