Rinascita Messina: "Realizzate piste ciclabili e parcheggi inutili"

Rinascita Messina: “Realizzate piste ciclabili e parcheggi inutili”

Redazione

Rinascita Messina: “Realizzate piste ciclabili e parcheggi inutili”

martedì 03 Novembre 2026 - 09:00

Il movimento si dice non contrario alle opere in sé ma alla loro collocazione

Messina scivola all’89° posto nella classifica Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, perdendo quattro posizioni rispetto alla precedente rilevazione.

“Un risultato che dovrebbe far riflettere l’amministrazione comunale e, soprattutto, indurre a una seria verifica delle politiche urbanistiche portate avanti negli ultimi anni. Il dato è particolarmente significativo perché arriva dopo una stagione caratterizzata da numerosi interventi presentati come simboli della trasformazione urbana: piste ciclabili, parcheggi d’interscambio, nuove piantumazioni e modifiche alla viabilità. Eppure, i risultati complessivi raccontano una realtà ben diversa dalla narrazione di una città che sarebbe diventata un modello di sostenibilità” – dice il movimento Rinascita Messina.

Come ha osservato l’ingegnere Gaetano Sciacca, “il problema non è stabilire se si sia favorevoli o contrari alle piste ciclabili, agli alberi o ai parcheggi. La questione fondamentale riguarda dove vengono realizzati questi interventi, come vengono progettati, se rispettano le normative e, soprattutto, se rispondono a una reale esigenza della collettività”.

Le contestazioni di Rinascita Messina su piste ciclabili e normative

Dal movimento chiariscono: “Perché una pista ciclabile non diventa automaticamente un’opera di mobilità sostenibile soltanto perché viene tracciata sull’asfalto. Deve essere funzionale, sicura, collegata a una rete organica, capace di favorire realmente l’utilizzo della bicicletta. Diversamente rischia di trasformarsi in un percorso frammentato, in alcuni casi penalizzante per la circolazione, per i residenti e per le attività commerciali, senza produrre benefici proporzionati alle risorse investite”.

Rinascita Messina si dice fortemente favorevole alla mobilità ciclistica. “Siamo favorevoli alla realizzazione di vere ciclovie, di percorsi naturalistici da attraversare in bicicletta, di itinerari che colleghino i villaggi, la costa, le vallate e le aree di interesse paesaggistico della nostra città. Messina possiede un patrimonio ambientale straordinario che potrebbe diventare una risorsa per il turismo sostenibile, lo sport e la qualità della vita.

Quello che contestiamo è il modo in cui sono state concepite e realizzate alcune delle attuali piste ciclabili urbane: percorsi frammentati, spesso poco funzionali, che in alcuni tratti hanno prodotto criticità per la circolazione e per la sicurezza, senza offrire un’alternativa realmente efficace all’automobile.

E c’è un altro aspetto che non può essere sottovalutato: il rispetto delle normative vigenti. Ogni intervento deve essere verificato sotto il profilo tecnico, progettuale e della sicurezza. Non basta tracciare una linea sull’asfalto o delimitare uno spazio con alcuni cordoli per poterlo definire un’opera di mobilità sostenibile. Occorre verificare che dimensioni, collocazione, segnaletica, accessibilità e caratteristiche del percorso siano conformi alle disposizioni normative e tecniche applicabili.”

Le posizioni del movimento su parcheggi d’interscambio e verde urbano

L’analisi di Rinascita Messina prosegue: “Lo stesso ragionamento vale per i parcheggi d’interscambio. Non basta realizzare nuovi stalli per poter parlare di mobilità moderna. Un parcheggio è realmente utile quando è collocato strategicamente, quando è collegato a un trasporto pubblico efficiente e quando consente concretamente di lasciare l’automobile per proseguire il viaggio con mezzi alternativi.

Ma nel caso degli interventi realizzati a Messina, oltre ai dubbi sulla loro effettiva utilità, si pone anche una questione ancora più importante: la conformità alle normative vigenti. Alcune di queste opere presentano, secondo le contestazioni tecniche sollevate, criticità che riguardano proprio il rispetto delle disposizioni normative e dei requisiti di sicurezza. Non è accettabile che si investano risorse pubbliche senza prima garantire che ogni opera sia correttamente progettata, autorizzata e realizzata nel pieno rispetto delle regole. Chiediamo pertanto verifiche puntuali sulla regolarità tecnica e normativa di questi interventi.

Un parcheggio d’interscambio non può diventare semplicemente un’area di sosta aggiuntiva, magari realizzata sacrificando spazi urbani e senza un collegamento efficace con il trasporto pubblico. Altrimenti non risolve il problema della mobilità, ma rischia soltanto di trasferire altrove le criticità esistenti.

E poi c’s è il verde urbano. Piantare qualche alberello lungo una strada, spesso in spazi limitati e senza un progetto organico di riqualificazione, non significa costruire una città più verde. Servono alberature adeguate, spazi permeabili, ombreggiamento, parchi urbani, corridoi ecologici e una programmazione seria della manutenzione. Il verde non può essere un elemento decorativo da aggiungere a lavori già progettati: deve diventare una componente fondamentale della pianificazione urbana.”

Gli indicatori del rapporto e la necessità di una strategia complessiva

“I numeri del rapporto sono eloquenti: Messina è 105ª per verde urbano disponibile per abitante e 96ª per numero di alberi nelle aree pubbliche. Anche sul fronte delle piste ciclabili occupa una posizione molto arretrata, la 91ª. Non è dunque una questione ideologica, ma una difficoltà concreta che emerge dagli indicatori”.

Dal movimento evidenziano: “La critica di Rinascita Messina riguarda proprio l’assenza di una strategia complessiva. Si è proceduto attraverso interventi spesso separati, senza che emergesse un disegno riconoscibile di città. Una somma di opere non equivale a una politica urbanistica.

Messina avrebbe bisogno di una mobilità integrata, di parcheggi realmente funzionali, di piste ciclabili progettate secondo criteri di sicurezza e continuità, di un grande piano del verde e di una riqualificazione degli spazi pubblici che restituisca strade e piazze alle persone.

Soprattutto, avrebbe bisogno di un’amministrazione capace di ascoltare cittadini, tecnici, commercianti e circoscrizioni prima di impegnare milioni di euro di risorse pubbliche.”

La richiesta di un dibattito pubblico e di verifiche sui fondi

Rinascita Messina conclude il proprio intervento sottolineando: “Non possiamo continuare a confondere la quantità delle opere con la qualità dei risultati. Non possiamo considerare ogni cantiere una conquista e ogni intervento una prova di modernizzazione. La modernità non si misura dal numero di cordoli, stalli o alberelli messi a dimora, ma dalla capacità di migliorare concretamente la vita quotidiana delle persone.

Messina non ha bisogno di una città che sembri moderna nelle fotografie dei cantieri. Ha bisogno di una città realmente moderna, sostenibile, accessibile e a misura d’uomo. E l’89° posto, con quattro posizioni perse, dovrebbe essere un campanello d’allarme che nessuno può permettersi di ignorare”.

Rinascita Messina ritiene che sia arrivato “il momento di aprire una discussione pubblica seria sulle scelte urbanistiche di questi anni, verificando costi, risultati, funzionalità e rispetto delle norme. Perché i soldi pubblici non appartengono a chi amministra, ma ai cittadini che li finanziano con le proprie tasse.”

Un commento

  1. francesco garreffa 3 Novembre 2026 14:07

    QUESTI POLITICANTI ALLO SBARAGLIO HANNO ROVINATO LA CITTA’

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