Il Consiglio dei Ministri approva la deroga fino al 2026 per Schifani e Trovato. L'obiettivo, però, resta la cancellazione definitiva delle baraccopoli entro il 31 dicembre 2028
Non tre anni, come inizialmente previsto, ma solo uno. Il risanamento a Messina, per porre fine alle baraccopoli, ottiene una nuova boccata d’ossigeno col decreto “Milleproroghe”.
Ma la proroga degli incarichi affidati al commissario straordinario, il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, e al subcommissario per il risanamento Santi Trovato, è solo per un anno. La decisione arriva però con l’impegno esplicito e vincolante di cancellare le baraccopoli entro il 31 dicembre 2028, ovvero entro i prossimi tre anni.
Le Risposte al Comune
In questo periodo sono stati tanti gli appelli, a partire dal sindaco Basile, per ottenere una deroga più che necessaria per continuare l’operazione con poteri speciali.
Fino al 2018 erano ancora 2500 le famiglie (circa 8000 persone) che vivevano in baracca. Con la Legge 76/2021, che ha riconosciuto lo stato di emergenza e istituito un commissario straordinario, si è finalmente registrata un’accelerata.
Ad oggi, risultano demolite 13 aree su un totale iniziale di 80 e altre 11 sono in corso di demolizione. La proroga concessa, sebbene limitata a un anno, mira a mantenere i poteri speciali necessari per raggiungere l’obiettivo finale stabilito per la fine del 2028.
