Secondo la rete civica “Partecipazione” non c’è la necessaria accelerazione
MESSINA – “Il Risanamento continua… lentamente”. Lo sostiene Tonino Genovese, di rete civica “Partecipazione”, che interviene sulla vicenda delle famiglie escluse di Rione Taormina.
Continua l’esponente del movimento che ha come figura centrale l’ex sub commissario Marcello Scurria: “Ormai è prossima la scadenza (31 dicembre) e da ogni parte, giustamente (lo affermiamo anche noi), si chiede la proroga dei poteri speciali. Nel frattempo, però, perché non si usano? Non serve a nulla avere buone intenzioni se poi non si traducono in azioni concrete. È il caso del rione Taormina. Annunciare che si iniziano a demolire le baracche di via Taormina e poi quelle di via Quinto Ennio serve solo a nascondere i problemi senza affrontarli. Ma poi, le demolizioni di questo porzione della baraccopoli non dovevano iniziare a luglio? Ci si accorge solo adesso che ci sono famiglie (una con un fragile) che abitano in baracca e che non avrebbero i requisiti? La soluzione sarebbe un tavolo tecnico con il Comune, cui competono i casi di emergenza abitativa? Ma se il Comune non ha alloggi disponibili perché trasferire il problema a chi non ha soluzioni? Lo sanno tutti che oltre 1000 famiglie attendono ancora lo scorrimento di una graduatoria lunga e bloccata. Non ci sono gli alloggi ma c’è la graduatoria… delle illusioni. Una sorta di sondaggio da consegnare alle statistiche del bisogno e del disagio. Per le famiglie di Rione Taormina la legge va rispettata e vanno fermati abusi e furbizie ma si possono e devono usare i poteri speciali che permettono, con le previste deroghe, di trovare soluzioni, usando il buon senso”.
“Il Risanamento è una partita speciale che ha bisogno di azioni straordinarie. Altrimenti, migliaia di nostri concittadini dovranno ancora attendere decenni, nonostante i poteri speciali… che se non sono inutilizzati restano solo sulla carta, creando frustrazione pubblica e alimentando sfiducia nelle istituzioni. Così facendo si perde tempo, si vanifica l’urgenza e l’importanza dell’opera e non si risolvono i problemi che hanno giustificato quei poteri”, conclude Genovese.

Il risanamento va benissimo,dare le case ha chi veramente ha bisogno ed ha diritto va benissimo,ma che mi parliate anche di aventi diritto del dopo terremoto,mi sembra proprio una barzelletta.