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A San Michele la paura si vive in casa: 14 famiglie abbandonate al loro destino

A San Michele la paura si vive in casa: 14 famiglie abbandonate al loro destino

sabato 11 Febbraio 2012 - 09:08
A San Michele la paura si vive in casa: 14 famiglie abbandonate al loro destino

La realtà è quella paura, ogni sera, di addormentarsi con il rischio che alla prima ondata di maltempo frani giù tutto

L’hanno visto crescere giorno per giorno, ed ogni giorno in più i dubbi diventavano timori e poi paure. Fin quando la paura è diventata realtà. E la realtà è quel pilastro di cemento a pochi passi dalla stanza da letto, dalla cucina, dal salone, dal balcone, quel pilastro divenuto nei mesi sempre più minaccioso, perché all’improvviso a poco tempo dalla costruzione, sono iniziate le infiltrazioni d’acqua. La realtà è quella paura, ogni sera, di addormentarsi con il rischio che alla prima ondata di maltempo frani giù tutto, la collina, gli alberi, e che le infiltrazioni che stanno aggrappandosi al pilastro del viadotto, raggiungano le fondamenta del palazzo. La realtà è l’operaio dell’impresa che sta estraendo l’acqua dal pilastro e che ti trovi sul balcone perché così riesce a lavorare meglio e perché davvero quella struttura imponente ce l’hai in casa e la paura che non ci sia più nessuna sicurezza la tocchi con mano giorno per giorno, insieme all’impotenza. Così è da mesi per le 14 famiglie del complesso Siac, in via Comunale San Michele-Ritiro, una palazzina rosa, che se passi con l’auto ti chiedi quale progettista abbia mai potuto acconsentire che i piloni del viadotto dell’autostrada e del nuovo svincolo venissero costruiti a ridosso delle abitazioni. In realtà, in principio, il progetto prevedeva l’abbattimento della palazzina, costruita oltre 36 anni fa quando lo svincolo non era neanche nei sogni degli amministratori. Conti alla mano però l’indennizzo per le famiglie proprietarie costava troppo e si decise di realizzare lo stesso il pilastro, solo pochi centimetri più in là, giusto lo spazio per piantare, oltre al cemento, anche il seme della paura. Nel ’97 qualcuno inserì la palazzina tra quelle per le quali si poteva ipotizzare l’evacuazione, la cifra dell’indennizzo era ancora in lire, pari al 30% del valore delle case. Oggi, 13 anni dopo, quelle case non valgono nulla, perché nessuno affitterebbe o comprerebbe un immobile sotto il viadotto e con i pilastri così vicini che volendo ci puoi attaccare i fili per stendere i panni. Eppure il complesso Siac, inspiegabilmente, è scomparso tra quanti hanno diritto allo sgombero temporaneo ed all’indennizzo. Così, mentre tutte le altre palazzine interessate dai lavori hanno avuto attenzione, sgombero temporaneo, indennizzi, loro, le 14 famiglie, sono “fantasmi” per l’amministrazione. Persino la scuola che a pochi metri dalla palazzina rosa ospitava i bambini delle elementari è stata sgomberata e ora è solo fango e macerie. Ma loro no, restano lì, senza che nessuno pensi che sia in gioco, ogni giorno ed ogni notte, la loro vita. Sono rimasti lì mentre gli operai costruivano, e sono ancora lì adesso che gli stessi operai estraggono l’acqua dal pilastro e iniettano cemento. Sanno tutti benissimo che quell’acqua sta finendo nelle fondamenta del palazzo, l’umidità si arrampica su dal garage. Hanno chiamato i vigili del fuoco ed i vigili urbani che hanno stilato una relazione nella quale emerge in modo chiaro che non c’è alcuna condizione di sicurezza. Guardano le pareti della collina e sanno ogni sera che non c’è nessun margine di sicurezza per le loro famiglie. Una notte di bufera hanno chiamato la protezione civile, per sentirsi rispondere che, in caso di pericolo, quando la minaccia viene dalla montagna e dagli alberi che finiscono fin dentro le finestre, l’unica soluzione è “scappare”. Un consiglio del quale, francamente, le famiglie della Siac farebbero volentieri a meno. Lo sanno bene che l’unica soluzione è scappare, ma queste sono le loro case da 36 anni, ci son nati, si sono sposati, hanno messo su famiglia. Hanno chiesto più volte un incontro col sindaco, ma sono stati rinviati di ufficio in ufficio. Adesso le loro storie sono finite sul tavolo del quartiere, che se ne farà carico. Ma quel pilastro ha tempi diversi, anzi, da quando incombe minaccioso il pericolo di crollo non c’è proprio più tempo. Ogni giornata più trascorsa a vedere gli operai portar fuori l’acqua e mettere cemento è un giorno di paura in più. Ti addormenti chiedendoti se sei al sicuro tra le quattro mura di casa tua e sai bene che non è affatto così. Dopo le alluvioni del 2009 e del 2011 non si parla d’altro che di difesa del territorio e della popolazione, eppure, guardi questa palazzina rosa e ti chiedi perché dobbiamo sempre accontentarci delle parole e delle promesse. Nessuno vuole che questa sia la prossima tragedia annunciata, ma ci sono eventi evitabili, basterebbe affacciarsi al balcone di uno qualunque di questi appartamenti, per decidere cosa fare, subito, per evitare qualsiasi cosa, anche solo che una piccola crepa faccia cadere un quadro, anche solo che un albero cada su un balcone e rompa i vasi di gerani. Nessuno vuole una tragedia, ma tutti vogliamo sicurezza. Basterebbe solo l’ordinaria amministrazione, l’attenzione ai bisogni della gente vera, basterebbe anche solo ascoltare le voci di queste 14 famiglie che, inspiegabilmente, sono scomparse dalle carte. Sono rimaste in un’unica carta, la cartina del lotto 1° e 2°, n 524, sono rimaste nella carta digitale della foto che mostra chiaramente un pilastro di un viadotto autostradale costruito ad un passo di un edificio mai sgomberato e che adesso ha infiltrazioni d’acqua che lo rendono un pericolo costante e quotidiano. Nessuno vuole un evento tragico, a noi basta un piccolo evento straordinario: un sopralluogo alla Siac, fatto con il cuore e con la coscienza e l’immediata risposta alle richieste delle famiglie. (ROSARIA BRANCATO)

(fotogallery Sturiale)

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Un commento

  1. bonanno giuseppe 11 Febbraio 2012 09:24

    MA IL MEGAGALATTICO SINDACO CHE ABBIAMO INSIEME ALLA SUA GIUNTA DI SCALZACANI COSA DICE ??????? DURANTE I SUOI RIDICOLI PROCLAMI SULL’APERTURA DEGLI SVINCOLI HA MAI VERIFICATO QUESTO ?????
    E GLI ABITANTI IN TUTTI QUESTI ANNI CREDO CHE LA X NELLA CABINA ELETTORALE LA ABBIANO MESSA. ALLORA RIVOLGETEVI A QUELLO DELLA X

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