Dal centrodestra era arrivata la richiesta di inserire all'ordine del giorno la questione dei lavoratori del Comune, in protesta da giorni. Botta e risposta Scurria-Cantello
MESSINA – La prima delibera della seconda commissione consiliare, presieduta da Mirko Cantello, ha già i tempi stretti. Si tratta della rottamazione quinquies, a cui il Comune dovrà aderire entro fine mese, previa approvazione del Consiglio comunale. Per questo la delibera, i cui adempimenti propedeutici erano stati completati dal commissario Piero Mattei a fine maggio, è passata ed è stata la prima approvata dalla commissione.
Imu, Tari e mute: cosa riguarda la rottamazione quinquies
Ma di cosa si parla? A metà maggio è stato approvato a Roma un emendamento che estende la rottamazione quinquies anche agli enti locali. Riguarda arretrati e sanzioni su Imu, Tari, multe stradali e tributi legati all’ente comunale nel periodo compreso dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. “Questa è una misura che ha due prospettive – ha spiegato la vicesindaca Laura Castelli -. Una è economica che riguarda l’emersione. L’altra è l’effetto, con una misura a cui si è arrivato grazie alle richieste di molti sindaci presentate a Roma. Prima la norma non consentiva di farlo. Il Comune aderisce a una misura che riguarda 116 milioni di euro di Imu e Tari, 68 milioni di multe e 2,7 di altro”.
E sulle tempistiche ha spiegato: “Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 sarà possibile chiedere queste agevolazioni. Si potrà rateizzare in 54 rate o pagare tutto in una volta. Ma ricordiamoci che prima questo non era possibile”. Lungo e molto tecnico il dibattito prima del voto, con numerose questioni avanzate da tutti i partiti d’opposizione in aula, che hanno chiesto la presenza del sindaco in aula (in qualità di assessore al Bilancio) e del collegio dei revisori dei conti, assente. E anche la comunicazione al cittadino ha rappresentato un fulcro della discussione, considerata centrale per fare capire a tutti i messinesi su quali tributi si potrà intervenire e come.
Dopo oltre due ore si è arrivati al voto: 19 sì su 23 presenti (astenuti i due consiglieri Scurria e Contestabile di Scurria sindaco e le due del Pd Perrone e Russo). La palla passa al Consiglio comunale e si prevedono emendamenti e scintille.
Lo scontro sui lavoratori
La commissione ha anche vissuto un altro duro scontro tra maggioranza e opposizioni durante la prima fase di lavori. Dal centrodestra è stato Marcello Scurria (Scurria sindaco) a chiedere di trattare il tema delle criticità del personale del Comune, che nei giorni scorsi si è riunito in assemblea a Palazzo Zanca. L’ex candidato sindaco ha chiesto al presidente Cantello il motivo per cui la richiesta di inserire la questione nell’ordine del giorno sia stata respinta. Tanto lui quanto il suo capogruppo Pippo Capurro, così come Benedetto Vaccarino (Grande Sicilia), Libero Gioveni (Fratelli d’Italia) e Cosimo Oteri (Lega), hanno chiesto i motivi del no.
Qui è nato lo scontro. Cantello ha spiegato di aver respinto la richiesta per “una valutazione personale” ed è stato difeso da altri colleghi di maggioranza (Nicoletta D’Angelo, Valentina Capone, Alessandro La Cava e Nello Pergolizzi). E ha optato per far votare la richiesta di inserimento nel prossimo ordine del giorno della questione: “La commissione è sovrana, mettiamola ai voti”. Scurria ha controbattuto che la richiesta di messa ai voti, da regolamento, “deve avanzarla chi presenta la richiesta di iscrizione all’ordine del giorno”.
Poi ha attaccato: “Le rinnovo, per rispetto di se stesso e della commissione, di esplicitare le ragioni del no. Abbiamo la competenze nella specifica materia. Non vedo ragioni, a meno che non ci siano pregiudizi. Questa sua decisione è arbitraria e costituisce un abuso senza precedenti. Così il nostro ruolo di consiglieri viene svilito da atteggiamenti poco consoni e che nulla hanno a che fare con la democrazia”. e Cantello ha risposto che “non ritengo ci siano presupposti per convocare la commissione”.
La mozione è stata respinta
Scurria ha allora chiesto ufficialmente di votare la proposta di inserimento nel prossimo ordine del giorno del tema. In 13, tutti dalla maggioranza, hanno votato contro la mozione, mentre 11 sono stati i voti favorevoli: la richiesta è stata quindi respinta.



Sud chiama Nord e amministrazione comunale sono nemici dei dipendenti comunali: che vi aspettavate? Il bilancio viene tenuto in piedi sulla pelle dei lavoratori comunali il cui stipendio si assottiglia sempre più in un’ assurda corsa a togliere loro quanto possibile e oltre.
Credo che nei 60.000 voti ci siano dipendenti comunali e famiglie di dipendenti comunali. Dunque sono consapevoli di chi hanno votato e perché.
Ora tocca, come deve essere in democrazia, attendere e subire.
Alla fine volevano un monocolore (dittatura) e ci sono riusciti.
Il burattinaio ha i fili per far muovere i burattini.