Fumata bianca dopo il vertice in prefettura. L'opera, richiesta dal sindaco Lo Giudice, sarà realizzata dalla Regione con affidamento all'Anas
S. TERESA – Mentre le strade cittadine, costrette a subire un carico eccessivo, continuano a cedere sotto il passaggio dei mezzi pesanti (questa mattina l’ennesima problematica si è verificata in via Torrente Agrò), uno spiraglio di luce arriva dall’ultima riunione svoltasi in prefettura. Un vertice convocato dalla prefetta Cosima Di Stani per sbloccare la realizzazione di strada di protezione civile nel torrente Savoca, dopo che Rfi aveva comunicato al sindaco Lo Giudice avrebbe consentito l’utilizzo di tale strada solo ai camion impegnati nei cantieri del raddoppio ferroviario. Proposta rispedita al mittente dal primo cittadino che aveva minacciato di bloccare il transito dei mezzi pesanti sulla Ss 114.
Durante l’incontro a Palazzo del Governo, il sindaco santateresino ha spiegato agli enti coinvolti che, con 2,5 km di lungomare interdetto a seguito del crollo e la Statale rimasta come unica via di collegamento in direzione Catana, l’unica soluzione alternativa è quella di realizzare una pista di emergenza nel torrente Savoca, in modo tale da collegare il lungomare alla circonvallazione. Lo Giudice si è detto pronto a realizzare l’opera come Comune, attraverso un’ordinanza di somma urgenza. Ma non è stato necessario. Il via libera è infatti arrivato dalla Regione, che attraverso il subcommissario per l’emergenza Duilio Alongi, ha comunicato di assumersi l’onere dell’opera, affidando concretamente la realizzazione dei lavori all’Anas (così come prevede l’Ordinanza nazionale della Protezione civile). Il Comune di S. Teresa trasmetterà ad Anas il progetto, già redatto e con il necessario nulla osta da parte dell’Autorità di Bacino. I tempi di avvio dei lavori non dovrebbero quindi essere lunghi.
