S. Teresa. Il Consiglio approva il Consuntivo, ma sulle tasse è scontro minoranza-sindaco - Tempostretto

S. Teresa. Il Consiglio approva il Consuntivo, ma sulle tasse è scontro minoranza-sindaco

Gianluca Santisi

S. Teresa. Il Consiglio approva il Consuntivo, ma sulle tasse è scontro minoranza-sindaco

martedì 13 Settembre 2022 - 17:22

Il capogruppo di opposizione Bartolotta: "Comune virtuoso? Una favoletta". La replica di Lo Giudice: "Falsa informazione da campagna elettorale"

S. TERESA – Con i voti favorevoli della maggioranza e l’astensione dei consiglieri di minoranza, il Consiglio comunale ha approvato il Conto consuntivo 2021. La Regione, recentemente, aveva nominato un commissario per l’approvazione del rendiconto, poiché il passaggio non era stato esitato dal Consiglio entro la data limite del 30 aprile 2022. Ma il commissario non si insedierà perché nella seduta di ieri pomeriggio è arrivato l’atteso via libera allo strumento contabile. Non senza un piccato confronto dialettico tra il capogruppo di minoranza, Nino Bartolotta, e il sindaco Danilo Lo Giudice.

Bartolotta: “Luci e ombre”

“Non abbassano le tasse – ha commentato al termine della seduta Bartolotta -. Dopo una vivace discussione, il sindaco Lo Giudice, messo spalle al muro, ha dichiarato che le tasse non saranno abbassate. Si annuncia una tempesta perfetta”. Nel suo intervento in aula, Bartolotta ha rimarcato che il rendiconto 2021 “ci trasmette la fotografia di un paese all’interno del quale convivono luci e ombre”. “I numeri – ha detto Bartolotta in una lunga disamina – ci dicono tante cose, probabilmente cose che nessuno vorrebbe sentire, ma noi siamo qui per questo, per fare chiarezza”.

“Tasse al massimo”

“Una gran parte delle entrate – ha evidenziato il capogruppo di minoranza – è determinata dalle tasse che pagano i cittadini di S. Teresa. Già nel 2021 l’Amministrazione ha applicato le tariffe massime previste dalla legge. Questo è successo per l’addizionale comunale Irpef, per l’Imu e per la Tarip, la tassa sui rifiuti che è aumentata del 30% negli ultimi 5 anni. Il fatto che S. Teresa sia un comune virtuoso, come sbandierato, è una favoletta. Tante famiglie e tante attività non possono permettersi di pagare queste tasse e andrà sempre peggio a causa della situazione economica generale. Questo è un paese che vive sugli allori ma che non ascolta i campanelli d’allarme. S. Teresa – ha aggiunto Bartolotta – ha superato il primo gradino dei parametri che definiscono un ente strutturalmente deficitario. Ci sono più di 12 milioni di euro nel Fondo dei crediti di dubbia esigibilità, soldi che non sappiamo se mai incasserà”. 

La proposta della minoranza

La minoranza ha quindi proposto di utilizzare parte dell’avanzo di amministrazione per abbassare le cartelle della Tarip e di abbassare, inoltre, le altre tariffe. Come l’Imu, che secondo Bartolotta, andrebbe diversificata territorialmente. “Perché un immobile nella frazione Misserio – ha spiegato – non vale certo quanto un immobile situato al centro del paese. Rinunciate a qualcosa – ha concluso il capogruppo di opposizione – e fate meno tarantelle e balli. Il nostro appoggio non mancherà”.

Lo Giudice: “Numeri sbagliati, le tasse non sono al massimo”

La replica dell’Amministrazione comunale è arrivata prima per bocca del capogruppo di maggioranza, Dario Miano, e poi del sindaco Danilo Lo Giudice. “L’aliquota Imu – ha spiegato il primo cittadino – non è affatto al massimo. Questa è falsa informazione da campagna elettorale. La Tarip non è aumentata del 30% ma abbiamo stanato mille “furbetti” che prima non la pagavano. Ecco perché la somma complessiva del costo del servizio è più alta. Inoltre, la diminuzione che chiede la minoranza non è giuridicamente attuabile. Uno degli elementi che evidenzia come l’opera di risanamento contabile portata avanti da questa amministrazione continui ancora oggi – ha proseguito Lo Giudice – è il mantenimento del pareggio finanziario tra entrate e uscite. Un altro esempio? Abbiamo percepito milioni di euro di finanziamenti per lavori pubblici e riusciamo a pagare le imprese a scadenza, senza dover aspettare le somme dalla Regione. E ancora, non abbiamo mai fatto ricorso all’anticipazione di tesoreria… I numeri parlano – ha concluso il sindaco Lo Giudice – ma non possono essere interpretati arbitrariamente altrimenti si rischia di fare cattiva figura”.

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