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Messina. Il Nursind si scaglia contro i premi ai manager Asp

Serena Sframeli

Messina. Il Nursind si scaglia contro i premi ai manager Asp

giovedì 29 Dicembre 2016 - 13:01
Messina. Il Nursind si scaglia contro i premi ai manager Asp

Gli obiettivi raggiunti e il relativo premio non sono visti di buon occhio dal sindacato delle professioni infermieristiche che continua a denunciare la situazione di disagio che si vive negli ospedali

73.621 euro. E’ questa la cifra che i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina introiteranno per il raggiungimento degli obiettivi nel settore della sanità previsti dalla Regione Sicilia per il 2015. A denunciare la situazione è il Nursind Messina, il sindacato delle professioni infermieristiche.

Il segretario territoriale Ivan Alonge parla con carte alla mano, e in particolar modo delle delibera numero 2596 del 14 novembre scorso, con la quuale l’ASP di palazzo Geraci ha autorizzato il pagamento economico di un’ulteriore quota integrativa, pari al 20%, che ha incrementato gli emolumenti del direttore generale, Gaetano Sirna, un beneficio introdotto dalla legge regionale numero 5 del 2009.

“In riferimento– afferma Alonge- alla suddetta delibera, vogliamo come NurSind manifestare alcune perplessità emergenti. Tanti gli interrogativi. Il risultato di Manager e collaboratori è stato raggiunto completamente utilizzando criteri di efficacia, efficienza, economicità, soddisfazione del personale e degli assistiti? Tutto ciò appare -anche se entro i limiti della norma-, in un periodo di riduzione della spesa e di globale insoddisfazione rispetto al servizio sanitario nazionale e regionale, quantomeno inopportuno. Valutando l’operato dei premiati sulla base delle numerosissime lamentele dei colleghi, dai ricorsi che l’azienda spesso ci costringe a fare, in carenza delle norme di autotutela, e dalla qualità percepita, che tali risultati siano stati raggiunti sulla pelle delle personale, e cosa ancor più grave non solo. Crediamo che l’ASP abbia raggiunto tali risultati risparmiando sulla dotazione organica, in quanto ad oggi non risulta completa, anche sul piano del personale di supporto”.

Alonge continua parlando dei reparti e dei risparmi: “Spesso nei reparti opera personale, anche infermieristico, in quantità minore rispetto a quello da garantire, in caso di sciopero, a quello dei quantitativi minimi previsti. Abbiamo il dubbio che abbiano raggiunto tali risultati demansionando il personale infermieristico, mantenendolo talvolta ai minimi termini, forse utilizzando le reperibilità come forma di integrazione dell’organico e ancora risparmiando sui presidi sanitari, che spesso vengono a mancare. Risparmiano, i “premiati” non acquistando le divise agli infermieri e medici che svolgono il servizio di emergenza 118 ad incentivazione e quindi sulla salute degli stessi, quando la stessa legge che li fa guadagnare prevede uniformità nelle condizioni, operative e di sicurezza uguali in tutte le aziende siciliane. Risparmiano, facendo mancare le mascherine con filtri particolari per le emergenze infettivologiche nel pronto soccorso; sono riusciti a risparmiare sul personale pagando il minimo salariale tagliando su qualunque forma di incentivo al lavoro, remunerando il personale (medico ed infermieristico) con una produttività annua media inferiore meno dell’1/25simo di quello che hanno percepito loro”.

Ed ancora- termina Alonge- siamo stati costretti a denunciare alla procura della corte dei conti il ritardo per l’erogazione delle fasce contrattuali sbloccate a gennaio 2015, attendendo, inoltre una sentenza del Tar, poiché la stessa Asp non rilascia un resoconto sui fondi dello stesso personale. E ci chiediamo: la classificazione, tra le ultime posizioni della nostra splendida isola, dei nostri manager sanitari giustifica congruamente tali premi? A nome di tutti i professionisti infermieri, siamo stanchi e ancor più demotivati. Senza falsa ipocrisia mi sento di dire che siamo vittima di un sistema malato che dovrebbe essere basato sulla meritocrazia ma non lo è, che dovrebbe soprattutto incentivare la base per far crescere l’apice, ma nulla di tutto ciò avviene. Anzi, molto spesso promuoviamo azioni di ingiunzioni di pagamento per il giusto da retribuire. Vorremo consigliare a codesti amministratori di seguire l’ideologia dell’imprenditore britannico Richard Branson, il quale affermò: “I clienti non vengono per primi. I dipendenti vengono prima. Se ti prenderai cura dei tuoi dipendenti, loro si prenderanno cura dei tuoi clienti”

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