L'omaggio del mecenate alla santa patrona di Catania
Catania – Ci sono luoghi in cui la bellezza non è ornamento, ma necessità. A Librino, il futuro ha il profumo delle rose e il volto di una comunità che sceglie di prendersi cura di sé. È in questo orizzonte che si è svolta l’inaugurazione delle nuove opere del Museo a cielo aperto MAGMA, con al centro il Roseto di Sant’Agata, omaggio della Fondazione Antonio Presti alla Santa Patrona di Catania e al quartiere. Alla cerimonia hanno preso parte le autorità politiche, civili e militari, tra cui il sindaco di Catania Enrico Trantino, con l’assessore alle Politiche per l’Ambiente ed Ecologia, Massimo Pesce, al Verde Pubblico, Giovanni Petralia, e alla Pubblica Istruzione, Andrea Guzzardi, in un momento che segna una tappa cruciale del lungo percorso di rigenerazione urbana e umana avviato oltre vent’anni fa.
Le scuole alla giornata
A dare forza e profondità all’intera giornata è stata la partecipazione straordinaria di tutte le scuole di Librino, che hanno trasformato l’evento in una vera e propria festa di comunità. Un’onda colorata e rumorosa di oltre tremila bambini che ha restituito l’immagine di un territorio vivo, capace di riconoscersi e raccontarsi attraverso le nuove generazioni, protagoniste consapevoli di un momento collettivo di grande valore simbolico.
In questo contesto, il 29 e 30 gennaio la Fondazione Antonio Presti ha donato per la prima volta al quartiere la sfilata delle Candelore agatine. Undici cerei votivi, accompagnati dalla tradizionale “annacata”, hanno attraversato Librino, riconoscendolo come parte viva e centrale della comunità cittadina. Un gesto che rompe il confine simbolico della periferia e restituisce al quartiere un ruolo pieno nel racconto identitario di Catania, di cui la Porta dei Sogni diventa il cuore pulsante. Un passaggio carico di significato, che ha assunto il volto della festa popolare, della musica, dell’infanzia e della speranza, restituendo a Librino un’immagine di energia, appartenenza e orgoglio collettivo.
Il dono del Roseto
Il Roseto di Sant’Agata non è un semplice intervento artistico, ma un gesto carico di significato spirituale e civile. Ispirato all’espressione popolare «Hai a bucca comu ’na rosa», richiama l’immagine di una parola che non ferisce, che non si piega alla violenza, che profuma di verità e giustizia. È un dono della Fondazione Antonio Presti agli abitanti di Librino e ai bambini delle scuole del quartiere, chiamati a diventare custodi della bellezza come atto di responsabilità quotidiana..
A completarla sono le tremila mattonelle in terracotta, modellate e decorate dai bambini di Librino insieme alle loro famiglie: sogni semplici e profondi, parole di speranza, richieste di futuro. Ogni mattonella è una voce, ogni frammento una promessa che non separa, ma unisce centro e periferia, presente e domani. Le nuove installazioni della Luna e delle Stelle, realizzate da Filippo Messina, ampliano e rafforzano questo racconto simbolico.
Educare i bambini a piantare rose
“La fragilità è una forza – ha dichiarato padre Orazio Bonaccorsi – quando siamo deboli impariamo ad ascoltare davvero. È allora che si apre lo spazio per la luce. Le candelore non sono solo tradizione e bellezza, ma segni che indicano la luce, quella che orienta lo sguardo e il cammino. Sant’Agata ci insegna proprio questo: non guardare a se stessi, ma alla luce”.
Il Roseto di Sant’Agata si afferma come un intervento di rigenerazione urbana, culturale e spirituale, capace di restituire centralità e dignità a Librino, trasformando la devozione in visione progettuale e la bellezza in responsabilità collettiva, condivisa dalla comunità e orientata al futuro.
“Bisogna educare i bambini a piantare rose – ha sottolineato Antonio Presti – per imparare a custodire la fragilità. Un fiore cresce solo se qualcuno se ne prende cura, così come una comunità cresce se impara a proteggere ciò che è delicato”.
