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Due società in vita, ma non si sa chi si occuperà della spazzatura dal 1 marzo

Francesca Stornante

Due società in vita, ma non si sa chi si occuperà della spazzatura dal 1 marzo

venerdì 23 Febbraio 2018 - 07:06
Due società in vita, ma non si sa chi si occuperà della spazzatura dal 1 marzo

Il liquidatore di Messinambiente Giovanni Calabrò ha scritto alla Prefettura per chiedere un incontro urgente per trovare le soluzioni in vista della scadenza dell'ordinanza che ha consentito la gestione dei servizi fino ad ora. MessinaServizi non è pronta. E sullo sfondo la sensazione è quella di un braccio di ferro continuo

Cosa succederà dal prossimo 1 marzo? Un’altra scadenza è alle porte, per l’ennesima volta il servizio rifiuti è appeso a un filo sottilissimo. In questi anni è successo ciclicamente ogni volta che si avvicinava il termine per le ordinanze contingibili e urgenti con cui di volta in volta il sindaco Renato Accorinti ha rinnovato l’affidamento dei servizi a Messinambiente. Quella siglata lo scorso 29 dicembre doveva essere l’ultima, giusto per garantire continuità ai servizi e concedere 2 mesi di tempo che dovevano bastare per chiudere il passaggio del testimone a MessinaServizi. Invece ad oggi, a cinque giorni dalla scadenza, la situazione è quella di due mesi fa. L’obiettivo a parole resta quello di far partire la nuova società dal 1 marzo. Lo ha ribadito a più riprese l’assessore Daniele Ialacqua anche durante l’incandescente commissione consiliare di mercoledì mattina. Ma nei fatti mancano ancora i passaggi fondamentali: trasferimento del personale, firma dell’usufrutto del ramo d’azienda e conseguente passaggio di mezzi e attrezzature per lo svolgimento dei servizi. Il contratto di usufrutto ancora ha bisogno di alcuni aggiustamenti che evidentemente non sono stati ancora messi a punto e non hanno trovato l’accordo delle due società coinvolte nell’operazione.

Nel frattempo però il liquidatore di Messinambiente ha deciso di andare per la sua strada e ha scritto al neo Prefetto e al sindaco Renato Accorinti per segnalare che la situazione è delicatissima e che servono decisioni da prendere subito per non mettere a rischio la prosecuzione dei servizi dal prossimo 1 marzo. Al prefetto Maria Carmela Librizzi e al primo cittadino, Calabrò ha inviato una nota urgente per chiedere un immediato incontro sull’ordinanza sindacale in scadenza tra qualche giorno. Per il liquidatore un incontro «risulta necessario e indispensabile dal momento che, da parte dell’amministrazione comunale, Messinambiente non ha avuto comunicazione alcuna sull’eventuale prosecuzione dell’affidamento dei servizi di igiene ambientale». Calabrò scrive dunque che da Palazzo Zanca non c’è stata alcuna disposizione e per questo mette nero su bianco che la società «potrebbe non essere nelle condizioni, per ovvi motivi, di poter effettuare alcun servizio di igiene ambientale».

Calabrò, paventando il rischio di emergenza rifiuti a cui si potrebbe andare incontro, tira in ballo anche l’ultima nota con cui due giorni fa l’assessore Ialacqua ha chiesto al Dirigente Dell’Acqua di avviare le procedure per l’affidamento a MessinaServizi, ricevendo però una risposta negativa che chiama in causa direttamente l’amministrazione comunale che dovrebbe assumersi la responsabilità di decisioni così importanti.

E poi non manca neanche un riferimento a MessinaServizi: Calabrò cita una nota di Ginatempo che risale a ottobre e che specificava che la nuova società all’epoca non sarebbe stata in grado di rilevare i servizi di Messinambiente per difficoltà nel trasferimento dei mezzi, degli assets e degli impianti. Così, nonostante da quella nota siano passati diversi mesi, Calabrò la riprende perché i fatti dicono che ad oggi quelle difficoltà effettivamente non sono state superate. E dunque MessinaServizi è pronta a ricevere il testimone? Calabrò aggiunge che «ancora oggi persistono in MessinaServizi le difficoltà evidenziate e sembrano di non facile soluzione a breve, dato che l’operatività della società affidataria al momento rimane in capo totalmente a MessinAmbiente».

Calabrò punta dunque a una nuova ordinanza. Per questo chiede una convocazione urgentissima dalla Prefettura per esaminare possibili soluzioni da mettere in campo. Soluzioni che dovevano già essere messe in atto almeno negli ultimi due mesi, ma quello che è accaduto è stato sotto i riflettori e dunque le conseguenze iniziano a farsi sentire. Ovviamente sempre quando il tempo stringe.

Francesca Stornante

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