ScN e la rigenerazione di Messina dal 2018: "Chi attacca su cantieri e strade chiuse è uno sciacallo"

ScN e la rigenerazione di Messina dal 2018: “Chi attacca su cantieri e strade chiuse è uno sciacallo”

Giuseppe Fontana

ScN e la rigenerazione di Messina dal 2018: “Chi attacca su cantieri e strade chiuse è uno sciacallo”

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martedì 07 Aprile 2026 - 13:00

Basile, De Luca e Mondello hanno ripercorso quanto fatto in 8 anni, dalla programmazione e dalla visione fino ai risultati: "Tutto frutto di una strategia complessiva".

MESSINA – Si è parlato di rigenerazione e “cantieri” nella consueta conferenza stampa del martedì di Federico Basile e Cateno De Luca. Alla Galleria Vittorio Emanuele con loro l’ex vicesindaco Salvatore Mondello, che ha illustrato l’attività svolta in questi anni con una delle deleghe sicuramente più delicate.

Basile: “Dal 2018 si è iniziato a programmare”

Il sindaco uscente è stato il primo a parlare. Basile ha commentato partendo dal “Piano Triennale delle Opere Pubbliche, in cui c’è una frase particolare. È ‘addio al libro dei sogni’. Perché negli anni queste opere erano state inserite quasi a sentimento, senza alcuna documentazione di fattibilità. Dal 2018 la visione è cambiata non solo in questo ma anche per l’attuabilità dei progetti. In questi anni il vicesindaco Mondello ci ha spiegato i vari piani, il Pums, il Pgtu. Tutti accomunati dalla P di piano, programmazione. La partenza è stata nel 2018. Da quell’anno abbiamo cominciato ad aprire le carte e a capire che era necessario creare questi strumenti di programmazione che l’ente non aveva mai avuto. Da qui un crescendo di opere legate alla tutela del territorio, all’edilizia scolastica, al tpl. L’assessore Mondello dal 2018 ha avuto un onere fondamentale, a volte avverso alle simpatie di qualcuno. Ma la programmazione di una città non si fa regalando sogni o immagini ma con concretezza”.

Mondello: “De Luca mi ha regalato un sogno”

Poi Mondello, che ha ringraziato “l’onorevole De Luca per avermi regalato un sogno. E cioè quello di poter mettere in pratica ciò che ho studiato tutta la vita. In questi anni ho potuto esercitare queste competenze nell’urbanistica dall’interno. Poter essere utile alla città per me è stato ed è un orgoglio”. L’ex assessore ha poi risposto alle critiche: “Ci hanno detto che non avevamo visione, ma hanno visto un film diverso. Una città che si è dotata di tutti questi piani è riuscita a fare tanto”. Mondello ha citato Pums, Pgtu, Pudm. E ha aggiunto che “concentrare un’attività di 8 anni con il piede sull’acceleratore sempre al massimo è complicato. Abbiamo ragionato con una strategia complessiva”. Divisi in macro aree, Mondello ha illustrato interventi “di carattere territoriale e sociale. Questo rappresenta il nostro modo di intendere la città. Tutte queste attività sono passate da questa strategia”. Ha poi citato la via Don Blasco, “che ancora ogni tanto si dice che non è completa e ha avuto tante inaugurazioni. Forse non ci ricordiamo che abbiamo ereditato un appalto con più problemi, come le baracche di via D’Arrigo, la mancanza di valutazione ambientale, la mancanza delle verifiche sismiche del viadottino dove stiamo lavorando. Ricordatevi la Rifotras, altra cosa risolta. È ingiusto non riconoscere il merito a chi oggi ha avuto un ruolo fondamentale nel dare alla città questa fondamentale arteria”.

Castel Gonzaga, Piazza del Popolo e Piazza Cairoli

Mondello ha anche parlato delle altre macro aree, parlando della valorizzazione di Castel Gonzaga attraverso uno stanziamento di oltre 4 milioni e mezzo dal Masterplan. Poi “Piazza del Popolo, per cui tutti ci dicevano cosa fare e cosa non fare. Oggi questa realtà esiste ed è inserita nella strategia. Ricordiamoci che è in previsione la riqualificazione di Largo Seggiola che è collegata a Piazza Cairoli, in parte già riqualificata. Sono tutte attività sotto gli occhi di tutti. Più dei fatti cosa devo raccontare? Sono fatti”. L’ex assessore ha anche citato, ma soltanto rapidamente, edilizia scolastica e trasporto pubblico locale, temi già affrontati in altre conferenze.

Mondello sulle strade: “Piano pluriennale”

Poi le strade, una questione centrale nelle ultime settimane. Mondello ha spiegato: “Messina ha 900 km di strade, più di Milano. La stima che usciva nel 2019 era di 80 milioni di euro. Le strade non sono soggette a finanziamenti extra bilancio se non con progetti speciali. A quella data Cateno De Luca mi disse di partire con 10 milioni. Molti si sono poi dimenticati della tempesta perfetta del Covid. Quei fondi li abbiamo usati senza esitare per la pandemia. In quegli anni sulle strade abbiamo lavorato con fondi marginali per questa necessità. Abbiamo speso comunque 12 milioni di euro per la manutenzione stradale, Viale Boccetta, parte della via La Farina, viale della Libertà. Non sono sufficienti su oltre 900 km? È vero. Ma è per questo che è nato il piano pluriennale che prevede due linee di intervento, con buona pace di chi dice che raccontiamo cose senza fare i fatti. Da un lato c’è un appalto da 6 milioni di euro per i villaggi. Dall’altro il secondo intervento con un bando regionale per un finanziamento da 32 milioni. I primi 16 sono arrivati la scorsa settimana e penso che gli appalti partiranno entro i famosi 35 giorni”.

L’ex Macello e il waterfront

Mondello ha proseguito parlando dell’ex Macello, “di cui molti non hanno capito la portata. L’appalto oggi è in corso e prevede la riqualificazione di tutto il waterfront dalla stazione allo Zir. Il piano è in fase di valutazione ambientale alla Regione e quindi dobbiamo aspettare procedure che sicuramente andrebbero snellite. Ma questo è un tassello fondamentale della strategia. All’interno dell’ex Macello ci saranno attività di ricettività sociale e attività che riguardano il mare”. A questo si collega “anche l’I-Hub spostato proprio in via Santa Cecilia“, come ha sottolineato Basile. L’ex vicesindaco ha voluto poi continuare nel suo racconto sulla rigenerazione anche l’area delle ex Enel – Torri Morandi, con il parcheggio e le strade che collegheranno alla via Senatore Arena. Oltre alla riqualificazione della struttura stessa, inizialmente partita “in sinergia con il Maxxi ma oggi con valenza internazionale”.

La “visione” e i parcheggi

Mondello ha anche attaccato chi “dice stronzate senza leggere le carte”. E ancora: “La visione si chiama visione perché ha un rilascio lento. Alcuni parcheggi sono entrati già a sistema per vocazione naturale. Era folle non usare l’area dell’ex Gasometro, ad esempio. Altri nel tempo saranno più utilizzati. Ricordiamoci che la mancanza di visione ci ha portati a costruire case senza strade e senza parcheggi”. L’ex assessore ha parlato anche del Peba, il piano di eliminazione delle barriere architettoniche, e del progetto “Messina accessibile, con una miriade di interventi che raggiungeranno tutto il territorio comunale, tra Pon Plus e fondi Poc”. Il passaggio finale di Mondello è stato di nuovo sul “waterfront, figlio del Piau e di una serie di attività operative in corso. Il tema principale è liberare l’affaccio dalle barriere fisiche che sono state collocate nel tempo. C’è un elemento di cesura che è la ferrovia, che sarà interrata per eliminarla. Dove non sarà possibile ci saranno terrazze panoramiche che ci permetteranno di superarla. Raggiungere il mare a piedi dal centro città sarà bellissimo per i messinesi e per chi visiterà Messina”.

De Luca: “Per colpa di Mondello niente triple file”

Dopo di lui ha parlato Cateno De Luca. Ha raccontato: “Quando ho conosciuto Mondello era il 2003 e volevo fare un piano strategico per Fiumedinisi. A 23 anni di distanza lì arrivano ancora finanziamenti. Non basta la visione se l’amministrazione non la trasforma in azione. Salvatore Mondello passerà a miglior vita politica perché è colpa sua se la gente non può prendere più il caffè in tripla fila. È colpa sua se ci sono i cantieri che hanno fatto più danni di una bomba atomica. Passerà a miglior vita politica perché ce lo dobbiamo far fare fuori. Anche perché ricordiamoci che stiamo lavorando per le regionali. Lui non vorrebbe fare più politica e vorrebbe fare altro perché è poliedrico”.

“Sciacalli usano i cantieri per la campagna elettorale”

De Luca ha raccontato diversi aneddoti del passato e poi ha parlato ancora di quanto fatto: “Questa città deve riuscire ad assorbire e valorizzare quel milione di visitatori che sbarcano qua e non ha la capacità di farli spendere. Il Corso Umberto di Taormina una volta era aperto al traffico, oggi è inimmaginabile. Lo sottolineo perché qui a Messina sbarca un milione di visitatori, ma perché devono andare a Taormina bruciando due ore di tempo? La visione è semplice: questo è l’ingresso? Dobbiamo far andare questi turisti nei villaggi, ognuno con il proprio brand. Per farlo dovevamo consentire parcheggi di interscambio, una mobilità che funziona, e quei taxi driver che caratterizzeranno Messina. Vi assicuro che siamo solo all’inizio, ma abbiamo gettato le basi per una città che volerà. Ci indigniamo quando c’è chi deve fare lo sciacallo e cavalcare il malcontento legittimo per le strade chiuse e le aree inibite. Ma i lavori come si fanno? Avere sciacalli che fanno campagne elettorali su questo non è possibile”. La risposta è all’attacco di Marcello Scurria su cantieri e strade, arrivato proprio durante la conferenza stampa.

L’attacco finale: “Non cadete nelle trappole degli sciacalli”

Basile ha voluto poi fare i complimenti “al direttore dei lavori di Torre Faro che ha visto errori e ha bloccato i lavori per farli rifare. Ha fatto bene”. De Luca gli ha dato ragione ricordando che “io ho dovuto fare smontare porcherie che andavano fermate e invece, nonostante gli errori, sono state collaudate e aperte prima del nostro arrivo. Oggi la città è un cantiere, ma ai messinesi dico di non cadere nelle trappole degli sciacalli. Avete fatto scelte intelligenti nel 2018 e nel 2022, oggi stiamo completando quella fase. Vi ricordate il porto di Tremestieri con i lavori fermi da due anni? Sono andato con le ruspe e mi sono preso le denunce. Era normale restare fermi? La via Don Blasco appaltata e con il cantiere mai consegnato era normale? La Rifotras era normale? Mi sono ritrovato con il palazzo comunale invaso, ricatti e denunce. Abbiamo archiviato tutto ma va ricordato perché il tempo non può logorare la memoria. La nostra non è propaganda ma il racconto di una storia che a qualche messinese va ricordata. Perché in tanti possono essere distratti da questi tentativi di sciacallaggio”.

Basile: “Ricordiamo la storia a chi ha memoria corta”

Nel finale, Basile ha parlato dell’isola pedonale: “All’inizio ci furono ritardi perché i sottoservizi erano a 3 cm e non a 30. Quindi cosa abbiamo dovuto fare? Scavare e sistemare i sottoservizi. Oggi invece si sta andando avanti e credo pure che i lavori siano ben apprezzati. Fanno il paio con i lavori con cui stiamo cambiando le tubature dell’acqua, no? Questa è la strategia e fa parte di questa storia recente che stiamo spiegando a chi ha memoria corta”.

2 commenti

  1. Sciacallo!!!Ricorda il buon Rino Piccione dei bei tempi.E’ vero,hanno fatto molti aggiustamenti,ma spesso con appalti e subappalto il manto stradale dopo qualche mese era peggio di prima.Non riusciranno a rientrare nei tempi previsti per il Vascone con disagi sia per commercianti che per i cittadini.Di queste cose chi si prende la responsabilità?E vogliono fare il ponte in 10 anni?sogni…

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  2. Effettivamente si sentiva la mancanza del visionario ingegnere/architetto che ha progettato la città a misura di chi gira in auto blu o dei turisti, mentre il resto dei messinesi viene estromesso da casa propria e dai propri esercizi commerciali.
    Mandiamoli a casa loro!
    Messina e la Sicilia libere e democratiche!

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