Dopo la nota di pochi giorni fa della FP Cgil, il sindaco di Lipari Marco Giorgianni si difende dalle accuse mosse dal sindacato e spiega i motivi delle perplessità sulla risoluzione della vertenza che riguarda gli ex lavoratori delle cave di Pomice.
Una replica secca, forte, polemica. Il Sindaco di Lipari Marco Giorgianni non ci sta ad essere etichettato come il responsabile della battuta d’arresto subìta dalla vertenza Pumex. Pochi giorni fa ad addossare colpe sul primo cittadino eoliano era stata la Fp Cgil, che non le aveva certo mandate a dire. Giorgianni però vuole fare chiarezza e ristabilire la verità dei fatti.
“Se “sforzi” sono stati profusi questi non possono essere vantati da altri se non dall’amministrazione comunale. Ricostruzioni fattuali affrettate e prive di fondamento, per addebitare “atteggiamenti irresponsabili”- come dichiarato da alcuni sindacalisti – perdono fondamento laddove è manifestamente riscontrabile dai fatti e dagli atti prodotti quale sia stata ed è l’effettiva azione di governo condotta strenuamente per assicurare un futuro occupazionale ai lavoratori” esordisce il sindaco.
Giorgianni spiega che la prosecuzione del progetto obiettivo varato dal Comune di Lipari per il corrente anno è stato frutto di costante e intensa attività di concertazione tra il Sindaco di Lipari e l’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, ma mai questa Amministrazione ha condiviso il percorso seguito, né lo ha considerato definitivo o sufficiente, ma ne ha chiesto ed ottenuto il rinnovo per fronteggiare l’emergenza occupazionale, senza riscontrare alcuna utilità o sprono da parte dei sindacati. Nonostante tutto il raggiungimento di tale obiettivo è stato possibile solo grazie all’azione incisiva dell’Amministrazione che concretamente ha sortito un decisivo intervento sul fondo delle autonomie locali a carico del quale, con la previsione di un articolo di legge ad hoc, è stata posta, per l’esercizio 2014, la somma di 600 mila euro per garantire la prosecuzione del progetto.
Nei giorni scorsi l’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica ha emanato il decreto che dispone l’impegno delle suddette risorse a favore del Comune di Lipari il quale ha individuato una soluzione per l’anticipazione di quelle necessarie, anche in assenza di bilancio, onde garantire le retribuzioni dovute ai lavoratori. Ad oggi nessuna concreta proposta è stata fatta all’Amministrazione per la stabilizzazione dei lavoratori neanche da parte dell’Assessore ai Beni Culturali, se non attraverso un incontro tenutosi a Lipari, a cui, il Sindaco non era presente perché non era stato informato, nel corso del quale sono state ventilate solo ipotesi.
“Nessun atteggiamento ostativo al trasferimento di questo personale all’Assessorato Regionale ai Beni Culturali, purché tale proposta abbia i necessari contenuti di tutela dei lavoratori specie con riferimento alla loro stabilizzazione, ci si chiede però quali garanzie possano discendere da ipotesi di utilizzo dei lavoratori presso altra Amministrazione, ma utilizzando “inizialmente” gli stessi fondi destinati al progetto finanziato per lo svolgimento di attività presso il Comune di Lipari. Non si possono che sollevare dubbi e perplessità circa l’attuazione della prima ipotesi”.
Giorgianni ritiene che le perplessità manifestate non siano assolutamente fuori luogo, anche alla luce dell’esperienza maturata in questi anni che ha visto l’inerzia delle istituzioni riguardo alla vertenza dei lavoratori. Perplessità che vanno tradotte in espressione di tutela anche se, aggiunge il Sindaco, “non manca l’interrogativo – vista la nota dei sindacati – su quale sia il grado di interesse degli stessi lavoratori, o parte di essi, a tale azione di tutela”.
