Il comitato "La scuola che respira" sottolinea che, considerata l'emergenza post ciclone Harry, la Didattica a distanza andava stabilita tempestivamente
“La scelta attendista e la mancanza di visione emergenziale: quando l’emergenza sospende il diritto allo studio. La Dad, Didattica a distanza andava stabilita tempestivamente a Santa Teresa di Riva. L’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito la Sicilia orientale con il ciclone Harry non è stata un semplice episodio di cattivo tempo ma un evento estremo, certificato da dati scientifici senza precedenti negli ultimi decenni. In un’emergenza territoriale di tale portata, il ruolo di indirizzo e coordinamento dell’Ufficio scolastico provinciale e dell’Ufficio scolastico regionale risulta determinante per consentire alle istituzioni scolastiche di attivare tempestivamente la didattica a distanza”. A sottolinearlo Francesco Aloisi, attivista e coordinatore del comitato nazionale “La scuola che respira”.
Questa la comunicazione dell’Istituto superiore Caminiti-Trimarchi di Santa Teresa di Riva, che si trova proprio sul lungomare: “Si comunica che in ottemperanza a quanto disposto dalle ordinanze n. 20 del sindaco, le attività didattiche saranno sospese fino mercoledì 28 gennaio”.
Rispetto alla posizione di questo movimento nazionale, va ricordato, però, che sono mancate per giorni, in una zona estesa, luce e acqua. E attivare subito la Dad, con il collegamento Internet, avrebbe potuto essere complicato.
“Il ciclone Harry e il diritto allo studio come servizio essenziale”
Continua la nota del comitato “La scuola che respira”: “Secondo Ispra, nel Mediterraneo è stata registrata un’altezza d’onda massima di 16,66 metri, la più elevata da quando esistono rilevazioni strumentali. Il Sias ha inoltre attestato che il 20 gennaio è stata la giornata più ventosa degli ultimi 24 anni in Sicilia, non tanto per il picco massimo quanto per la persistenza del vento e la sua estensione territoriale. Le immagini satellitari di Copernicus mostrano chiaramente come la riviera jonica messinese sia stata tra le aree più duramente colpite, con danni gravissimi alla viabilità costiera. In questo contesto, la chiusura delle scuole non è stata una scelta discrezionale, ma una necessità oggettiva. Lungomare distrutti, strade compromesse, collegamenti precari, interruzioni elettriche e persino la presenza dell’esercito sul territorio restituiscono il quadro di una vera emergenza infrastrutturale. Tuttavia, a fronte di una prolungata sospensione delle attività in presenza, ciò che può legittimamente destare perplessità è la mancata attivazione tempestiva della didattica a distanza”.
E ancora: “La Dad non rappresenta una soluzione ideale ma è uno strumento già normato, collaudato e concepito proprio per garantire la continuità didattica in situazioni straordinarie. Una volta ripristinata l’energia elettrica e assicurata una connettività minima, il suo avvio – anche temporaneo – avrebbe consentito di tutelare il diritto allo studio, evitando al contempo di gravare su una viabilità già fortemente compromessa. L’argomento secondo cui Messina città avrebbe subito danni limitati non appare risolutivo. Il diritto allo studio non è circoscritto al centro urbano, ma riguarda l’intera provincia, in particolare le comunità della riviera jonica, di fatto isolate per giorni. Valutare la situazione esclusivamente in base alle condizioni del capoluogo significa ignorare una parte significativa del territorio e della popolazione scolastica. In emergenza, l’attesa prolungata non equivale a prudenza. Al contrario, rischia di trasformarsi in attendismo, con effetti concreti e immediati su migliaia di studenti e famiglie. Non decidere, in questi casi, è già una decisione: quella di sospendere un servizio pubblico essenziale”.
Conclude il comitato: “Una scelta più lungimirante sarebbe stata l’attivazione della didattica a distanza subito dopo il ripristino delle condizioni tecniche minime, accompagnata da un monitoraggio costante e da un rientro graduale in presenza al migliorare della situazione. Questo avrebbe consentito di coniugare sicurezza, continuità didattica e responsabilità istituzionale. L’emergenza richiede rapidità decisionale e visione. Perché, soprattutto in contesti straordinari come quello vissuto dalla riviera jonica, il diritto allo studio non può restare in attesa di valutazioni indefinite”.

Questi super eroi volevano comandare in Italia e vorrebbero comandare la Sicilia