Scurria, il decentramento "sarà una rivoluzione": dai "sindaci di quartiere" a fondi e dirigenti

Scurria, il decentramento “sarà una rivoluzione”: dai “sindaci di quartiere” a fondi e dirigenti

Giuseppe Fontana

Scurria, il decentramento “sarà una rivoluzione”: dai “sindaci di quartiere” a fondi e dirigenti

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venerdì 03 Aprile 2026 - 12:44

Il candidato sindaco del centrodestra ha riunito i sette prescelti a correre per il ruolo di presidenti di circoscrizione: "Più potere e risorse a chi vive il territorio"

MESSINA – Marcello Scurria (qui l’intervista di Tempostretto al candidato) ha presentato uno dei temi centrali del suo programma da candidato sindaco del centrodestra. Si tratta del decentramento, che ha definito una “rivoluzione amministrativa”, spiegando come cambierà il rapporto tra Palazzo Zanca e le varie municipalità qualora fosse lui a essere eletto come prossimo primo cittadino. Questa “rivoluzione” passerebbe da un cambio di paradigma, con maggiore potere assegnato ai presidenti e ai consigli di circoscrizione. Un potere che passerebbe da risorse ben precise per i servizi, tra bilancio ed extra bilancio, così da “avvicinare la città ai cittadini, e non viceversa”.

I 7 candidati alla presidenza delle circoscrizioni

Una “politica di prossimità” che lui stesso ha spiegato in mattinata. Nel suo quartier generale all’angolo tra via Cesare Battisti e via Tommaso Cannizzaro, al suo fianco si sono seduti i sette candidati presidenti delle varie circoscrizioni. E cioè, in ordine di municipalità, Alessandro Costa, Davide Siracusano, Alessandro Cacciotto, Nicola Cucinotta, Raffaele Verso, Salvatore Scandurra e Francesco Pagano. Ben cinque di loro sono presidenti uscenti.

Scurria: “I presidenti saranno i sindaci dei quartieri”

Scurria ha poi aperto la conferenza stampa, spiegando che il decentramento “è un punto fondamentale del nostro programma. Sarà una vera rivoluzione amministrativa nella nostra città. A cosa pensiamo e come vogliamo archiviare il passato? Nelle circoscrizioni ci abitano i cittadini con la loro vita quotidiana e i loro problemi. Spesso il palazzo questo lo dimentica. La rivoluzione consisterà nel superare il potere centralizzato, che ha creato e continua a creare tanti disagi. Ho iniziato a visitare i quartieri definiti periferici, ma anche in centro ci sono una serie di periferie che spesso sono state dimenticate. Con Marcello sindaco di Messina si cambia. Per quanto mi riguarda non intendo accentrare il potere, distribuendo risorse a seconda di chi le chiede. Da oggi per me i presidenti saranno i sindaci dei quartieri. Loro rappresentano l’amministrazione nelle varie circoscrizioni”.

In ogni circoscrizione anche “un dirigente e dotazione finanziaria”

E ancora: “Ma come deve avvenire? L’amministrazione deve essere garantire maggiore prossimità. Serve personale amministrativo e tecnico, un dirigente e dotazione finanziaria. I dirigenti si devono occupare in maniera autonoma dei problemi di ogni quartiere, confrontandosi col sindaco del quartiere. La giunta comunale e il consiglio comunale devono occuparsi di altro, non si può centralizzare tutto perché tutto diventa più difficile. Penso al verde, alle strade, ma anche a tutti i problemi che i cittadini rappresentano ogni giorno alle sedi circoscrizionali. La sfiducia nella politica nasce quando a loro non si danno risposte. In questi anni il palazzo è stato percepito come un potere distante a cui chiedere senza ricevere risposte. Serve ad esempio un distaccamento di vigili in ogni circoscrizione”.

Scurria: “I soldi dei servizi di oggi alle circoscrizioni”

Poi un attacco: “Dal Comune in questi anni non è stato trasferito un solo euro. Per me le circoscrizioni devono diventare organi vicini alle persone. I soldi dove li prendiamo? I fondi per i servizi oggi gestiti centralmente saranno trasferiti ai vari quartieri. Ma useremo anche fondi extra bilancio. E vi dico un’altra cosa: c’è un problema anche con le sedi. Faccio un esempio e penso alla seconda municipalità, che ha la sede allo stadio Franco Scoglio. Ma si può chiedere a un cittadino di arrivare nella casa degli sportivi per chiedere un certificato o un cambio di residenza? Non vogliamo solo un palazzo Zanca bellissimo e sedi di quartieri negli scantinati. Cambieremo queste sedi e li riempiremo di servizi, non solo lo sportellino dell’Amam, che è comunque utile. Serve questo per rendere la vita un po’ più semplice dando risposte certe”.

Un presidio di polizia municipale e “un mercato di quartiere”

Oltre al presidio fisso della polizia municipale, Scurria ha parlato anche di “un mercato di quartiere. Ce ne deve essere uno in ogni circoscrizione e quelli che ci sono vanno sistemati in tempi celeri, non come successo con il Vascone. Bisogna superare questo modello centralizzato, per una città più vicina alle persone. Vogliamo che il Comune arrivi sotto le case, non il contrario. I quartieri devono diventare luoghi decisionali, dove presidenti e consiglio si assumono le responsabilità e rendono conto ai cittadini. Per troppi anni il cittadino è stato distante”.

La “visione” in 6 punti: coste, colline, edilizia e semiperiferie

I candidati presidenti delle sette circoscrizioni, in un paio di minuti ciascuno, si sono presentati e hanno esposto alcuni dei problemi vissuti in questi anni. Poi Scurria ha annunciato che saranno 6 punti programmatici sul tema: “Per la rivoluzione ci vuole tempo. Qui abbiamo presidenti uscenti e addetti ai lavori che riportano i problemi dei loro territori. La rivoluzione passa da qui, dal guardare avanti e dal risolvere questi problemi. A tutti loro chiederemo conto di come gestiranno questi fondi che assegneremo. A parte l’ordinaria amministrazione, i titoli di questi 6 punti riguardano i problemi e il potenziamento di queste circoscrizioni. La nostra visione prevede 6 programmi”. E cioè: “La valorizzazione della marine costiere, delle frazioni collinari, del sistema lagunare Ganzirri Torre Faro, Capo Peloro, delle periferie di edilizia pubblica e delle semiperiferie residenziali. La sicurezza sarà inoltre punto cardine dell’azione amministrativa con l’individuazione di aree a rischio e post calamità”.

Le risorse: “Fondi extra bilancio in base alle esigenze”

Sulle risorse ha poi aggiunto: “Utilizzeremo i fondi extra bilancio meglio di quanto è stato fatto con progetti come Foresta Me o grandi opere mai realizzate. La spesa sarà coerente con le richieste dei quartieri. Non ci sarà il Pnrr ma tutto il resto sì. Se si fossero ascoltati i cittadini e i presidenti forse certi disagi che oggi vive la città sarebbero attenuati. Questi presidenti saranno sindaci di quartieri di decine di migliaia di cittadini. Ciascuno deve fare il proprio lavoro bene e lo deve fare sapendo che non c’è una distanza siderale tra i villaggi e Palazzo Zanca. Il Comune dovrà occuparsi della visione della città. I consiglieri comunali devono fare indirizzo, non i consiglieri di quartiere”. Scurria ha anche spiegato che servirebbero “5 milioni di euro a ogni circoscrizione. So bene che questi fondi nei bilanci non ci sono, partiremo dalle somme che servono. Poi con i fondi extra bilancio andremo a implementare in base alle esigenze di ogni circoscrizione e alle caratteristiche dei territori”. E quindi la quantità di popolazione e le peculiarità dei villaggi saranno cruciali anche nell’eventuale assegnazione di queste risorse.

Gli strumenti della “rivoluzione”

In sintesi, quindi, gli strumenti per attuare questa “rivoluzione amministrativa” saranno diversi. In primis la dotazione finanziaria e la nomina di un dirigente per ogni circoscrizione, così da fare da “raccordo tecnico-amministrativo tra Palazzo Zanca e la sede circoscrizionale”. Poi i “sindaci di quartiere” parteciperanno alle riunioni della Giunta comunale se all’ordine del giorno ci sono argomenti che riguardano i problemi del loro territorio. E a questi si aggiungono il presidio di polizia municipale, cioè il famoso “vigile di quartiere”, oltre al mercato settimanale (alimentare e non). Così Scurria e il centrodestra vorrebbe avvicinare i cittadini a Palazzo Zanca, grazie alle circoscrizioni che diventerebbero strumenti operativi.

Un commento

  1. moralizzatore 3 Aprile 2026 17:15

    Pero’ non riesco a capire come mai nessuno si occupa piu’ dell’assistenza infermieristica domiciliare agli anziani,dove anche un semplice consiglio terapeutico li faceva star bene.una volta questo servizio lo facevano alcune cooperative.

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