Scurria: "Messina di Basiluca non è cambiata ma lo Stretto ci salverà" L'INTERVISTA

Scurria: “Messina di Basiluca non è cambiata ma lo Stretto ci salverà” L’INTERVISTA

Marco Olivieri

Scurria: “Messina di Basiluca non è cambiata ma lo Stretto ci salverà” L’INTERVISTA

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mercoledì 01 Aprile 2026 - 08:45

Il candidato sindaco del centrodestra attacca "il sistema di potere" di De Luca e Basile. "Serve un'agenzia governativa per valorizzare la sinergia con Reggio"

di Marco Olivieri

MESSINA – Marcello Scurria candidato sindaco a Messina per il centrodestra, c’è chi sostiene che lei alimenti troppe polemiche, piuttosto che concentrarsi sul programma…

“Qui le critiche vengono scambiate per polemiche. Le critiche e il confronto fanno parte della democrazia. Se criticare un comportamento, una scelta di chi ha amministrato per otto anni, viene tradotto immediatamente in polemica, allora siamo veramente messi male. Aggiungo che i comprimari che a Messina si lamentano delle critiche sollevate da me, nel corso di questo inizio di campagna elettorale, si dovrebbero rivolgere a Cateno De Luca, che va a Barcellona, a Milazzo e a Giardini per dire le stesse cose. Anzi, ho capito che ormai è diventato una sorta di copiatore seriale. Io ho parlato di periferie, e ho annunciato la mia candidatura sindaco in una periferia, e ora vedo che lui si occupa delle periferie di Barcellona, di Milazzo. Questo mi fa piacere. Abbiamo scoperto che il sommo De Luca copia, alla fine. Lui che pensa di essere una spanna sopra gli altri. Ma, al di là di questo, a Messina c’è un’emergenza democratica”.

In che senso?

“Come ho più volte denunciato, la ditta Basiluca continua a gestire le partecipate. L’emergenza democratica riguarda le ingerenze neppure malcelate degli ex amministratori che spesso visitano gli uffici comunali. Soprattutto nelle partecipate, occupate manu militari. Io ho sollevato una questione sin dall’insediamento del commissario straordinario Piero Mattei. Non ho avuto risposta e ho chiesto un incontro ufficiale al commissario perché deve garantire terzietà nella campagna elettorale. Gli enti pubblici non sono a disposizione di nessuno. Gli enti pubblici sono della città, dei cittadini. Quindi intanto il commissario deve ripristinare la legalità e la correttezza amministrativa nelle partecipate”.

Come?

“Gli amministratori unici sono stati nominati in spregio al regolamento. Il regolamento è una fonte del diritto e va rispettato. I vecchi amministratori non l’hanno fatto. Il commissario deve garantire la trasparenza perché chiunque può partecipare per essere nominato amministratore nelle partecipate. Ma non è stato pubblicato alcun avviso pubblico in modo che qualunque cittadino, ovviamente con le competenze adeguate, potesse presentare il proprio curriculum per aspirare a ricoprire la carica. Ad esempio, c’è un problema che riguarda i direttori generali, scelti sul piano fiduciario da quelli che si sono dimessi per candidarsi. Quindi devono andare via anche i direttori generali. Il tema è quello delle ingerenze e dell’uso strumentale della cosa pubblica. De Luca, che parlava di antisistema, si è fatto sistema e oggi a Messina c’è un sistema De Luca. Tra qualche giorno, faremo vedere quanto il cerchio magico è riuscito a guadagnare nel corso di questi anni a Messina, a partire dall’ex direttore generale, oggi candidato a sindaco di Giardini Naxos, Salvo Puccio, con più incarichi”.

La polemica ha riguardato pure la presenza di Basile durante la firma di 98 agenti municipali...

“Io non mi sarei mai sognato d’andare. Il gioco democratico di una campagna elettorale è che tutti devono partecipare e concorrere ad armi pari. Io personalmente non vado a cercare le famiglie a cui ho consegnato la casa, da sub commissario al Risanamento, né farò la lista baraccati. Chi occupa una funzione non deve usare la funzione per fini personali, altro che Sturzo. Sturzo diceva servire, non servirsi. Anche con le dimissioni anticipate Basiluca si sono serviti delle istituzioni. E non è finita”.

A cosa si riferisce ancora?

“Si punta a falsare la campagna elettorale pure con il proliferare delle liste civetta. Chiederò al commissario di verificare quanti candidati delle partecipate più o meno assunti, con contratti interinali, part-time, a tempo determinato, siano presenti nelle liste per Basile. E chiederò al commissario che vengano fermate tutte le progressioni di carriera dei dipendenti. In questo momento l’amministrazione deve essere neutra e non è di nessuno”.

Come centrodestra quante liste farete?

“Solo quelle necessarie. Noi predichiamo e razzoliamo bene”.

Passiamo all’argomento sempre caldo del ponte sullo Stretto. Russo e Sciacca sono no ponte. Basile, invece, viene criticato dalla candidata del centrosinistra perché “ha ondeggiato” sul tema. E la stessa Antonella Russo si è chiesta cosa ne pensa Marcello Scurria. La sua coalizione punta sul ponte…

“Come cittadino ho la mia idea sul ponte ma non credo che sia rilevante in questo momento. Io mi sto candidando a fare il sindaco di Messina. Per la prima volta c’è una legge dello Stato che ne prevede la costruzione. Basile ha ondeggiato sul ponte a seconda della convenienza. De Luca, a Monza, affermava indignato che soldi dell’Italia venivano destinati al sud d’Italia. Salvo poi tornare a Messina e dire: Ma io sono sempre stato a favore del ponte. Allora, questa storia di chi è a favore e di chi è contrario non mi appassiona. Io sono candidato a fare il sindaco di Messina. Da primo cittadino, Federico Basile non ha fatto tantissime cose, che avrebbe dovuto fare, e ha fatto tante scelte sbagliate su questo versante”.

Per esempio?

“Quando, nelle opere compensative, si inseriscono 30 milioni o 40 milioni di euro per asfaltare le strade, si capisce che per noi è un’occasione perduta. Le opere compensative dovrebbero servire a lanciare l’area metropolitana dello Stretto. Noi dobbiamo pensare allo sviluppo della città. Le strade si devono asfaltare in maniera ordinaria. Non dobbiamo confondere la gestione ordinaria di una città con una visione, un rilancio e uno sviluppo della città che passa dalle nostre potenzialità. Il mare e lo Stretto di Messina sono le potenzialità inespresse di cui questa amministrazione non si è occupata. Ora, dopo otto anni di De Luca e Basile, l’ex sindaco ne chiede altri cinque nel nome di una visione strategica. Ma qual è la visione strategica che hanno avuto in questi anni? Il concerto, lo Street Food a Piazza Cairoli? Tutte cose che rispetto ma non c’è una visione strategica”.

Secondo lei l’ammministrazione Basile non ha avuto un’impronta programmatica?

“Ma i loro programmi in che cosa consistono? In Sicilia non siamo mica il primo Comune che supera il 60% nella differenziata. Anche riguardo al ponte occorre una strategia, con un ufficio ad hoc a Palazzo Zanca. Bisogna salvaguardare il territorio, con le esigenze di chi vive nei 400 alloggi da espropriare. C’è da riorganizzare una città. Al contrario, Basile la mattina era a favore, il pomeriggio contro. La questione ponte è stata piegata agli interessi momentanei non tanto dell’ex sindaco di Messina ma del suo capo politico. Non spetta al sindaco di Messina dire o no al ponte sullo Stretto. Ma deve gestire bene la situazione. Se c’è una legge, va attuata. I sindaci di Reggio e Villa San Giovanni si sono legittimamente rivolti alla magistratura amministrativa e i ricorsi sono stati rigettati. Stiamo discutendo di una cosa che passa sulle nostre teste. Il sindaco di Messina si deve occupare dei suoi abitanti e degli effetti della costruzione del ponte, attenuare i disagi e soprattutto mettere in campo idee e proposte per avvantaggiarsi degli effetti positivi del ponte anche durante la costruzione della grande opera”.

In che modo?

Il ponte non avrà effetti positivi solo quando sarà costruito. Avrà effetti positivi il primo giorno in cui verrà messa la prima pietra. Messina diventerà, dal punto di vista dell’immaginario collettivo, il centro dell’Europa, del mondo, perché qui verrà costruita un’opera importantissima che non ha precedenti. Ma dobbiamo attrezzarci. Quando ci fermiamo ai favorevoli e contrari, siamo bloccati in una discussione che poteva avere un senso vent’anni fa. Dopodiché Messina, a proposito di sviluppo strategico, deve guardare allo Stretto e le opere compensative dovrebbero valorizzare quest’area metropolitana”.

Come?

“Io chiamerei qua i migliori economisti e architetti. Attraverso ingenti risorse si potrà cambiare il volto di questa città. Una città per certi aspetti vecchia, piena di periferie, con 60 baraccopoli, e che ha un tessuto sociale sfilacciato. Una città in cui sono comprese tante altre città. Non solo 7 Circoscrizioni. Non solo 48 villaggi. Dobbiamo creare le condizioni perché queste realtà vengano valorizzate nelle loro specificità, con attività di rigenerazione urbana. La viabilità va riconsiderata. E la questione del ponte va legata a quella dell’area metropolitana dello Stretto. Le anticipo un progetto”.

Quale?

“Grazie al sostegno esplicito della sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, stiamo programmando una serie di incontri con ministri e sottosegretari per porre al governo nazionale la questione dell’area dello Stretto. Non solo il ponte. L’area dello Stretto è una risorsa per Messina e può fare diventare questa parte del sud d’Italia un’area centrale del Mediterraneo, con effetti favorevoli. Ne ho già parlato anche con la deputazione nazionale del centrodestra ma soprattutto con la sottosegretaria, che sta lavorando per fissare degli appuntamenti nel mese di aprile con i ministri competenti. L’intenzione è quella di porre all’attenzione del governo un disegno di legge che ricalchi l’idea di Roma capitale”.

Come?

“Noi pensiamo a un’agenzia, un ente governativo che valorizzi aspetti fondamentali per il futuro di Messina e Reggio Calabria: trasporti e mobilità, turismo, energia e cultura. Si occuperà esclusivamente dell’area dello Stretto. E chiederò una dotazione finanziaria iniziale di almeno 100 milioni di euro. Ad esempio, in relazione al turismo, non abbiamo le strutture ricettive. Ora che il sud d’Italia è interamente Zona economica speciale (Zes), un ente di questo tipo dovrebbe sostenere l’insediamento di grandi catene alberghiere italiane ed europee. A Messina queste strutture mancano. Occorre la sinergia giusta con Reggio Calabria. Va ricordato che Messina subisce il fenomeno dello spopolamento, è al 37% della disoccupazione, peraltro anche giovanile, ed esiste la necessità di trattenere le nuove generazioni e creare posti di lavoro. L’area dello Stretto è l’unica soluzione perché questo avvenga, valorizzando le nostre bellezze mozzafiato davvero uniche”. 

In che cosa siamo indietro?

“In relazione al ponte, non si è provveduto a formare i lavoratori. Noi possiamo diventare un punto strategico del sud d’Italia nel Mediterraneo. Ma occorre ridisegnare la città. E serve un ente attrattivo d’investimenti. Lo Stretto deve diventare la piazza di questa città metropolitana”.

La critica che le viene fatta è che lei è concentrato più sull’attacco alla precedente amministrazione, piuttosto che sulla sua proposta progettuale…

 “Questa critica fa sorridere se proviene da chi ha fatto una campagna elettorale con la pecora, il tram volante, il casinò a Palazzo Zanca. E dire che prima del monocolore, della dittatura Basiluca, c’è stato il nulla a Messina offende l’intelligenza dei messinesi. Prima di Basiluca, Messina ha fatto tanto. Certo, con tanti problemi ovviamente. Ma De Luca e Basile possono indicare un’opera pubblica da ascrivere alla loro amministrazione? Un’opera pensata, progettata, finanziata e costruita in otto anni? No. Pensiamo al fallimento, in otto anni, del porto di Tremestieri. Il governo ha dovuto mandare un commissario. In più, chi ha mai avuto i finanziamenti che hanno avuto loro? E non li hanno saputi utilizzare. Hanno perduto 513 milioni di euro sui 900 che avevano a disposizione. E vogliamo discutere di quelli che sono stati spesi? Partiamo da Foresta Me, con gli alberi piantati sulla strada, anziché sui marciapiedi. Il centro commerciale della città ha perduto 800 posti auto. E ancora: i 50 milioni perduti dell’I-hub; i fondi Pinqua, con spostamento di 40 milioni di euro (nella delibera dell’ultimo giorno) da altri fondi, in modo da potere coprire i lavori che stanno eseguendo con notevole ritardo. 145 milioni disponibili dal 2021 e, sei anni dopo, siamo ancora in questa situazione”.

Con queste costanti critiche cosa si prefigge?

“Il mio obiettivo è quello di dimostrare che la città non è cambiata. Sulla questione del bilancio, ad esempio, racconteremo la verità. 33 milioni di debiti residui? Proveremo, carte alla mano, che i debiti sono oltre 130 milioni. Non si possono inserire solo i debiti per cui hai transazioni. Senza dimenticare i 50 milioni dell’Atm, quella brutta e sporca. O i debiti di Messina Ambiente. Il Piano di riequilibrio fa acqua da tutte le parti e, prima o poi, la Corte dei conti dovrà dire qualcosa. Ho chiesto ai consiglieri comunali di poter vedere i provvedimenti della Corte dei conti, di monitoraggio semestrale, negli ultimi anni. 100 pagine di condizioni, con l’approvazione del Piano di riequilibrio, sono state poste dalla Corte”.

Quando sarà presentato il vostro programma?

“Presto. Ogni giorno acquisisco pareri, suggerimenti, nei quartieri dove vado. Ora Basile torna a parlare, dopo quattro anni, di Municipalità. Copiando la mia idea di stare nei quartieri, adesso fa partire un tour pure lui. Ha avuto quattro anni di tempo per dare risorse umane e finanziarie. Noi siamo per un’amministrazione di prossimità. E non centralizzata. Io il decentramento lo attuerò concretamente. Non si può amministrare una città lunga 53 chilometri, e con 48 villaggi e sette Circoscrizioni, utilizzando lo stesso metodo per le colline e per le realtà marinare, per le zone degradate e per il centro città. Dopo otto anni siamo ancora all’anno zero. Chi ha avuto posti di potere in questi ultimi quattro anni non conosce Messina e i suoi problemi. Hanno amministrato dal palazzo, a distanza. La gestione del potere, che si traduce in consenso, è il mantra di quest’amministrazione”.

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4 commenti

  1. Chiarissimo.
    Adesso ho le idee più chiare.

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  2. Marcella Millimaggi 1 Aprile 2026 11:25

    avevo una speranza: l’ho persa! Mi illudevo ancora che anche un candidato di centro destra potesse schierarsi per il no al ponte e cercare invece di fare transitare il messaggio delle opere alternative e non compensative, una per tutte: la costruzione del grande acquario nella zona falcata! Opera unica nel suo genere, che avrebbe portato lavoro in fase di progettazione; in fase di esecuzione ed in fase attuativa allorchè i turisti delle navi che liberamente potrebbero attraccare, andrebbero a vederne le meraviglie architettoniche e faunistico marine oltre a potere degustare gelati, panini, granite. Senza contare che si potrebbe lavorare senza mettere in ginocchio la città e utilizzando manodopera locale!

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  3. Mi verrebbe da dire meno male che c’è Scurria,altrimenti per questa città sarebbe un disatro.Lui parla che Basile e c. approfittano e si presentano al comune e alle partecipatane ed è un scandalo,vorrei capire se approfittare che la Siracusano sia un sottosegretario,e preparare incontri con sottosegretari,e ministri,di un governo di centro destra che ha a Messina il suo candidato,non sembra al puro Avv. Scurria che sia un approfittare del potere per prendere voti,mentre lui si scandalizza del fatto che Basile si sia fatto vedere alla nomina dei vigili,ognuno fa quello che può,quindi è inutile che faccia il moralista.In quanto alle illusione dell’area dello stretto,sembra che sia più il candidato a sindaco di Reggio Calabria,che di Messina,quindi facendo questa agenzia secondo lui e la Siracusano,si risolverebbe il problema della disoccupazione a Messina,e costruendo quattro alberghi,dopo che i suoi amici che lo hanno preceduto li hanno fatto chiudere tutti,avremmo risolto il problema.Oggi abbiamo capito che è favorevole alla costruzione del ponte,fin almente ha gettato la maschera,da quello che leggo dall’intervista del direttore,che come al solito ama fare lunghe interviste,ai no ponte,ai no Basile,ancora gira i villaggi che sono parecchi,e statene sicuri che con lui diventeranno il fiore all’occhiello di questa città,con finanziamenti che lui sicuramente da buon avvocato utilizzerà al meglio.Ha ragione nunme,con questa intervista abbiamo tutti le idee più chiare.

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  4. Vabene l’intervista è fine a se, ma se guardiamo al passato i partiti del centro destra cosa hanno fatto per la città di messina ?
    È ovvio che basile non può avere il 100% del consenso. Ma quanto meno qualcosa è stata fatta e non mi si giustifichi dicendo e ma i soldi c’erano per fare certi finanziamenti, ma anche quando c’erano le amministrazioni di centro destra c’erano i finanziamenti per migliorare la città eppure i mezzi pubblici non funzionavano concorsi non se ne facevano , le strade erano comunque delle mulattiere. Quindi io mi chiedo con quali credenziali e con quale retaggio amministrativo si può presentare Scurria? Lo chiedo ai miei concittadini . Che poi il problema non è il ponte , per me il problema è che in suoi alleati sono gli stessi che amministravano messina prima di de Luca gli stessi che ci hanno lasciato in una città dove avevamo montagne di spazzatura in giro , mezzi di trasporto pubblico quasi inesistenti, nessun valore, le condotte idriche non andavano bene prima di de luca , oggi la città è migliorata su tanti aspetti non tutti però oggi non ci vergogniamo della nostra città

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