Sequestro Cuzzocrea, sigilli anche al maneggio di famiglia. La Procura ci riprova

Sequestro Cuzzocrea, sigilli anche al maneggio di famiglia. La Procura ci riprova

Alessandra Serio

Sequestro Cuzzocrea, sigilli anche al maneggio di famiglia. La Procura ci riprova

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martedì 02 Dicembre 2025 - 18:33

Convalidato il "congelamento" dei beni dell'ex rettore. Che, secondo il giudice, aveva tentato di mettere "una pezza peggiore del buco"...

Messina – Va avanti l’indagine della Procura di Messina sui rimborsi richiesti ed ottenuti dall’ex rettore di Unime Salvatore Cuzzocrea. L’ufficio coordinato dal procuratore capo Antonio D’Amato si prepara a tornare a chiedere gli arresti domiciliari per il docente universitario, negati invece dal giudice per le indagini preliminari Eugenio Fiorentino. Per il giudice i domiciliari “non servono”: sia perché Cuzzocrea non è più alla guida dell’Università né dei progetti di ricerca all’interno dei quali ha ottenuto i rimborsi, sia perché, scrive, le prove raccolte dagli investigatori sono tali e tanti che difficilmente potrebbero essere inquinate.

Perché Cuzzocrea non è stato arrestato

E questo vale, scrive ancora Fiorentino, sia per i documenti che per le dichiarazioni delle tante persone sentite, dai fornitori ai ricercatori passando per il personale d’ateneo che, pur essendo molto vicini all’ex rettore, non sono stati reticenti nel chiarire molti particolari che soltanto loro potevano precisare agli investigatori, improbabile appare che possano ritrattare.

I suoi legali quindi, gli avvocati Elena Florio e Giorgio Perroni, stanno valutando il materiale raccolto dagli investigatori e la tesi degli inquirenti, per prepararsi alla discussione davanti al giudice collegiale al quale la Procura chiederà di rivedere il no del giudice preliminare. Cuzzocrea è indagato per peculato e proprio la qualificazione del reato contestato potrebbe essere il primo terreno di scontro tra Accusa e difesa.

Il sequestro milionario

Intanto sono scattati i sigilli ai beni sequestrati. Il giudice aveva disposto il sequestro di somme di denaro fino a poco più di un milione 600 mila euro, mentre un altro sequestro probatorio è stato ordinato dalla Procura fino a circa 800 mila euro e successivamente convalidato dal giudice. I sigilli sono quindi scattati anche al maneggio di famiglia di Viagrande nelle parti dove si pensa che è stato utilizzato il materiale acquistato e poi rimborsato attraverso le casse dell’Università di Messina.

Quando la pezza è peggiore del buco….

A differenza che per la richiesta di arresto, il giudice spiega di aver autorizzato il sequestro sia per l’enorme mole di prove raccolte durante le indagini dal nucleo di Polizia economica e finanziaria della Gdf di Messina, guidata dal comandante provinciale Girolamo Franchetti, che per i movimenti anomali compiuti da Cuzzocrea sui conti correnti nell’ultimo anno. Tentativi di disperdere il patrimonio proprio in vista di eventuali provvedimenti giudiziari, spiega il Gip, come somme spostate dai propri conti alla società Divaga che gestisce il maneggio di Viagrande, o sui conti correnti del figlio, o le estinzioni anticipate di alcuni mutui, effettuate dopo le notizie di stampa uscite sull’inchiesta o la notifica della proroga delle indagini.

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