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Nuove accuse dei pentiti contro i Bonaffini, scattano i sigilli per la Pianeta Mare (VIDEO)

Veronica Crocitti

Nuove accuse dei pentiti contro i Bonaffini, scattano i sigilli per la Pianeta Mare (VIDEO)

venerdì 26 Febbraio 2016 - 11:47

Una prima stangata alla famiglia Bonaffini era arrivata nel 2011 quando al gruppo imprenditoriale Bonaffini-Chiofalo erano stati sequestrati beni immobili ed immobili per un valore di 450milioni di euro.

La Pianeta Mare avrebbe riciclato capitali mafiosi provenienti dalle attività di spaccio e traffico di droga della zona di Mangialupi. E’ questa la motivazione alla base del decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Messina – Misure di Prevenzione che colpisce, ancora una volta, la famiglia Bonaffini. A dare impulso alle indagini, coordinate dalla DDA, sono state le ultime dichiarazioni dei pentiti Salvatore Centorrino e Nunziato Siracusa. Quest’ultimo, in particolare, avrebbe riferito di incontri avvenuti in carcere con alcuni esponenti del clan di Mangialupi. Scambi di informazioni attraverso cui Siracusa avrebbero appreso della provenienza illecita del denaro investito nella società di Bonaffini. Coordinate dai Sostituti Vito Di Giorni e Angelo Cavallo, le indagini hanno così appurato la correttezza delle informazioni e spinto gli inquirenti a chiedere il sequestro preventivo. Stamattina i poliziotti della Mobile hanno così fatto scattare i sigilli per i due famosi negozi ittici di contrada Roccamotore e Strada Statale 114, per diversi mezzi e per le quote patrimoniali dei tre soci Sarino Bonaffini ed i figli Carmelo e Anna. Il tutto per un valore complessivo di 500mila euro.

LA STORIA. Nata nel 2013, la Pianeta Mare di Bonaffini Carmelo & Co. aveva di fatto soppiantato la vecchia Pescazzurra, sequestrata nel 2011 e poi confiscata due anni dopo. All’inizio era solo una bottega con due luci ed un deposito sul retro, ma ai Bonaffini era bastato pochissimo per farla crescere in fatturato, potenza economica e mezzi. I poliziotti, infatti, hanno accertato come, appena qualche mese dopo, i tre soci fossero riusciti ad acquistare quattro furgoni per un valore di 80mila euro. Già nel giugno del 2013, la Pianeta Mare riusciva ad espandersi nei locali di contrada Roccamotore (pagando un affitto di 2500 euro per quasi 500 metri quadri), mentre nel 2014 si dava il via a nuovi punti vendita, nuovi mezzi e macchinari, nuovo stabilimento per la preparazione dei prodotti. “Abbiamo accertato che il denaro investito non era proporzionale al reddito dichiarato, ma riconducibile ad attività illecite riguardanti la zona di Mangialupi”, ha commentato il Dirigente della Squadra Mobile Francesco Oliveri.

IL SEQUESTRO DEL 2011. Una prima stangata alla famiglia Bonaffini era arrivata nel 2011 quando al gruppo imprenditoriale Bonaffini-Chiofalo erano stati sequestrati beni immobili ed immobili per un valore di 450milioni di euro (leggi qua). Anche allora, le indagini coordinate dalla DDA avevano messo in luce legami con clan mafiosi della città e, in particolare, la provenienza illecita degli investimenti fatti per far crescere l’intera attività imprenditoriale. Nel 2013, il sequestro si era trasformato in confisca. Ma non era bastato questo a fermare Sarino Bonaffini, noto pregiudicato e personaggio di spicco nella realtà criminale, che pochi mesi dopo aveva "convertito" la Pescazzurra nella nuova Pianeta Mare, diventandone di fatto socio insieme ai figli Carmelo ed Anna. (Veronica Crocitti)

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