Per il segretario Cisl Genovese un "teatrino". Emilia Barrile pretende chiarezza sul futuro

Per il segretario Cisl Genovese un “teatrino”. Emilia Barrile pretende chiarezza sul futuro

Per il segretario Cisl Genovese un “teatrino”. Emilia Barrile pretende chiarezza sul futuro

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sabato 27 Settembre 2014 - 00:22

Non si placano le polemiche sui servizi sociali dopo le proteste che hanno portato alla proroga per soli due mesi. Il numero uno della Cisl di Messina ricorda le richieste che il sindacato fa da un anno, la presidente del Consiglio ammonisce duramente l'amministrazione.

“Un teatrino che riporta tutto indietro”. Per il segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese, non può esserci altro modo per definire ciò che è accaduto negli ultimi giorni nel settore dei servizi sociali. Il risultato incassato dopo le proteste non soddisfa il sindacato di viale Europa, nella convinzione che la proroga non fa altro che rinviare il nodo della questione, non affrontandolo e lasciando i servizi di fatto bloccati e i lavoratori appesi a un filo, senza certezze e senza stipendi.

“È necessario – commenta Genovese – un riordino complessivo dell’offerta dei servizi sociali alla comunità utilizzando tutte le risorse, integrandole tra loro, non sovrapponendole e mirando ai bisogni reali della città e dell’utenza. È arrivato il momento di dire basta. Lo chiediamo da un anno, da quando abbiamo presentato il dossier che ha fotografato lo stato dei servizi sociali in città” (vedi articolo correlato).

Per il segretario è evidente l’incapacità o la non volontà dell’Amministrazione ad affrontare definitivamente il problema. Cominciando dai lavoratori, che devono essere riqualificati e applicati dove servono, non dove servono ad eventuali interessi.La Cisl evidenzia come il Dipartimento Servizi Sociali del Comune di Messina non riesca a far fronte alle richieste d’intervento provenienti dalla cittadinanza.

“I servizi sociali finanziati dovrebbero garantire un valido lavoro di aiuto, divenendo punto di riferimento per i cittadini, i nuovi bandi sono stati il banco di prova del processo involutivo in cui sono incappati i servizi sociali del Comune di Messina. Solo da noi si ha la capacità di parlare di elementi innovativi quando, invece, abbiamo assistito al trionfo del triste tuffo nel passato. Qualunque servizio sociale non può essere uguale a se stesso per 26 anni”.

La Cisl ribadisce le sue proposte, già esplicitate nel febbraio scorso. Per il sindacato è necessario dare vita ad una nuova piattaforma per la ridefinizione dei servizi sociali con l’obiettivo di garantire sia il principio del buon andamento della Pubblica Amministrazione che i processi di aggregazione e lotta alla marginalità sociale. È necessaria un’inversione di tendenza che porti a una radicale riorganizzazione dei servizi erogati dal Comune, attraverso anche la riorganizzazione delle strutture amministrative dell’Ente.

“Bisogna avviare tavoli di concertazione per rilevare il bisogno sul territorio, concertare i servizi locali territoriali e monitorare le attività rese e favorire la partecipazione di tutti i soggetti pubblici e privati che insistono sul territorio per arrivare alla creazione di un nuovo sistema di gestione del Welfare che trovi nella sua comunità la propria ragione d’essere: il Welfare Community”. Avvicinando i servizi al territorio anche con l’istituzione all’interno delle circoscrizioni, di un Gruppo Operativo di Zona, ossia un tavolo tecnico composto da rappresentanti di agenzie educative, dagli Enti pubblici, da associazioni, cooperative, sindacati che lavorano sul territorio ma anche da semplici cittadini che diventano, per la prima volta, attori e non spettatori di un processo di cambiamento.

Sulla stessa lunghezza d’onda la presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile, che ha trasmesso una nota al sindaco, Renato Accorinti, all'assessore ai Servizi sociali, Nino Mantineo, al Segretario Generale – Direttore Generale, Antonio Le Donne ed al dirigente del Dipartimento Politiche Sociali, Giovanni Bruno. La presidente chiede con forza, e non per la prima volta, di proporre e, se possibile, concertare una seria programmazione dei servizi offerti alle fasce deboli che mirino ad alleviare i loro bisogni primari. Anche per Emilia Barrile la proroga dei servizi fino a dicembre non sembra dare una boccata d'ossigeno ma evidenzia l'assoluta mancanza di una positiva progettazione a medio e lungo termine sia in termini economico-finanziari sia sul versante della qualità e dell'innovazione. Una bacchettata anche per l’assessore Mantineo e per le sue dichiarazionib “pretestuose” con cui ha provato a scaricare le responsabilità della situazione sul Consiglio. Per la presidente 'dividi et impera' appare l'unica scelta politica di questa Amministrazione che non ha individuato la via del confronto dialettico e democratico come l'unica perseguibile ma quella del rimpallo delle responsabilità che poco sta regalando alla città in termini di migliore qualità della vita. “Gli atti complessi ed urgenti legati alle necessità emergenti necessitano di maggiore puntualità nella progettazione, trattazione, attuazione e verifica degli stessi. Si desidera – conclude la presidente del Consiglio – sorvolare sulla scelta, assolutamente scorretta politicamente, di spinta mediatica ai lavoratori ed al sindacato che li ha supportati, nell'esacerbare gli animi e fornire una lettura delle cose che genera malcontento, rabbia e pericolosità sociale. Alla luce di quanto detto si chiedono atti immediati inerenti il futuro corso dei Servizi Sociali dando piena disponibilità alla necessaria concertazione”.

2 commenti

  1. La mancanza di senso del pudore della presidentessa è incredibile, ma non inattesa.
    Gli unici interlocutori ad essere cambiati in questi 26 anni di mancati cambiamenti, sono i componenti della giunta.
    Tutti gli altri a vario titolo sono ai loro posti da molto più tempo.
    Adesso mi chiedo:
    La piattaforma (termine vuoto e pomposo) non dovrebbe avere attori del tutto diversi perché possa funzionare?
    Io dopo tanti anni semplicemente non credo più ai propositi di chi ha atteso tempi magri prima di battere i pugni ed invocare il rinnovamento.
    Darete la colpa di tutto alla giunta ma voi un bel mea culpa, quando lo reciterete?

    Salvatore

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  2. La mancanza di senso del pudore della presidentessa è incredibile, ma non inattesa.
    Gli unici interlocutori ad essere cambiati in questi 26 anni di mancati cambiamenti, sono i componenti della giunta.
    Tutti gli altri a vario titolo sono ai loro posti da molto più tempo.
    Adesso mi chiedo:
    La piattaforma (termine vuoto e pomposo) non dovrebbe avere attori del tutto diversi perché possa funzionare?
    Io dopo tanti anni semplicemente non credo più ai propositi di chi ha atteso tempi magri prima di battere i pugni ed invocare il rinnovamento.
    Darete la colpa di tutto alla giunta ma voi un bel mea culpa, quando lo reciterete?

    Salvatore

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