Porto di Tremestieri, De Simone chiede incontro in Prefettura: “Risposte immediate o si chiude” - Tempostretto

Porto di Tremestieri, De Simone chiede incontro in Prefettura: “Risposte immediate o si chiude”

Marco Ipsale

Porto di Tremestieri, De Simone chiede incontro in Prefettura: “Risposte immediate o si chiude”

mercoledì 25 Marzo 2015 - 23:53

Il presidente dell’Autorità Portuale non ci sta a fare da capro espiatorio e replica a muso duro alle critiche mosse dall’amministrazione comunale, bocciando la proposta e chiedendo di valutare soluzioni alternative in attesa di nuovi studi e dell’ampliamento del porto

“Riapriamo il porto di Tremestieri a maggio, quando il maltempo ci darà tregua. Poi a novembre, se non ci saranno passi avanti, chiudiamo di nuovo”. Nel giorno in cui il viale Boccetta è teatro dell’ennesimo incidente provocato da un tir, le parole del presidente dell’Autorità Portuale, Antonino De Simone (nella foto in basso), potrebbero suonare assurde, ma in realtà hanno radici più lontane.

Le pronunciò già in occasione di una riunione in Prefettura, lo scorso 13 febbraio, facendo da facile cattivo profeta in uno dei brevi periodi in cui il porto ha funzionato a regime. Ed infatti già il 21 febbraio si verificò la nuova mareggiata ed il conseguente insabbiamento che ha provocato la chiusura che persiste fino ad oggi.

Uno scenario che nessuno aveva previsto ad agosto, quando il porto aveva finalmente riaperto dopo la conclusione del rifacimento del molo. Tutto bene fino al 5 novembre, giorno della prima mareggiata, quando sono cominciati gli enormi problemi. “Non si pensava che sarebbe andata così – afferma De Simone – sulla base delle statistiche. Negli ultimi tre anni, fino allo scorso novembre, abbiamo scavato quasi niente, addirittura nel 2013 neppure una volta. Adesso invece le mareggiate sono frequentissime e non è più possibile continuare in questa situazione. Ritengo che fare dragaggi a ripetizione sia inutile. O fanno un decreto emergenziale in cui si dice che dobbiamo andare avanti così oppure si trova un’altra soluzione”.

Il riferimento è agli altri attori in gioco: la Prefettura, il Comune e la Capitaneria di Porto. De Simone ha chiesto al prefetto una riunione urgente, a Palazzo del Governo, per affrontare il problema. Nel mirino soprattutto l’amministrazione comunale, che aveva parlato di “limiti della procedura adottata dall’Autorità Portuale, che non è riuscita a riaprire il porto di Tremestieri” e aveva invitato “a cambiare la strategia sulle operazioni di dragaggio facendo installare un impianto aspirante fisso”.

Una soluzione che desta più di qualche perplessità. “Si tratta di un progettino sperimentale redatto da due ragazzi universitari – spiega il presidente dell’Authority – che prevede di soffiare la sabbia e una manutenzione costante. Abbiamo già provato ad agire con il cannone spara sabbia ma con quella granulometria è impossibile. In ogni caso ho preso contatti con l’Università perché sono disponibile a valutare tutto, ma non possiamo tergiversare ancora, l’emergenza è adesso”.

Molta più fiducia, invece, nello studio affidato al Dhi, Danish Hydraulic Institute. “Dovrà dirci cosa e perché è successo e potremo disporre di eventuali soluzioni. Siamo in contatto costante con i danesi, che ci avevano anticipato l’arrivo di onde alte due metri e mezzo la scorsa notte. In attesa di questi risultati, a meno che il prefetto o il sindaco non indichino altre soluzioni, non intendo più continuare coi dragaggi, si tratta di sfidare la natura. Anzi, menomale che ci siamo fermati venerdì perché avremmo sprecato altri soldi. E bene ha fatto la Capitaneria a non autorizzare l’apertura di un solo scivolo, dopo due giorni ci saremmo ritrovati punto e a capo, non è possibile spostare così il traffico navale”.

Nello scorso agosto non si prefiguravano scenari tanto drastici sul fronte mareggiate e, al contrario, l’auspicio era che si facessero passi avanti verso l’avvio dei lavori di ampliamento del porto. Anche su questo fronte, invece, si sono verificati una serie di problemi. “L’iter – riprende De Simone – è di totale competenza del Comune e abbiamo chiesto certezze sull’inizio delle opere. Ci è stato assicurato che entro l’anno si partirà ed allora non ha senso fare interventi di mitigazione, non ci sarebbe neppure il tempo di espletare la gara. Il problema è che il tempo passa e nulla si muove, nonostante siamo andati anche al Ministero”.

Nei giorni scorsi era arrivata l’ennesima nota da parte del Comitato La Nostra Città. “Stranamente sono d’accordo con Saro Visicaro, non era mai successo – scherza ma non troppo il dirigente dell’Authority -. Nonostante la buona volontà, non si può più proseguire così e bisogna prendere in considerazione l’idea di chiudere il porto, almeno per sei mesi l’anno. Mi dispiace per il problema tir ma la realtà dei fatti è questa, non possiamo sempre inseguire l’emergenza. Magari adesso faremo una nuova gara, elimineremo la sabbia ma non sappiamo se ad aprile tornerà. Ed allora bisogna prendersi la responsabilità a tutti i livelli, senza lasciare il cerino in mano all’Autorità Portuale. Aspetto la convocazione del prefetto, che spero arrivi subito, per affrontare il problema tutti insieme”.

Anche perché – conclude De Simone – “è impossibile continuare a fare piccole gare fino a 200mila euro e 20mila metri cubi di sabbia. Se la sabbia è maggiore, dobbiamo fare un’altra gara, altre analisi, attendere autorizzazioni che non arrivano mai. Senza contare il fatto che dal momento della verifica al momento dell’intervento si accumula altra sabbia e cambiano le condizioni. Tra l’altro gli interventi di ripascimento andrebbero fatti insieme lungo tutta la costa, viceversa si potrebbero creare anche più problemi di quelli attuali. Dobbiamo fermarci e preparare una gara seria, non con l’ansia di dover fare in fretta per il problema dei tir. E’ un problema serissimo ma non possiamo combattere contro la natura e contro un’infrastruttura nata male e incompleta. E’ bene che tutti ne prendano coscienza, non si può sempre agire in emergenza”.

(Marco Ipsale)

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20 commenti

  1. Settimo Libero 26 Marzo 2015 05:45

    NON CI RESTA CHE RIDERE, ASPETTANDO ULTERIORI IDIOZIE.

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  2. Settimo Libero 26 Marzo 2015 05:45

    NON CI RESTA CHE RIDERE, ASPETTANDO ULTERIORI IDIOZIE.

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  3. Ha ragione il Comandante De Simone bisogna ripensare a programmare tutta l’a circolazione dei tir in Città il porto diTremestieri va chiuso inutile spendere altri soldi il nuovo porto va fatto alla foce del torrente Pace o Guardia con collegamento diretto all Autostrada .

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  4. Ha ragione il Comandante De Simone bisogna ripensare a programmare tutta l’a circolazione dei tir in Città il porto diTremestieri va chiuso inutile spendere altri soldi il nuovo porto va fatto alla foce del torrente Pace o Guardia con collegamento diretto all Autostrada .

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  5. antonio campanella 26 Marzo 2015 07:34

    Il progetto era palesemente sbagliato ma tutti hanno lasciato correre, tanto paga pantalone!Era prevista una mangiatoia perenne, fatta ad arte, ma non hanno previsto le onde di due metri e la crisi.

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  6. antonio campanella 26 Marzo 2015 07:34

    Il progetto era palesemente sbagliato ma tutti hanno lasciato correre, tanto paga pantalone!Era prevista una mangiatoia perenne, fatta ad arte, ma non hanno previsto le onde di due metri e la crisi.

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  7. E intanto che pensino a mettere in sicurezza tutta la costa limitrofa al porto…..che pensino a ripristinarla….l’erosione ,provocata dal porto, è galoppante ed è da criminali avere permesso la cancellazione di km di arenile con conseguente grave pericolo ai residenti.Perchè il prefetto non interviene ? Perchè non mettere immediatamente in atto il progetto della Via Don Blasco?….perché questa situazione non riesce ad uscire dai nostri confini? Dov’è lo stato? Dove sono i deputati ,da noi votati,che riscaldano le poltrone a Roma?

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  8. E intanto che pensino a mettere in sicurezza tutta la costa limitrofa al porto…..che pensino a ripristinarla….l’erosione ,provocata dal porto, è galoppante ed è da criminali avere permesso la cancellazione di km di arenile con conseguente grave pericolo ai residenti.Perchè il prefetto non interviene ? Perchè non mettere immediatamente in atto il progetto della Via Don Blasco?….perché questa situazione non riesce ad uscire dai nostri confini? Dov’è lo stato? Dove sono i deputati ,da noi votati,che riscaldano le poltrone a Roma?

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  9. Sig. Presidente non me voglia, ma il tutto sembra una sceneggiata. Ovviamente a favore dei xxxxxxxxxxx. Mi (gli) chiedo perché è stata lasciata (precedente) quei migliaia di metri cubi di sabbia dentro il porto.

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  10. Sig. Presidente non me voglia, ma il tutto sembra una sceneggiata. Ovviamente a favore dei xxxxxxxxxxx. Mi (gli) chiedo perché è stata lasciata (precedente) quei migliaia di metri cubi di sabbia dentro il porto.

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  11. chiudetelo questo porto mangiasoldi e forse quando i tir scorazzeranno definitivamente per la città i soloni di palazzo zanca si daranno da fare per completare lo svincolo di giostra in entrata ed uscita e metteranno in atto il progetto della via don Blasco. Il resto è tutto un blaterare giusto per dimostrare che si appartiene alla serie dei Buddaci missinisi cha scoccia.

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  12. chiudetelo questo porto mangiasoldi e forse quando i tir scorazzeranno definitivamente per la città i soloni di palazzo zanca si daranno da fare per completare lo svincolo di giostra in entrata ed uscita e metteranno in atto il progetto della via don Blasco. Il resto è tutto un blaterare giusto per dimostrare che si appartiene alla serie dei Buddaci missinisi cha scoccia.

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  13. Ormai ilo porto è stato fatto…ha funzionato per diverso tempo..è una soluzione al problema TIR..non la migliore ma ormai esistente…nel mondo ci sono milioni di dimostrazioni di come si possa affrontare la natura e le sue avversità..le mareggiate, anche se ormai frequenti, non possono essere considerati al pari di eventi calamitosi quali alluvioni, terremoti, maremoti..quindi non mi spiego perché qui a Messina sembri essere tutto IMPOSSIBILE (magari fosse solo difficile)..perché non eseguire, all’alba del 2015,degli interventi ingegnerestici e infrastrutturali sugli approdi ormai, ahinoi, esistenti????

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  14. Ormai ilo porto è stato fatto…ha funzionato per diverso tempo..è una soluzione al problema TIR..non la migliore ma ormai esistente…nel mondo ci sono milioni di dimostrazioni di come si possa affrontare la natura e le sue avversità..le mareggiate, anche se ormai frequenti, non possono essere considerati al pari di eventi calamitosi quali alluvioni, terremoti, maremoti..quindi non mi spiego perché qui a Messina sembri essere tutto IMPOSSIBILE (magari fosse solo difficile)..perché non eseguire, all’alba del 2015,degli interventi ingegnerestici e infrastrutturali sugli approdi ormai, ahinoi, esistenti????

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  15. De Simone si deve mettere in testa che di mestiere fa il Presidente di un’Autorità Portuale e che quindi, nel bene e nel male, risponde lui della gestione del porto e dei soldi che si spendono. Facile gettare fumo su chi glielo ricorda ogni tanto…

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  16. De Simone si deve mettere in testa che di mestiere fa il Presidente di un’Autorità Portuale e che quindi, nel bene e nel male, risponde lui della gestione del porto e dei soldi che si spendono. Facile gettare fumo su chi glielo ricorda ogni tanto…

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  17. Io non sono un ingegnere però mi sembra di capire che la morfologia del fondale, in quel punto, sia tale da non consentire dragaggi di sorta. Ora mi chiedo: prima di spendere soldoni pubblici scomodando la “Danish Hydraulic Institute”, siamo sicuri che allungando di 50 metri gli invasi verso l’esterno su un fondale meno ghiaioso (o se preferite più profondo; diciamo 11/12 metri) non sia una strada percorribile? Del resto cosa abbiamo da perdere a farci un studio sopra? Da profano, sono certo che gli ingegneri nostrani saprebbero benissimo come risolvere il problema…!
    Altre spese… è vero! Ma, forse, ultime!

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  18. Io non sono un ingegnere però mi sembra di capire che la morfologia del fondale, in quel punto, sia tale da non consentire dragaggi di sorta. Ora mi chiedo: prima di spendere soldoni pubblici scomodando la “Danish Hydraulic Institute”, siamo sicuri che allungando di 50 metri gli invasi verso l’esterno su un fondale meno ghiaioso (o se preferite più profondo; diciamo 11/12 metri) non sia una strada percorribile? Del resto cosa abbiamo da perdere a farci un studio sopra? Da profano, sono certo che gli ingegneri nostrani saprebbero benissimo come risolvere il problema…!
    Altre spese… è vero! Ma, forse, ultime!

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  19. xxxxxxxxxx tutti!!

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  20. xxxxxxxxxx tutti!!

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