Si lasciano e lei lo accusa di maltrattamenti ma il Tribunale lo assolve

Si lasciano e lei lo accusa di maltrattamenti ma il Tribunale lo assolve

Redazione

Si lasciano e lei lo accusa di maltrattamenti ma il Tribunale lo assolve

domenica 16 Febbraio 2025 - 08:33

Un imprenditore dei Nebrodi l'aveva conosciuta tramite i social, una breve relazione e poi le accuse da parte di lei. Ora la sentenza a Patti

Dei messaggi in chat su un social network. Poi scatta qualcosa e la conoscenza viene approfondita. Si incontrano e nasce una relazione. Ma lui la lascia e lei lo accusa di ripetuti maltrattamenti e vessazioni, anche a sfondo sessuale, oltre a lesioni personali e violenza privata. Da qui l’arresto di un imprenditore dei Nebrodi, finito nel 2000 ai domiciliari. E poi il processo. Ma il Tribunale di Patti, con sentenza pronunciata dalla giudice Giovanna Ceccon, lo ha assolto dall’accusa di maltrattamenti.

Il rapporto era cominciato quando la donna, di origini sudamericane, si era trasferita in
Italia insieme al figlio. Nel dibattimento il difensore dell’imputato, l’avvocato Massimiliano Fabio, ha parlato di una “relazione tossica subita dall’uomo. “Rispetto all’unico episodio riferito, quello della presunta aggressione, è stata evidenziata l’assenza di riscontri e con testimonianze addirittura opposte alle dichiarazioni rese dalla parte offesa. Ed è stato l’uomo ad essere oggetto di aggressione dopo essere stato raggiunto dalla donna, tanto da aver egli stesso chiesto aiuto ad alcune persone presenti
nelle vicinanze e sollecitato l’intervento dei carabinieri”, fa sapere l’avvocato Massimiliano Fabio.
A conclusione del processo, nel quale il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a tre anni e sette mesi di reclusione, l’uomo è stato assolto perché il fatto non sussiste dall’imputazione relativa ai maltrattamenti, mentre per le ipotesi di lesioni personali e violenza privata, è stato disposto il non luogo a
procedere per remissione di querela.
“Possiamo ritenerci ampiamente soddisfatti perché il giudizio ha ristabilito la verità dei fatti e chiarito l’estraneità dell’imputato rispetto alle gravi contestazioni a lui mosse – ha commentato il legale –.
Accuse per le quali il mio assistito ha dovuto patire periodi di profondo turbamento che ne hanno condizionato la vita quotidiana e le molteplici attività imprenditoriali”.

Un commento

  1. Andrebbe denunciata per calunnia! Qua i giudici si sono pronunciati.

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