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#sìprescrizione #notagli: No al cavallo di Caligola e alla gallina di Cesare al Senato

Rosaria Brancato

#sìprescrizione #notagli: No al cavallo di Caligola e alla gallina di Cesare al Senato

domenica 09 Febbraio 2020 - 08:10
#sìprescrizione #notagli: No al cavallo di Caligola e alla gallina di Cesare al Senato

Amari tempi di giustizialismo e populismo. Di questo passo toglieranno il diritto alla difesa ed il diritto al voto. Ecco perchè dico NO

Avevo pensato di scrivere la rubrica domenicale sull’eliminazione della prescrizione. Poi mi son detta: in tempi di giustizialismo andare contro corrente mi avrebbe vista destinataria degli improperi dei leoni da tastiera. In alternativa ho quindi pensato di parlare del referendum del 29 marzo, per spiegare perché sono contraria al taglio dei parlamentari. Ma mi son detta: in tempi di populismo andare contro corrente comporta finire nel mirino degli odiatori social. Stavo dirottando pertanto i miei pensieri su Sanremo, su una Donna Sarina in vena d’ironia. Invece son tornata sui miei passi.

Tempi di populismo e giustizialismo

A me non importa essere popolare, avere più like o visualizzazioni. Ho deciso di diventare giornalista per informare, anche quando non è di moda, anche quando per leggere un articolo si può impiegare più del minuto standard. Soprattutto devo rendere conto alla mia coscienza di cittadina: su prescrizione e tagli ai parlamentari non si può essere populisti. In gioco c’è la maturità della democrazia.

Una fionda contro un drago

Sono dell’idea che una giustizia-giusta debba garantire processi in tempi reali. In Italia c’è la legge Pinto, diventata necessaria su intervento dell’Europa e che riguarda i risarcimenti dei danni per irragionevole durata dei processi. Una giustizia-giusta deve avere strutture e personale in grado di far fronte ad una mole di processi sempre più imponente. Non puoi combattere un drago armato di una fionda. La Costituzione prevede che 1- tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Quanto poi al diritto alla presunzione d’innocenza fino al terzo grado di giustizia, in Italia è diventato un orpello.

Fine processo MAI

Lo stop della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, voluta dalla riforma Bonafede ed entrata in vigore dal 1 gennaio, è al centro di polemiche. Si stanno studiando correttivi, ma lo scontro è forte, soprattutto con Italia Viva. Intanto alle proteste, anche eclatanti, degli avvocati, anche in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, si sono levate alte le perplessità di illustri giuristi e della stessa Cassazione (per voce del Primo Presidente).

Non sono un avvocato, ma da essere umano e cittadina trovo questa norma sconcertante e giustizialista ai limiti del “ghigliottinismo”. Invece di operare per rendere meno biblici i tempi dei processi si vara la norma del fine processo MAI.

Colpevoli “a prescindere”

L’imputato (considerato dal governo giallorosso colpevole a prescindere) senza più la garanzia della prescrizione rischia di restare “appeso” per anni in attesa della sentenza d’appello. Invece di ridurre i tempi li si allungano. La toppa che si vuol provare a mettere è assai bizzarra. Se sei condannato in primo grado la prescrizione si ferma e se per caso sei innocente (ipotesi che pare la parte giustizialista del M5S non contempla) puoi aspettare anni mentre la tua vita va in malora. Certo, poi, un giorno lontano interverrà la legge Pinto a risarcirti. Nel frattempo magari ti sei suicidato.

Prescrizione sintomo non causa

Mi fa paura uno Stato così. La prescrizione a mio giudizio dovrebbe essere proprio la molla, per ultimare un processo in tempi reali. Proprio per non far sfuggire un colpevole alle sue responsabilità. Di questo passo, dopo la prescrizione toglieranno anche il diritto di difesa. Si arriverà alla condanna per antipatia, si eliminerà l’appello, si abrogheranno per legge gli avvocati. Potranno esercitare solo i civilisti ed i difensori dei buoni (ma solo dei buoni dalla parte giusta). Assumete magistrati, personale, rendete la giustizia europea. La prescrizione è il sintomo di qualcosa che non funziona, non la causa. Spero che il Pd recuperi la ragione e che il buon senso prevalga sull’attaccamento alla poltrona e la smetta d’inseguire il M5S sul giustizialismo. La vita poi è una ruota e sa essere beffarda. Non sia mai che ad un innocente per principio capiti d’incappare in un errore giudiziario ed in processo biblico. E’ la legge del karma.

Taglio dei parlamentari

Passiamo al taglio dei parlamentari. Anche in questo caso invece di tagliare gli stipendi, i privilegi e le indennità, si tagliano le persone. Perché ormai gli esseri umani hanno perso il valore dell’individualità. Siamo massa, gregge. Per me uno non vale uno. Le persone sono meravigliosamente differenti. Ed anche i parlamentari non sono tutti uguali. Purtroppo a causa di leggi vergognose e di liste bloccate balorde, vengono eletti i prescelti e le prescelte dal capo. Per fortuna capita a volte che dopo il gruppone degli yes men spunti quello bravo, quella brava. Ma non sono MAI in cima alla lista. La top list è riservata ai “prescelti” che la dote migliore che hanno è la fedeltà (non al territorio ma a chi lo ha messo in lista).

La top list dei prescelti

Tagliare il numero dei deputati significa non avere neanche quell’1% che sfugge alla regola. Le liste bloccate per le Politiche del 2018 sono state fatte seguendo quel criterio. In Sicilia e a Messina, per esempio, i capi lista, spesso e volentieri, non erano siciliani (non erano messinesi), e seguivano logiche del tutto slegate dal legame col territorio.

Pochi e scarsi

Tagliare il numero dei parlamentare equivale a lasciare del tutto scoperti INTERI TERRITORI , non dare più voce alle minoranze. Senza preferenze, con i listini bloccati sarebbero eletti POCHI E SCARSI. Finora potevamo contare sul colpo di fortuna di avere il brutto anatroccolo che si smarca dal gruppo. Dal 29 marzo, se si perde il referendum, la legge entra in vigore e invece di tagliare i privilegi si tagliano le persone. Come con la prescrizione, anche in questo caso, in nome del populismo, un taglio oggi, un taglio domani, finiranno per ridurre al minimo la RAPPRESENTANZA. La verità è che meno rappresentati siamo meno contiamo o e soprattutto meno democrazia c’è. Perché invece di tagliare il NUMERO dei parlamentari non tagliano gli stipendi? Perché gli attuali eletti mirano all’auto conservazione. Sanno che con i listini bloccati hanno un posto lautamente pagato per altri 5 anni.

Tagli al diritto di difesa e di voto

Prima o poi taglieranno il diritto al voto e non potremmo dire nulla perché finora non ci siamo opposti. Invece io voglio essere tra quei perdenti fuori moda che si oppongono alla dittatura del populismo.

Con il taglio dei parlamentari la Sicilia avrà meno eletti, territori periferici come Messina saranno meno rappresentati, le minoranze non avranno più voce. Saliranno solo i prescelti dai padroni dei partiti. Io mi oppongo e il 29 voto no. Quando vi troverete come senatore il cavallo di Caligola e la gallina di Cesare non dite che non ve l’avevo detto.

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3 commenti

  1. Bravissima, Rosaria; ho sempre detto che sei la mia giornalista preferita. Enzo Palumbo

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  2. Bene dottoressa perchè non si chiede agli Italiani cosa vogliono della prescrizione , come sempre la maggior parte dei farabutti arrivano alla prescrizione , un processo breve potrebbe andare bene , ma ai nostri politici questo non piace , gli finirebbe la pacchia .

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  3. Ottimo articolo con interessanti spunti di riflessione. Aumenterei invece i tempi di refresh delle pagine del vostro sito. Sono troppo brevi. La pagina si aggiorna circa a metà lettura interrompendo di continuo la lettura. Per non parlare dei commenti scritti e poi persi a causa del refresh stesso.

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