La bomba epslosa la settimana scorsa nel palazzo in cui risiedono gli imprenditori Giovanni e Alessandro Rizzo, padre e figlio, e sui cui sono tutt’ora in corso le indagini dei Carabinieri, è stato commentato con profondo sdegno da tanti esponenti del mondo politico ed imprenditoriale messinese e siciliano. Mentre domani Rizzo incontrerà a Palazzo Chigi il sottosegretario Mantovano, oggi torna a parlare il presidente della Federazione Antiracket di Messina Giuseppe Scandurra
Scandurra, rivolgendosi a tutti coloro che detengono attività di tipo commericiale nella città dello Stretto, ha invitato a non avere paura, perchè in un momento particolare come questo, Messina può contare su magistrati,forze dell’ordine e rappresentanti del governo (prefetto) che stanno mostrando di essere vicini alla gente. “Se l’imprenditore denuncia e collabora, lo Stato c’e’ ed e’ ben rappresentato – afferma. La legge dello Stato, la n.44 del 1999 risarcisce alle vittime di estorsione i danni subiti, un ristoro che prevede fino a un milione e mezzo di euro a fondo perduto,permettendo così alle vittime, di ricostruire le proprie attività. Questa è una delle risposte che il governo, assieme alle Associazioni Antiracket e Antiusura da’ alle organizzazioni malavitose”.
Scandurra torna poi a parlare del caso di Messina dove, nonostante la profonda indignazione per qaunto accaduto alla famiglia Rizzo, è il momento giusto per farsi avanti senza paura. “Non ci possono essere alibi da parte degli imprenditori che sanno di essere e di convivere con il potere mafioso. E’ un momento particolare ed è per questo che bisogna sempre più stare accanto allo Stato e con lo Stato che e’ legalità, consapevoli che il principio fondamentale di ogni imprenditore è, anzi deve essere la libertà d’impresa. Per questo dico di non creare inutili allarmismi perchè tutto è sotto”.
