Lo studio legale Maltese che rappresenta i titolari delle attività destinatari dei provvedimenti di sgombero, spera nell’intervento del rappresentante del governo affinché vengano individuate per i commercianti soluzioni alternative. «Condividiamo la bonifica di Maregrosso ma non accettiamo di essere stati abbadonati»
Sotto le macerie dei capannoni demoliti di Maregrosso si nascondono storie di vita e di lavoro. Più volte in questi mesi hanno cercato di portarle alla luce, ma con scarsi risultati. Sono loro, gli artigiani, i fabbri, i lavoratori di quella porzione di città per troppo tempo abbandonata e che ora si vuole far riemergere. Sono coloro che pur riconoscendo l’importanza di quei colpi di gru che tanto rumore hanno fatto dopo il silenzio di questi anni, non intendono a propria volta essere silenziosamente dimenticati. Ecco perché questa mattina hanno chiesto ed ottenuto una convocazione dal Prefetto Alecci, cui prenderà parte anche la Confesercenti: con il rappresentante del governo si discuterà di tutte le problematiche legate al futuro delle attività produttive finora operanti a Maregrosso.
A tutelare gli interessi di 13 artigiani della zona, lo studio legale Maltese. «Bisogna innanzitutto specificare una cosa: non è una questione di legalià – spiega uno degli avvocati – Gli interventi di bonifica e demolizione effettuati in questi mesi sono assolutamente legittimi, perché l’errore sta a monte, ovvero nell’aver dato in concessione anni orsono quegli spazi di proprietà del demanio marittimo. Anzi va sottolineato che i lavoratori sono pienamente favorevoli al recupero della zona, una delle più belle della città. Ciò che però non è tollerabile, è il completo abbandono di lavoratori che lì hanno creduto di aver costruito il proprio futuro e che un futuro lo hanno finora garantito anche ad altre famiglie».
Secondo quanto raccontato dagli avvocati e dagli stessi artigiani, infatti, in occasione dell’ultima conferenza di servizi (avvenuta nel periodo estivo), appuntamento a cui hanno preso parte anche diversi rappresentanti della giunta Buzzanca, sono state avanzate alcune proposte rispetto all’individuazione di nuovi locali in cui i lavoratori, sotto pagamento d’affitto, avrebbero potuto trasferire le proprie attività. Da allora però più nulla, all’infuori del silenzio. «Si è trattato solo di fumo negli occhi, agli artigiani sono state fatte promesse non mantenute, e soprattutto nelle more dei provvedimenti si è proceduto con altre demolizioni. In sostanza non è stato dato alcun aiuto per individuare una soluzione alternativa. Ed è proprio questo ciò di cui parleremo al Prefetto, sperando in un suo intervento».
Gli artigiani, dunque, secondo quanto sostenuto dai legali, non sarebbero stati messi nelle condizioni di poter ricominciare, abbandonati proprio da chi nei primi giorni degli interventi di demolizione, ha dichiarato di voler tutelare anche gli interessi di coloro che fino ad oggi hanno occupato l’area di Maregrosso e via Don Blasco con un “legale inganno”.
Elena De Pasquale
