Balletto di numeri sui costi del Ponte. La Stretto Spa:«Eventuali incrementi sono connessi a richieste dagli Enti locali»

Balletto di numeri sui costi del Ponte. La Stretto Spa:«Eventuali incrementi sono connessi a richieste dagli Enti locali»

Balletto di numeri sui costi del Ponte. La Stretto Spa:«Eventuali incrementi sono connessi a richieste dagli Enti locali»

venerdì 06 Maggio 2011 - 09:43

Secondo un’inchiesta de “L’espresso” il prezzo sarebbe lievitato dai 6,1 miliardi di euro iniziali sino a 9 miliardi di euro. La cifra viene smentita dalla Società romana, che non esclude però variazioni rispetto alla somma iniziale

Ponte quanto mi costi?

Il quesito se l’è posto il settimanale “L’espresso” che – in un articolo pubblicato oggi nel settimanale cartaceo ma anticipato ieri in alcune parti sul sito www.espresso.repubblica.it – ha fatto i conti in tasca alla Stretto di Messina Spa. Secondo l’inchiesta de“L’espresso” , nel progetto definitivo – attualmente all’esame dei dodici componenti del comitato scientifico della società romana, che dovrà approvarlo entro maggio – il prezzo previsto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina sarebbe passato da 6,1 miliardi di euro iniziali a 7,865 accertati , con la previsione di un ulteriore aggravio economico che farebbe lievitare il costo finale sino a 9 miliardi di euro da qui alla Conferenza dei servizi.

Se così fosse , saremmo di fonte ad un aumento del 50% rispetto alla previsione iniziale. “L’espresso”, dunque, dà i numeri e lo fa entrando nel dettaglio: «ci vogliono 6,1 miliardi di euro per il ponte vero e proprio. Di questi, soltanto 1,65 miliardi sono disponibili. Altri 850 milioni sono necessari per opere complementari (zero disponibili), 289 milioni per opere connesse (5 milioni disponibili), 600 per i nodi urbani (4 milioni disponibili) e 26 milioni per la variante di Cannitello (tutti disponibili)». In questa un ruolo fondamentale è rivestito dal gruppo Ferrovie dello Stato, su cui grava «oltre la meta’ del nuovo incremento dei prezzi». Tuttavia, secondo il settimanale, l’annunciato acquisto da parte di Rfi di una nuova nave per i collegamenti sullo Stretto dimostra che «evidentemente le Ferrovie, che di Stretto Spa ono soci, al ponte non credono granché».

Su cifre diffuse da “L’espresso”, interviene con una «nota di precisazione» la società Stretto di Messina, che da un lato smentisce il settimanale, ma dall’altra non nega possibili variazioni rispetto alla somma iniziale legate alle richieste dagli Enti locali.

«Le informazioni sulle variazioni dei costi dell’Opera – si legge testualmente – non sono corrispondenti al vero. Allo scopo di rendere un’informazione corretta, la Società precisa quanto segue:

– il Progetto Definitivo dell’Opera è stato consegnato, dal Contraente Generale, in data 20 dicembre 2010, in aderenza ai termini contrattualmente previsti;

– è in fase conclusiva il processo di verifica di tale progetto, strutturato dalla Società con il coinvolgimento di Parsons Transportation Group Inc. – che assicura un controllo tecnico terzo e indipendente della progettazione del Ponte – del validatore RINA Check S.r.l. e del Comitato scientifico – composto dalla più alte professionalità di estrazione accademica, di chiara fama in ambito nazionale ed internazionale –;

– dalla verifica, ormai conclusa, risulta che il costo dell’Opera (ponte più 40 km di raccordi stradali e ferroviari) è in linea con l’ammontare previsto nel Progetto Preliminare approvato dal CIPE nel 2003 e aggiornato a 6,3 miliardi di euro nel piano finanziario approvato e ancora attualmente in vigore.

Eventuali incrementi dei costi sono subordinati all’approvazione del Cipe, a valle dell’esame in conferenza dei servizi, e sono connessi a:

– recepimento di varianti richieste dagli Enti locali (si tratta in particolare della “Variante Infrastrutture ferroviarie versante Sicilia”, consistente nella realizzazione di un tratto supplementare di galleria per circa 3 km, con lo spostamento della nuova stazione di Messina dalla località Maregrosso all’area di Gazzi e l’utilizzo della nuova infrastruttura ferroviaria come sistema metropolitano, con la costruzione di tre nuove fermate rispettivamente in località Papardo, Annunziata ed Europa e di ulteriori varianti di minore impegnato quali “Cittadella Universitaria” e “Inceneritore” a Messina;

-adeguamento del progetto alle nuove norme tecniche introdotte nel periodo intercorso dalla progettazione preliminare;

– adeguamento del corrispettivo conseguente al blocco del progetto (circa tre anni), determinato dalla decisione assunta nel 2006, da parte del precedente Governo.

Infine, si precisa che non sono previsti maggiori costi a carico di RFI».

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