I principali fattori di rischio del melanoma sono di 3 tipi: ambientali , comportamentali e costituzionali. Fondamentale la diagnosi precoce
Grande successo per seconda edizione dell’ “EUROMELANOMA DAY”. La giornata di prevenzione si è svolta ieri e ha visto la partecipazione di numerosi cittadini che si sono recati presso il Reparto di Dermatologia del Policlinico di Messina per sottoporsi a visite gratuite. “Siamo molto soddisfatti della risposta in termine di partecipazione ottenuta dai cittadini – ha affermato la Prof.ssa Serafinella Cannavò, Direttore dell’U.O.C. di Dermatologia dell’A.O.U. “G. Martino” di Messina. Nell’ambito dell’ambulatorio dedicato all’Euromelanoma Day, si è avuto modo quest’anno di diagnosticare due casi di melanoma, immediatamente programmati per l’escissione chirurgica, e 4 lesioni melanocitarie atipiche, meritevoli di ulteriori approfondimenti diagnostici. Tale risultato è indicativo dell’utilità della prevenzione e diagnosi precoce, da attuare non soltanto in occasione di queste campagne informative ma costantemente, ricordando l’importanza di alcune semplici regole, necessarie per preservare la nostra pelle, e del tempestivo intervento in caso di lesioni sospette.”
I principali fattori di rischio del melanoma sono di 3 tipi: ambientali (raggi UV, rifrazione della sabbia, dell’acqua e della neve, latitudini e periodo dell’anno in cui ci si espone), comportamentali (come ci si espone al sole) e costituzionali (fototipo e familiarità per melanoma). E’ possibile, tuttavia, ridurre significativamente il rischio di sviluppare un melanoma attraverso una razionale esposizione solare, evitando di esporsi tra le ore 11 e le ore 15, utilizzando un filtro solare con fattore di protezione correlato al proprio fototipo e indossando indumenti adeguati (copricapo nei soggetti calvi). Nella lotta al melanoma è fondamentale anche la diagnosi precoce che prevede, una visita di controllo dal dermatologo, all’occorrenza corredata da videodermatoscopia, almeno una volta l’anno, un auto-controllo periodico di tutta la superficie cutanea, ogni 2-3 mesi, per riconoscere tempestivamente cambiamenti di colore, forma, dimensione di un neo preesistente oppure la comparsa di uno nuovo.
