Questa mattina nell’Aula Magna del rettorato, sorrisi ed abbracci hanno tenuto banco nel corso del seminario tenuto dal celebre clown, protagonista dell’omonimo film interpretato da Robin Williams, che “predica” al mondo la “strategia dell’amore”
Chi questa mattina, trovandosi magari a passare per caso, ha affacciato la testa in un affollatissima Aula Magna del Rettorato senza sapere quale incontro si stesse svolgendo, avrà sicuramente avuto un attimo di smarrimento nel vedere i comportamenti dei presenti: prima tutti con gli occhi chiusi, poi tutti abbracciati, poi a coppie, uno di fronte all’altro, nel reciproco gesto di tenere il viso con le mani e, guardando il proprio dirimpettaio dritto negli occhi, dire: “Ti voglio bene”, anche ad uno sconosciuto.
Non stiamo farneticando, ma proviamo semplicemente a raccontarvi quanto accaduto durante il seminario “Edu-care: Educazione alla cura” tenuto all’Università di Messina dal più famoso clown del mondo, Patch Adams. L’uomo dal naso rosso e dalla barba lunga, ideatore di un modello ospedaliero basato sulla “strategia dell’amore”, ha infatti spiegato ai tanti studenti seduti in aula, attraverso esercizi ed esperimenti pratici, come riuscire a concentrarsi sulla cosa più importante al mondo, l’amore appunto. Il celebre e buffo medico americano, con il suo sorriso, ha -abbracciato- tutti coloro che affollavano la sala: studenti, professori e persino qualche dipendente dell’Ateneo che incuriosito dall’imponente voce di quell’uomo barbuto e dalle risate provenienti dall’Aula Magna, ha fatto capolino cercando di cogliere qualche passaggio dell’insolita lezione.
Adams si fa però serio quando raccontando la sua esperienza di vita, sottolinea come in realtà l’amore sia sempre messo in secondo piano. «Tutti siamo pronti a dire che è il valore più importante – afferma – eppure, alla fine, non facciamo nulla per valorizzarlo: anzi spesso i nostri comportamenti vanno nella direzione opposta, perché ormai il capitalismo ha spazzato via qualsiasi momento di riflessione, denaro e successo sono al primo posto. In realtà l’amore è Dio». Patch Adams, reso celebre, nel 1998, dall’omonima pellicola hollywoodiana e diventato l’ambasciatore del sorriso nel mondo, ha girato, in oltre 30 anni, ben 70 paesi, tra i quali Russia, Cile, Perù, Cuba, Afghanistan e Cambogia, sempre impegnato sul fronte umanitario.
Nel corso del seminario di oggi, organizzato dalla dott.ssa Stefania Taviano della Facoltà di Lettere, il medico burlone, partendo dall’A-B-C dell’amore, è riuscito a far comprendere come in realtà nessuno parli mai di questo nobile sentimento: «Nessuna scuola o Facoltà di Medicina nell’universo insegna l’empatia e l’amore come stile di vita. Non ho rispetto per nessun governo perché il sistema attuale promuove la prevaricazione, il denaro e l’avarizia; la struttura gerarchica di per sé è antitetica alla strategia dell’amore. Non esiste una ricetta per la felicità – ha continuato – bisogna inebriarsi di natura e di arte ed essere al servizio dell’amore. Sono grato alla vita per milioni di cose, ”costruisco“ me stesso ogni giorno e decido di essere ciò che voglio essere».
Parole cariche di significato e pronunciate con il consueto sorridente buonumore che porta a domandarsi: ma quest’uomo riuscirà mai ad essere triste? Un’interrogativo a cui non c’è il tempo di rispondere perché per il vulcano Patch Adams la vita, sinonimo di amore, si basa su un continuo dare e ricevere, che non lascia il tempo per pensare ad altro. Come in un lungo abbraccio senza fine.(E.De Pasquale)
(FOTO STURIALE. SU PHOTOGALLERY ALTRI SCATTI)
