Il presidente Muscolino: « Si tratta di una svolta storica per il sistema fiscale italiano. A Messina comporterà risparmi d’imposta tra 592 euro, per i contratti agevolati e di 1.417 euro l’anno per i contratti liberi»
L’introduzione della cedolare secca sugli affitti, prevista nel decreto attuativo del federalismo municipale recentemente approvato dal Parlamento, comporterà un notevole vantaggio fiscale per i contribuenti. Secondo Confedilizia Messina – in base alle simulazioni effettuate ipotizzando un canone di locazione annuo di 10mila euro e un reddito del proprietario, al netto del reddito da locazione di 45.000 euro – la cedolare secca garantirà nella nostra città risparmi d’imposta tra 592 euro, per i contratti agevolati e di 1.417 euro l’anno per i contratti liberi.
In un comunicato stampa, il presidente Giorgio Muscolino spiega che «in luogo delle ordinarie imposte sui redditi, si pagherà un’imposta sostitutiva pari al 21% del canone di affitto, che diventa il 19% per i contratti a canone concordato nelle città ad alta tensione abitativa». La cedolare sostituirà l’imposta di registro e l’imposta di bollo sui contratti di locazione. «La convenienza –spiega Muscolino – va però tarata sul proprio reddito: mentre c’è sempre per chi affitta a canone libero, per i locatori a canone concordato scatta solo per i redditi lordi annui medio – alti, dai 28mila euro in su. Potranno scegliere il regime sostitutivo solo le persone fisiche che non agiscono nell’esercizio dell’impresa o della professione. Rientrano nell’ambito della cedolare le sole locazioni di abitazioni e pertinenze (per esempio i box), se locate congiuntamente al bene principale. Non vi rientrano le sublocazioni, poiché queste, danno luogo a redditi diversi e non a redditi fondiari».
L’applicazione della cedolare è facoltativa, la scelta spetta al locatore. Condizione per la validità dell’opzione è che il locatore rinunci per tutta la durata della stessa ad applicare aumenti del canone di affitto, inclusi gli aumenti Istat. La rinuncia deve essere previamente comunicata all’inquilino con lettera raccomandata. Tale disposizione è inderogabile, il che significa che eventuali accordi contrari tra le parti sono privi di effetti. La norma rinvia a un futuro provvedimento dell’Agenzia delle Entrate l’individuazione delle modalità per l’esercizio dell’opzione. L’opzione dovrebbe essere esercitata con riferimento a ciascun contratto, anche perché occorre la rinuncia all’applicazione degli aggiornamenti del canone.
«Il varo in via definitiva della cedolare secca sugli affitti, che la Confedilizia ha proposto anni fa e perseguito poi tenacemente in tutti questi anni – dichiara Muscolino – rappresenta una svolta storica per il sistema fiscale italiano, prima ancora che un provvedimento determinante (nonostante qualche sbavatura) per ridare redditività alla locazione e per il rilancio, quindi, di un settore che solo può assicurare la mobilità delle forze del lavoro e delle masse studentesche sul territorio. L’introduzione in questi termini di una flat tax – che, ovunque è stata applicata, non ha fatto registrare che successi, sul piano della competitività e del progresso economico – è un segnale importante, è un precedente che esce fuori da nostri schemi tributari tradizionali e che può costituire la base per una riforma fiscale veramente innovativa, fondata sulla necessità ineludibile di affamare la bestia della spesa pubblica che caratterizza lo Stato moderno».
Su download lo schema della cedolare nella sua versione definitiva
