“Giovani Eroi”, la storia di Michele: pendolare delle Stretto che lavora per il suo futuro e per il sud

“Giovani Eroi”, la storia di Michele: pendolare delle Stretto che lavora per il suo futuro e per il sud

“Giovani Eroi”, la storia di Michele: pendolare delle Stretto che lavora per il suo futuro e per il sud

venerdì 29 Aprile 2011 - 09:46

L’ultima puntata del programma di Mtv dedicata ad un 24enne di Reggio C. che studia all’Università di Messina. Specializzando in medicina, dai suoi occhi e dalle sue parole traspare l’ambizione, lo spirito d’appartenenza, la voglia di fare qualcosa per la propria terra

Michele è uno studente di Medicina e ha 24 anni. Vive a Reggio Calabria ma studia a Messina e come molti studenti e lavoratori prende l’aliscafo la mattina alle 7e15 ogni volta che ha lezione o deve sostenere un esame. E’ un pendolare dello Stretto, uno studente motivato e convinto, voglioso di girare il mondo ma senza dimenticare il sud. Michele è uno dei protagonisti del programma “Giovani Eroi” prodotto da Mtv news e mandato in onda sul canale musicale Mtv. Racconta una faccia che è quella di tanti ragazzi meridionali: determinati e ambiziosi, pronti a scontrarsi con i problemi che giornalmente si vivono a queste latitudini. Ma non solo qui. Il gap con il nord esiste, in molti casi è “pompato” dai mass media. Sicuramente è minimo o inesistente il divario tra le professionalità del sud e quelle del nord. Anzi.

Michele vuole lavorare per la sua terra: per Reggio Calabria, per Messina, per la sua Regione. Ha deciso di fare il medico perché vuole aiutare il prossimo. E’ rimasto qui, in riva allo Stretto. Non critica chi è partito, chi è andato via. Critica, e con lui i suoi amici, chi una volta partito rinnega il proprio passato, tutto ciò che ha vissuto, le proprie radici. Michele “non ha cognome”, crede che le ingiustizie si manifestino in tutte le Università d’Italia. Mentre parla Mtv evidenzia come nell’ateneo peloritano, nella facoltà di Medicina,tre professori su dieci hanno lo stesso cognome. Ma a lui ciò non interessa: «Ne vediamo di cotte e di crude, anche agli esami. Ma di queste persone non me ne frega niente. Io vado avanti. Io studio. Sono cosciente di avere studiato e di avere una preparazione».

Michele guadagna 1800 euro al mese come specializzando in Medicina. Un buon gruzzolo sicuramente. Ma al di là dei soldi, le sue parole sono quelle di chi ne porta a casa 800, 500, niente. E’ la voce di chi fa quello che fa per passione. Per una missione che sente dentro. Lavorare, provare a cambiare le cose. Per sé e per il sud. Per una terra che dà e in molti casi toglie. Per un territorio che ci ha dato il latte ma non riesce a darci il pane per continuare a vivere. I giovani sono il domani ma soprattutto devono essere il presente, ecco perché hanno il dovere di crederci e non mollare nonostante gli ostacoli posti sul loro cammino.

Michele guarda lo Stretto dal lungomare di Reggio, vede Messina e quando è bel tempo riesce a scorgere anche l’Etna. E’ stretto, ma è la fotografia di orizzonti larghi. Michele pensa al futuro, ai suoi viaggi, a quello che farà. L’unica certezza è che non dimenticherà la sua terra e con lui altri cento, mille ragazzi, che restano o partono con la voglia di tornare. Che continueranno a dare tutto per fare in modo che i loro figli, oltre al latte, abbiano anche il pane per campare qui. (ER)

PER VEDERE IL VIDEO E COMMENTARLO: http://www.mtvnews.it/1-storie/la-storia-di-michele-2/

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