-Risvolti Politici dietro al tentativo di occupazione francese della Sicilia nel settembre del 1810-, questo l’argomento dell’incontro tenutosi lunedì 29 novembre nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, organizzato dall’Associazione Amici del Museo di Messina.
Un incontro che ha visto una grande partecipazione da parte della città di Messina. Ha introdotto i lavori il Docente Universitario e Assessore Comunale alle Politiche della Famiglia Dario Caroniti, che ha dato un quadro generale del periodo storico in cui avvenne questo tentativo francese di occupare la Sicilia soffermandosi in modo particolare ad una nuova rilettura degli ideali che portarono alla Rivoluzione Francese.
A seguire è intervenuto lo storico Alessandro Fumia che ha presentato una interessante relazione su inediti documenti del cotrospionaggio inglese e borbonico, con la scoperta di alcune lettere personali intercorse tra Napoleone Bonaparte e la Regina di Napoli e Sicilia Maria Carolina in merito a possibili accordi poi non andati in porto.
Ha moderato i lavori il Segretario dell’Associazione, il giornalista e storico dell’arte Dott. Marco Grassi.
Al termine della manifestazione la degustazione del -Callout delle Due Sicilie” del maestro pasticcere Luigi Bongiorno. Una particolare torta che portava le insegne dell’antico Regno Duosiciliano composto dagli emblemi del cavallo rampante del Regno di Napoli, della triscele del Regno di Sicilia e i tre gigli d’oro della Monarchia Borbone.
Queste iniziative, Patrocinate dal Comune di Messina, dal Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e dall’Istituto Italiano dei Castelli, hanno l’obiettivo di far conoscere alla cittadinanza alcune pagine della nostra storia poco conosciute e valorizzate. All’incontro, oltre al qualificato e numeroso pubblico, erano presenti anche gli Assessori Comunali Pippo Isgrò e Salvatore Magazzù, il Vice Comandante della Polizia Municipale Cap. Lino La Rosa, l’Esperto del Sindaco per gli Eventi Religiosi Nino Di Bernardo e il Barone Giuseppe Amato per l’Ordine Costantiniano di San Giorgio.
LETIZIA SALVO
